III Domenica di Quaresima
III Domenica di Quaresima (Gv 4,5-42) "Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna"
D'ora in poi la liturgia abbonda del Vangelo secondo Giovanni, aquila del Vangelo e maestro della carità, testimone privilegiato dell'amore divino.
La stanchezza di Gesù, segno della sua vera umanità, può essere vista come un preludio della passione, con la quale Egli ha portato a compimento l'opera della nostra redenzione, del perdono.
In particolare, nell'incontro con ala Samaritana al pozzo, emerge il tema della "sete" di Cristo, che continua nel grido sulla croce: "Ho sete" (Gv 19,28).
Certamente questa sete, come la stanchezza, ha una base fisica. Ma Gesù, come dice […] Agostino, "aveva sete della fede della donna", come in questo momento della fede di tutti noi nel cammino quaresimale.
Dio Padre lo ha mandato a saziare la nostra sete di vita eterna, donandoci il suo amore in atteggiamenti gratuiti, ma per farci questo dono Gesù chiede la nostra fede nella vita oltre questa vita.
L'onnipotenza dell'Amore rispetta sempre la libertà di ogni uomo; bussa al suo cuore e attende con pazienza la sua risposta in gesti concreti di carità.
Nell'incontro con la Samaritana risalta in primo piano il simbolo dell'acqua, che allude chiaramente al sacramento del Battesimo, sorgente di vita nuova per la fede nella Grazia di Dio per il perdono della Confessione pasquale.
Questo Vangelo, infatti [ … ] fa parte dell'antico itinerario di preparazione dei catecumeni all'iniziazione cristiana, che avveniva nella grande Veglia della notte di Pasqua.
"Chi berrà dell'acqua che io gli darò – dice Gesù – non avrà più sete in eterno. Anzi l'acqua che io gli darò (con questo cammino ci carità quaresimale) diventerà in lui sorgente d'acqua per la vita eterna" (Gv 4,14) ci ricorda Giovanni, il maestro del modo divino di amare.
Quest'acqua rappresenta lo Spirito santo, il "dono" per eccellenza che Gesù è venuto a portare da parte di Dio Padre anche in questa quaresima.
Chi rinasce dall'acqua e dallo Spirito Santo, cioè nel Battesimo, entra in una relazione reale con Dio, una relazione filiale, e può adorarLo "in spirito e verità" (Gv 4,23.24), come rivela ancora Gesù alla donna Samaritana.
Grazie all'incontro con Gesù Cristo presente nel momento liturgico e al dono dello Spirito Santo cioè del modo divino di amare, la fede dell'uomo giunge al suo compimento, come risposta alla pienezza della rivelazione di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo.
Ognuno di noi può immedesimarsi con la donna Samaritana; Gesù presente risorto ci aspetta, specialmente in questo tempo di Quaresima, per parlare al mio cuore.
Fermiamoci un momento di silenzio dopo la Messa e la sua voce ci dice interiomente: "Se tu conoscessi il dono di Dio, la Vergine Maria a non mancare per la nostra felicità in tutte le tribolazioni.
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