La difesa della vita umana innocente dal concepimento alla morte naturale

Aldo Maria Valli,  in "Duc in altum" – 19 Aprile 2021

Cari amici di Duc in altum, ecco il testo della lettera che è stata inviata a monsignor Athanasius Schneider in adesione al suo intervento a difesa della vita, sempre e comunque, anche contro le medicine contaminate dall'aborto e l'abuso di parti del corpo del nascituro.

***

A Sua Ecc.za Ill.ma e Rev.ma

 

Mons. Athanasius Schneider

 

Vescovo titolare di Celerina

 

Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana

 

Eccellenza Rev.ma,

 

molti in tutto il mondo hanno letto l'intervento di V.E. del 19 febbraio 2021, Unmasking Covid-19: Vaccines, Mandates, and Global Salute, con grande consolazione, riconoscendovi una voce di verità, rara e preziosa.

 

Anche in Italia, associazioni e gruppi impegnati in favore del diritto alla vita non sono rimasti indifferenti. Molti hanno trovato nell'appello di V.E. a un «nuovo movimento per la vita», che combatta «in modo chiaro e inequivocabile, contro le medicine contaminate dall'aborto, contro l'abuso di parti del corpo del nascituro», un potente stimolo a ripensare l'azione, non abbandonando certo la meritoria battaglia sin qui condotta nei decenni, ma anzi portandola a coerente completezza nella nuova prospettiva d'una critica integrale relativa alla legittimità etica e giuridica dell'uso di cellule embrionali e fetali nell'ambito della sperimentazione e dell'industria farmaceutica, cosmetica (e affini).

 

Questa nostra vuole essere appunto una risposta di adesione al suo appello del 19 febbraio.

 

La difesa della vita umana innocente dal concepimento alla morte naturale non può ammettere compromessi o eccezioni. O è intransigente e integrale, o non è! O è lucidamente e rigorosamente coerente, o non è!

 

Riconoscere che l'essere umano è persona sin dal concepimento e mai cessa di esserlo, qualunque ne sia lo stato clinico fisico-psichico in cui si possa trovare sino alla morte naturale, implica necessariamente il dover riconoscere come omicidio ogni soppressione della vita umana, senza distinzione alcuna relativa all'età o alle condizioni, prenatali o postnatali della vittima.

 

La soppressione della vita umana innocente non solo è sempre gravemente illecita, sotto il profilo morale, ma occorre che sia sempre giuridicamente riprovata. La condanna penale dell'omicidio, qualunque sia l'età prenatale o postnatale della vittima, è richiesta dalla giustizia, necessaria per ogni ordinamento.

 

Nessun ordinamento giuridico positivo può esigere di essere riconosciuto come legittimo contemplando la possibilità di sopprimere legalmente una persona umana innocente. Ugualmente, nessun ordinamento giuridico positivo può presumere legittimità prevedendo la possibilità legale di reificare e strumentalizzare la vita umana innocente per finalità di ricerca e/o di produzione (farmaceutica, cosmetica, alimentare).

 

Una società che non solo tollera ma giunge a considerare normale l'uso sistematico ed abituale di cellule derivate dall'uccisione di persone umane innocenti di età prenatale per gli scopi più vari, risulta avere smarrito ragione e giustizia, nonché capacità di giudizio etico.

 

Chi difende il diritto alla vita, per non cadere in una contraddizione esiziale, non può che essere inequivocabile nell'affermare l'assoluta illiceità morale e giuridica di qualunque forma di aborto volontario (chirurgico o chimico-farmacologico), come di ogni produzione e crioconservazione di embrioni umani, di manipolazione e sfruttamento di embrioni umani, di infanticidio, di eutanasia, di suicidio assistito. Ma ciò non è ancora sufficiente!

 

È doveroso che i difensori della vita umana, per non condannarsi all'incoerenza e/o all'irrilevanza, prendano atto del fatto che la produzione, la reificazione e la manipolazione degli embrioni umani, così come lo sfruttamento di cellule fetali ricavate da persone umane di età prenatale, è oggi parte di un enorme e globale sistema economico, tecnico ed industriale.

 

Condannare l'aborto senza però condannare quell'enorme struttura tecno-produttiva dell'uso reificante/strumentalizzante della vita umana in età prenatale, se non ipocrisia, certamente è miopia intellettuale ed operativa.

 

La battaglia in difesa della vita umana, oggi, non può che essere ANCHE impegno contro quelle prassi e quelle strutture che degradano la vita innocente a riserva di materiale biologico, utilizzabile nel campo della sperimentazione e della produzione.

 

È una battaglia anzitutto culturale. Si tratta di rifiutare nel modo più netto quella cultura del desiderio che considera l'essere umano in età prenatale come disponibile per qualsivoglia scopo, finanche per diventare materiale di consumo.

