III Domenica

III Domenica (Mt 4,12-23) "Venne a Cafarnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia"

Gesù comincia a predicare in Galilea, la regione in cui è cresciuto, territorio di "periferia" rispetto al centro della nazione ebraica, che è la Giudea, e in essa Gerusalemme […]

Il termine "vangelo", ai tempi di Gesù, era usato dagli imperatori romani per i loro proclami. Indipendentemente dal contenuto, essi erano definiti "buone novelle", cioè annunci di salvezza, perché l'imperatore era considerato come il signore del mondo ed ogni suo editto come foriero di bene.

Applicare questa parola alla predicazione di Gesù ebbe dunque un senso fortemente critico, come dice: Dio, non l'imperatore, è il Signore del mondo cioè il datore di ogni bene, e il vero Vangelo è quello di Gesù Cristo.

La "buona notizia" che Gesù proclama si riassume in queste parole: "Il regno di Dio – o regno dei cieli – è vicino" (Mt 4,17; Mc 1,15).

Che significa questa espressione? Non indica certo un regno terreno delimitato nello spazio e nel tempo, ma annuncia che Dio in Lui si è fatto vicino, regna ormai in mezzo a noi, come dimostrano i miracoli e le guarigioni che compie.

Dio regno nel mondo mediante il suo Figlio fatto uomo e con la forza dello Spirito Santo, che viene chiamato "dito di Dio" (Lc 11,20). Dove arriva Gesù, lo Spirito creatore reca vita e gli uomini sono sanati dalle malattie del corpo e dello spirito. La signoria di Dio si manifesta allora nella guarigione integrale dell'uomo. Con ciò Gesù vuole rivelare il volto del vero Dio, il Dio vicino, pieno di misericordia per ogni essere umano; il Dio che ci fa dono della vita in abbondanza nella risurrezione, della sua stessa vita.

Il regno di Dio è pertanto la vita che si afferma sulla morte, la luce della verità che disperde le tenebre dell'ignoranza e della menzogna.

Preghiamo Maria Santissima cooperatrice nella redenzione, affinché ottenga sempre alla Chiesa la stessa passione per il regno di Dio che animò la missione di Gesù Cristo: passione per Dio, per la sua signoria d'amore e di vita che rende ogni credente corredentore, passione per ogni uomo, incontrato in verità col desiderio di donargli il tesoro più prezioso: l'amore di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, Creatore del Figlio e Padre di tutti.

Commenti

Post popolari in questo blog

Don Enzo Boninsegna, una geniale esperienza pastorale fondata sulla Tradizione e sulla Scrittura

I peccati che mandano più anime all'inferno

Leone XIV, Esorcismo e Protezione divina