Domenica VI di Pasqua

Mercoledì 20, giovedì 21, venerdì 22 sono le Rogazioni, giorni di preghiera prima dell'Ascensione, nella novena della Pentecoste con Maria in questo mese di maggio 


Maggio, pur nell'attuale situazione virale, è un mese amato, di particolare preghiera nel ricordo di Fatima, del mistero dell'Ascensione dove Lui risorto è salito alla destra del Padre per prepararci la meta rimanendo sacramentalmente con noi per poterlo raggiungere completamente attraverso la morte, con il dono dello Spirito Santo, Dio Amore. Maggio appartiene al Tempo di Pasqua, il tempo dell'"alleluia", dello svelarsi del mistero di Cristo nella luce della Risurrezione, dell'Ascensione cioè della fede, della speranza, dell'amore pasquale; ed è il tempo dell'attesa, con la novena, dello Spirito Santo, che scese con potenza sulla Chiesa nascente in quella prima Pentecoste che si attualizza ogni anno e quest'anno il 31.

Ad entrambi questi contesti, quello "naturale", divenuto difficile per il "corona virus" e quello liturgico, si intona benissimo la tradizione della Chiesa di dedicare il mese di maggio alla Vergine Maria. Ella, in effetti pur attraverso il momento doloroso come noi,  è il fiore più bello sbocciato dalla creazione ferita fin dall'origine e in continuità dal peccato e dalle sua continue conseguenze, la "rosa" apparsa nella pienezza del tempo redentivo, quando Dio Padre, mandando il  suo Figlio ad assumere attraverso la sua maternità fisica la nostra natura umana come Madre del Figlio di Dio incarnato, ha donato al mondo una nuova primavera pur attraverso tutte le tribolazioni. Ed è al tempo stesso protagonista, umile e discreta, dei primi passi della Comunità cristiana nella novena e nella prima Pentecoste: Maria ne è il cuore , perché la sua stessa presenza in mezzo ai discepoli e agli apostoli con Pietro è memoria vivente del Signore Gesù che si fa sempre sacramentalmente presente, soprattutto nell'Eucarestia di ogni Domenica con il dono del suo Spirito cioè Dio Amore del Padre attraverso il Figlio.

Il Vangelo di questa domenica, tratto dal capitolo 14 di san Giovanni che nella novena dovremmo pregare nell'orizzonte di speranza dell'Ascensione, ci offre un implicito ritratto spirituale della Vergine Maria, là dove Gesù ci dice: "Se uno mi ama, osserverà (anche nei momenti più difficili come stiamo attraversando) la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi, Padre, Figlio e Spirito Santo, verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23). Queste espressioni sono rivolte ai discepoli, ma si possono applicare al massimo grado di maternità della Chiesa proprio a Colei che è la prima e perfetta discepola di Gesù, del Verbo incarnato attraverso di Lei. Maria infatti ha osservato per prima e pienamente la parola del suo Figlio, dimostrando così di amarlo non solo come madre, ma prima ancora come ancella umile e obbediente; per questo Dio Padre l'ha amata in modo unico e irripetibile e in Lei per tutti noi ha preso dimora la Santissima Trinità. E inoltre, là dove Gesù promette ai suoi amici che lo Spirito Santo, Dio-Amore, li assisterà anche in momenti drammatici, come li stiamo vivendo, aiutandoli a ricordare ogni sua parola e a comprenderla profondamente (Gv 14,26), come non pensare a Maria nel Rosario di questi giorni mariani, che nel suo cuore, tempio dello Spirito santo, meditava e interpretava fedelmente tutto ciò che il suo Figlio diceva e  faceva allora e continua a farlo visibilmente con la sua presenza  invisibile di risorto nella e attraverso la sua Chiesa, in Noi oggi? In questo modo, già prima e soprattutto dopo la Pasqua, oggi, a Madre di Gesù è diventata anche la Madre e il modello della Chiesa. A lei raccomandiamo soprattutto i sacerdoti che verranno ordinati e che da domani, 18 maggio, ricominciano a celebrare l'Eucarestia in pubblico.

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