Solennità di Pentecoste

C'è un legame tra il mistero pasquale di Gesù e il dono dello Spirito Santo: invece di dire morendo che "Gesù spirò", "Gesù trasmise lo Spirito"; da risorto e asceso al cielo "alita continuamente lo Spirito": lo Spirito che  perdona e rende figli nel Figlio, purifica, santifica, dà slancio e soprattutto infonde pace, gioia e soprattutto amore 


Celebriamo oggi la solennità di Pentecoste, che porta a compimento il Tempo di Pasqua, cinquanta giorni dopo la Domenica di Resurrezione, dieci giorni dopo l'Ascensione. Era un una antica festa ebraica in cui si faceva memoria dell'Antica Alleanza cioè della Storia di Amore stretta da Dio col suo popolo sul monte Sinai (Es 19) nel dono dei Comandamenti. Essa diventò anche la festa cristiana proprio per quanto avvenne in tale ricorrenza cioè la Nuova Alleanza, la Nuova Storia di Amore, 50 giorni dopo la Pasqua di Gesù, 10 giorni dopo la sua Ascensione. Ci fa ricordare e rivivere l'effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli e gli altri discepoli, riuniti in preghiera con la Vergine Maria nel Cenacolo (At 2,1-11). Gesù, risorto e asceso al cielo e quindi contemporaneamente onnipresente in tutti i segni eucaristici e in tutti i sacramenti e quindi in ogni cuore che lo accoglie, invia al suo corpo visibile cioè alla Chiesa il suo Spirito, Dio-Amore affinché ogni cristiano possa partecipare alla sua stessa vita divina come figlio di Lui Figlio del Padre nello Spirito Santo e diventare nell'amore fraterno testimone nel mondo della sua continua presenza e azione sacramentale. Lo Spirito Santo, irrompendo continuamente nella storia anche di peccato, ne sconfigge l'aridità con il perdono sacramentale, apre i cuori alla speranza, stimola e favorisce in noi la maturazione nel rapporto con Dio e con il prossimo.

Lo Spirito, terza persona della Santissima Trinità, che "ha parlato per mezzo dei profeti" con i doni della sapienza e della scienza, continua ad ispirare donne e uomini che si impegnano nella ricerca della verità per amare, proponendo vie originali di conoscenza, di amore e di approfondimento del mistero trinitario di Dio, dell'uomo e del mondo. Leggiamo negli Atti degli Apostoli, il Vangelo della Chiesa, che quando su di essi scese con potenza lo Spirito Santo, come vento e fuoco, si misero ad annunciare in molte lingue la buona notizia della risurrezione di Cristo e della sua presenza sacramentale per diventare figli in Lui figlio del Padre e quindi fratelli (2,1-4). Fu quello il "battesimo nello Spirito Santo", che era già stato preannunciato da Giovanni Battista: "Io vi battezzo con acqua – diceva alle folle – ma colui che viene dopo di me è più potente di me…Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco d'amore (Mt 3,11). In effetti, tutta la missione di Gesù era stata finalizzata a donare agli uomini lo Spirito cioè l'Amore di Dio e a battezzarli nel suo "lavacro" di rigenerazione come figli in Lui Figlio. Questo si è realizzato con la sua glorificazione (Gv 7,39), cioè mediante a sua morte, risurrezione e ascensione alla destra del Padre: allora lo Spirito di Dio è stato effuso in modo sovrabbondante, come una cascata capace di purificare ogni cuore, di spegnere in continuità l'incendio del male e di accendere nel mondo il fuoco dell'amore divino anche in momenti terribili. 

Gli Atti degli Apostoli presentano la Pentecoste come adempimento di tale promessa e dunque come coronamento di tutta la missione di Gesù. Egli stesso, apparendo nei quaranta giorni dopo la sua risurrezione, ordinò ai discepoli di rimanere a Gerusalemme, perché – disse – "voi sarete battezzati in Spirito Santo tra non molti giorni" (At 1,5); e aggiunse: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi emi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra" (At 1,8). La Pentecoste è perciò, in modo speciale, il battesimo della Chiesa come corpo visibile, sacramentale, della presenza invisibile del Risorto che intraprende la sua missione universale a cominciare dalle strade di Gerusalemme, con l'unica prodigiosa predicazione nelle diverse lingue dell'umanità. In questo battesimo cioè in questa rigenerazione di Spirito Santo sono inseparabili la dimensione di libero arbitrio personale poiché senza libertà non può accadere l'amore e quella comunitaria, l'"io" del discepolo e il "noi" della Chiesa. Lo Spirito consacra la persona che si lascia consacrare e la rende al tempo stesso membro vivo del Corpo mistico di Cristo con cui Lui presente invisibilmente si rende sacramentalmente visibile, partecipe della missione di testimoniare il suo amore fino al perdono. E questo si attua mediante i Sacramenti dell'iniziazione cristiana: il Battesimo e in pienezza la Cresima, l'Eucarestia. Occorre riscoprire continuamente l'azione dello Spirito Santo nella presenza sacramentale di Cristo.

Chiediamo alla Vergine, alla Regina dell'Amore che in lei ha fatto accadere l'Incarnazione del Figlio del Padre, che infonda in noi tutti la gioia di vivere e di testimoniare il Vangelo, la porta stretta per entrare nella vita.

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