 

È un compito da condurre sotto tutti i versanti e nel modo più efficace, non ultimo il richiamare ogni uomo alla sollecitudine

 

nel rifiutare QUALUNQUE prodotto (farmaceutico, cosmetico, alimentare) che presenti anche il pur minimo legame con la soppressione della vita umana innocente;

nel boicottare (ad esempio, rifiutandosi di esserne clienti, azionisti, obbligazionisti, etc.) TUTTE quelle imprese che nella propria attività produttiva o sperimentale facciano uso di cellule embrionali e/o fetali.

Si tratta, poi, di agire sul piano giurisprudenziale e legislativo, affinché sia legalmente riprovato e penalmente sanzionato qualunque utilizzo di cellule embrionali e fetali umane ricavate dalla soppressione della vita umana innocente e parimenti sia legalmente inibito qualunque commercio di cellule e/o tessuti umani.

 

Ciò, NON contro la medicina e la farmaceutica, ma piuttosto per una produzione eticamente condotta dei farmaci e dei cosmetici. Nessun vaccino, nessun farmaco, nessun cosmetico, nessun alimento deve essere prodotto o sperimentato utilizzando cellule umane embrionali e/o fetali, ricavate dall'uccisione di un innocente. Qualunque utilizzo e qualunque commercio di tessuti e cellule embrionali/fetali umane, ricavate dalla soppressione della vita innocente, è moralmente inaccettabile e deve essere legalmente escluso.

 

Questo si palesa l'impegno integrale e coerente per le associazioni ed i gruppi che hanno a cuore la difesa della vita umana.

 

Pertanto ci impegniamo a dare continuità ideale ed attuazione generosa all'appello lanciato da V.E. il 19 febbraio 2021.

 

Chiediamo la sua benedizione;

 

Mirco Agerde – Movimento Mariano Regina dell'Amore

 

Gianfranco Amato – Giuristi per la Vita

 

Antonio Brandi – Associazione Pro Vita & Famiglia

 

Giorgio Celsi – Associazione Ora et labora in difesa della Vita

 

Francesco Fontana – Associazione Iustitia in Veritate

 

Giovanni Formicola – Opzione Benedetto

 

Massimo Viglione – Confederazione dei Triarii

 

Sottoscrivono:

 

Francesco Agnetti (giurista)

Francesco Mario Agnoli (magistrato, Presidente aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, già membro del Consiglio Superiore della Magistratura)

Milton Amabile (farmacista)

Francesco Avanzini (medico)

essa Patrizia Azzali (medico)

Pier Luigi Bianchi Cagliesi (giornalista)

Antonio Bianco (coordinatore della Triarii Web Tv)

Eleonora Bonfanti (studentessa, presidente di Nova Civilitas Giovani)

Luca Campanotto (giurista)

Fabio Candalino (giurista)

Maria Capozza (giurista, presidente Associazione Giovanna d'Arco ONLUS)

Marco Casadei (medico)

Anna Egidia Catenaro (giurista, presidente Associazione Avvocatura in Missione)

Ugo Cepparulo (giurista)

Palmiro Clerici (medico veterinario)

Cecilia Collini (giurista)

essa Marina Corsi (farmacista)

essa Cristina Costa (docente)

essa Silvana De Mari (medico)

Matteo De Martino (medico)

Donato Carmelo Dellino (medico, responsabile dell'Associazione Medicina e Persona Puglia)

Alfredo de Matteo (membro del Comitato per la Marcia per la Vita)

Luca Di Fazio (giurista)

Stefano Fontana (presidente Associazione LiFE-libertà famiglia educazione)

Enzo Fortunato (presidente Associazione Europa Benedettina)

Paolo Gabelli

Luca Ghirardi (giurista)

Cristiano Gobbi (giurista e canonista, presidente Circolo culturale G. Mattiussi S.J.)

Roberto Grieco (medico)

Emilio Guidi

Paolo Gulisano (medico)

essa Maria Eleonora Iannucci (farmacista)

Vladimir Kosic (già assessore alla Sanità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia)

Rosanna Lallone (consulente Welfare del Centro servizi al volontariato di Bari)

Alessandro Laudani (medico)

Stefano Martinolli (medico)

Wanda Massa

Massimiliano Mirto (docente di filosofia)

Carmine Napolitano (medico)

Simone Ortolani (giornalista, Presidente Associazione culturale San Michele Arcangelo)

Valentina Plano (farmacista)

Domenica Riello (giurista)

Manuela Romano (giurista)

Mauro Roseano (medico)

Arianna Scala (farmacista)

Bruno Sconocchia (giurista, presidente Associazione Sunodia)

Clara Suardi (ostetrica)

Paolo Tanga (già Direttore Principale di Banca d'Italia)

Luciano Tenze (medico)

Enrico Tolentinati (medico)

Chiara Torti (ostetrica)

Marco Eugenio Tosatti (giornalista)

Daniele Trabucco (docente di diritto costituzionale)

Giovanni Turco (docente di filosofia del diritto)

essa Chiara Margherita Ulisse (infermiera)

Piero Uroda (farmacista, Presidente dell'Unione Farmacisti Cattolici Italiani)

Aldo Maria Valli (giornalista)

Maria Prassede Venturini (medico)

Fabrizio Verduchi (presidente di Italia Cristiana)

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