Fatima, il docufilm sul Cielo che cambia la storia

La lotta tra il Bene e il Male che incide fortemente sulla società e in cui ogni anima gioca la sua parte. Il Portogallo preservato dalla Seconda Guea Mondiale, il ribaltamento delel sorti del conflitto, il crollo del comunsimo sovietico. Tratta dell'intervento di Dio nella Storia il docufilm "Fatima. L'ultimo mistero", già diffuso in 20 Paesi e disponibile online per tutto il mese di maggio con sottotitoli in italiano.

Luca Marcolivio in "Bussola Quotidiana" 13-05-2020

A 103 anni dalle apparizioni di Maria Santissima, Fatima continua a far parlare di sé. Sui significati spirituali, storici, ecclesiali e anche politici dell'evento sono stati spesi fiumi e fiumi di inchiostro, eppure il livello di consapevolezza, anche tra i fedeli, è ancora inversamente proporzionale alla sua reale importanza. È in questa direzione che spinge il docufilm Fatima. L'ultimo mistero, realizzato in Spagna dalla Goya Productions, diffuso già in 20 Paesi e ora, in occasione del mese mariano, disponibile online per tutto il mese di maggio anche nella versione con sottotitoli in italiano.

La realizzazione del documentario è ovviamente precedente al Coronavirus, ma in un certo senso colora il momento attuale di una prospettiva sovrannaturale, sotto lo sguardo della Grazia. "Ogni flagello, compresa l'attuale pandemia, che ha mietuto numerose vittime in tutto il mondo, privandolo della libertà oltre che delle sue certezze materiali consolidate, può essere vinto lasciandoci accompagnare dalla Madonna di Fatima, attraverso la preghiera e le opere, nella costruzione di un mondo nuovo", si legge nella nota stampa.

Il risvolto più rilevante nelle apparizioni di Fatima, che il docufilm non manca di cogliere, è tuttavia nella lotta tra il Bene e il Male, come fenomeno capace di incidere fortemente nella società, per cui ogni singola risposta individuale a questo contrasto ha effetti collettivi e può potenzialmente cambiare la Storia.

Il docufilm della Goya esprime considerazioni perlopiù già note ma, nel suo insieme, il risultato è originale e di grande impatto: una vera e propria spina nel fianco per tutti gli scettici, miscredenti e fautori della preminenza del "caso". La successione delle scene documentaristiche viene alternata a quelle di una breve fiction che racconta la vicenda di una montatrice cinematografica agnostica che, riluttante, accetta di realizzare un documentario proprio su Fatima, venendo poi sconvolta dall'impressionante sequenza di Dioincidenze che hanno intrecciato la storia umana alle apparizioni mariane.

Se, da un lato, è nota la profezia di Fatima sull'ascesa del comunismo e sulla sua successiva caduta, assai meno conosciute sono le ripercussioni sul Paese dove le apparizioni sono avvenute: nel 1917, in Portogallo, vigeva un regime fortemente anticlericale.

Il governatore della regione di Fatima non si era fatto scrupoli nel minacciare di "friggere vivi" i tre pastorelli se non avessero abiurato le loro visioni sovrannaturali. Così, ovviamente, non avvenne e, nel giro di poche settimane, Fatima era divenuta meta di una serie di pellegrinaggi spontanei e luogo di conversioni di massa. Alla fine di quello stesso anno, le elezioni politiche in Portogallo avrebbero segnato una svolta notevole, con l'affermazione di un governo cattolicamente ispirato.

Quando la Madonna afferma che "in Portogallo si conserverà sempre il dogma della Fede", la profezia va probabilmente inquadrata nel contesto dei due decenni successivi alle apparizioni, quando nella vicina Spagna iniziò a dilagare un feroce anticlericalismo di matrice socialista, che sfociò poi nella guerra civile: il Portogallo rimase immune sia da quell'ondata giacobina che dal secondo conflitto mondiale. Anche dopo la "rivoluzione dei garofani" del 1974, è documentato che, sollecitate da suor Lucia, un milione di famiglie pregarono il Santo Rosario, impedendo così ai comunisti di andare al potere.

Il docufilm include l'intervento di illustri storici, studiosi e uomini di Chiesa, tra cui: il cardinale José Saraiva Martins; il segretario di papa Benedetto XVI, monsignor Georg Gänswein; la ricercatrice americana Gloria Dodd; l'ex portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls.

In Fatima. L'ultimo mistero viene anche approfondito il legame assai stretto tra le apparizioni mariane portoghesi e il ruolo della Polonia nel XX secolo: dalla fondazione delle Milizie Mariane di san Massimiliano Kolbe, alle visioni di santa Faustina Kowalska; dalla richiesta (respinta) del cardinale Stefan Wyszyński di consacrare il mondo al Cuore Immacolato di Maria durante il Concilio Vaticano II, alla terza profezia di Fatima, che vede coinvolto personalmente san Giovanni Paolo II.

Poi, come non ricordare che, il 31 ottobre 1942, il venerabile papa Pio XII aveva consacrato il mondo al Cuore Immacolato di Maria, pur senza nominare la Russia e senza la comunione dei vescovi? Se nei tre anni precedenti la guerra parve volgere a favore di Hitler e dei nazisti, dal momento della consacrazione le sorti belliche conobbero una decisa inversione di tendenza.

Lo stesso comunismo, che san Giovanni Paolo II riteneva un fenomeno non solo politico ma spirituale e che Pio XII definiva la "maggiore eresia del nostro tempo", conobbe la sua eclissi in coincidenza della solennità dell'Immacolata: l'8 dicembre 1987, Reagan e Gorbaciov firmarono il trattato per la messa al bando delle armi nucleari a medio raggio, mentre nel 1991, nella stessa data, venne sancita la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

E oggi? Il docufilm sostiene la tesi che la conversione della Russia, profetizzata a Fatima, sia già una realtà, vista la rinascita religiosa sotto Vladimir Putin. Anche l'avvicinamento tra Roma e Mosca, specie dopo lo storico incontro a Cuba del 2016, tra papa Francesco e il patriarca Kirill, potrebbe essere un chiaro riflesso delle profezie fatimiane sul presente e sul futuro immediato.

Riguardo, infine, alle relazioni tra musulmani e cristiani, viene ricordato che Fatima, oltre ad essere il nome della figlia di Maometto, è il nome di una giovane araba, fatta prigioniera nel XII secolo dai cavalieri cristiani che combattevano l'Islam in Portogallo e poi convertitasi a Gesù. Da qui il nome della località delle apparizioni, oggi visitata anche da molti musulmani…


Commenti

Post popolari in questo blog

Intervista a Don Gino Oliosi

Prete da sessanta anni!

Intervista a Padre Flavio Uboldi, teologo cappuccino, per il 103 anniversario dell'inizio delle apparizioni di Fatima