II Domenica
II Domenica (Gv 1,29-34) "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo"
Perché Gesù, in cui non c'era ombra di peccato, andò a farsi battezzare da Giovanni? Perché volle compiere quel gesto di penitenza e conversione, insieme a tante persone che volevano prepararsi alla venuta del Messia.
Quel gesto – che segna l'inizio della vita pubblica di Cristo – si pone nella stessa linea dell'Incarnazione cioè della discesa di Dio dal più alto dei cieli all'abisso degli inferi.
Il senso di questo movimento di abbassamento divino si riassume in un'unica parola: amore che è il nome stesso di Dio.
Questo Gesù è il Figlio di Dio che è totalmente immerso nella volontà di Amore nello Spirito Santo.
Questo Gesù è colui che morirà sulla croce e risorgerà per la potenza di amore dello Spirito Santo che ora si posa su di Lui e lo consacra nella sua umanità.
Questo Gesù è l'uomo nuovo che vuole vivere da Figlio di Dio, cioè nell'amore; l'uomo che, di fronte al male del mondo, sceglie la via dell'umiltà e della responsabilità, sceglie non di salvare se stesso ma di offrire la propria vita per la verità e la giustizia.
Essere cristiani significa vivere in Lui così, ma questo genere di vita comporta una rinascita dall'alto, da Dio, dalla Grazia del Perdono.
Questa rinascita è il Battesimo con tutti i Sacramenti, che Cristo dono alla Chiesa per rigenerare a vita nuova, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Commenti
Posta un commento