venerdì 26 ottobre 2018

Commemorazione di tutti fedeli defunti

La Chiesa oggi ci dà la possibilità di unirci a tutti i nostri defunti nella preghiera e nell'Eucaristia, e di aiutarli a purificarsi per raggiungere, anche con l'indulgenza plenaria, la presenza di Dio nella gloria celeste
In questa seconda Messa della Commemorazione di tutti i fedeli defunti come prima lettura una bellissima profezia di Isaia, che parla della eliminazione della morte nella forma di
sofferenza dopo il peccato originale. Dio eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto.
La morte non è la fine di tutto, ma è un passaggio oggi doloroso dal temporale all'eterno. Per Maria, concepita senza peccato, è stata una dolce dormizione come sarebbe stato il passaggio per tutti. Chi ha reso doloroso questo passaggio è stata la malvagità del demonio e la responsabilità nel soccombere alla tentazione (Sap 1.13; 2,24). Il Figlio del Padre, assumendo un volto umano nel grembo di Maria, verginale  prima, durante, dopo il parto, attraverso la passione e risurrezione ci ha liberati da questa negatività.
Per i nostri fratelli e sorelle defunti, certi della meta in Purgatorio nella purificazione ultraterrena, noi desideriamo la salvezza completa: siamo contenti nella celebrazione eucaristica di unirci a loro con i Santi del cielo e di aiutarli con le nostre preghiere e di essere aiutati.
Nella seconda lettura Paolo ci dice che "tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio". Non abbiamo ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura di morire, ma uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo "Abbà, Babbo mio!". E' una relazione filiale che anche i nostri fratelli e le nostre sorelle defunti si trovano in questa relazione e nel desiderio purificante di un'unione perfetta e definitiva col Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo.
Il brano del Vangelo sentito oggi è molto importante e ci mostra su che cosa avverrà il giudizio con la luce attraverso cui Cristo ci farà vedere come siamo sull'amore a livello personale e alla fine del mondo a livello pubblico, universale.
Il Figlio dell'uomo ritornerà visibilmente e radunerà tutte le genti e a quelli alla sua destra, diversamente che a quelli alla sua sinistra, dirà: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi".
I giusti rimarranno sorpresi di aver incontrato spiritualmente Cristo venendo in aiuto delle persone bisognose frutto di averlo incontrato corporalmente nell'Eucaristia e nei Sacramenti. Quanto è importante incontrare un povero con fede pensando alla presenza spirituale di Cristo in lui. Si tratta di venir incontro a tutte le necessità delle persone, secondo le nostre possibilità in modo da prepararci a un giudizio finale positivo anziché per colpa nostra negativo anche per omissione. Anche il gesto di dare nel suo nome un solo bicchiere d'acqua fresca a uno dei suoi discepoli sarà ricompensato (Mt 10,42).
Che Maria ci faccia pensare spesso che alla sera della nostra vita, nel passaggio dal temporale all'eterno, saremo giudicati sull'amore.

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