Mercoledì delle Ceneri


Con la preghiera, la penitenza e la carità fraterna, coltivare, in questa quaresima, l'atteggiamento nel segreto, nell'intimo personale dove il Padre ci vede, ci aspetta con la Madre


In questo primo giorno di Quaresima la Chiesa con la sua liturgia ci dà il giusto orientamento in preparazione alla Pasqua. Ci chiede, con San Paolo, di accogliere la grazia nel momento favorevole, di non lasciar passare invano il tempo quaresimale, perché ora è il giorno di quella salvezza che è speranza, vita oltre la morte.

Nel Vangelo il Signore ci indica quale deve essere il nostro atteggiamento e insiste sulla rettitudine interiore, dandoci anche il mezzo per crescere in questa purezza di intenzioni: l'intimità con il Padre suo innalzando spesso durante il giorno mente e cuore a Lui attraverso di Lei. Questo Vangelo è davvero bellissimo e dovremmo leggerlo sovente, perché ci dice quale fosse l'orientamento stesso del Signore Gesù, che non faceva niente per essere ammirato dagli uomini, ma viveva libero e quindi pieno di amore davanti al Padre.

L'evangelista Matteo ci presenta tre esempi: dell'elemosina, della preghiera, del digiuno e mette in evidenza in tutti e tre una tentazione comune, direi normale. Quando facciamo qualcosa di bene, subito nasce in noi il desiderio di essere stimati per questa buona azione, di essere ammirati: di avere cioè la nostra ricompensa, una ricompensa falsa con un atteggiamento che ci schiavizza rendendoci incapaci di amare: la gloria umana, la nostra soddisfazione, il nostro piacere. E questo ci rinchiude in noi stessi, mentre contemporaneamente ci porta fuori di noi, perché viviamo proiettati verso quello che gli altri pensano di noi, lodano, ammirano in noi divenendo schiavi del loro giudizio senza quella libertà che ci dà la possibilità di amare e quindi di essere felici. Il Signore ci chiede di fare il bene perché è Bene, e perché Dio è Dio, è Tutto e ci dà anche il modo per vivere liberi di fronte a tutti e a tutto e quindi di amare, di essere felici: vivere da figli nel Figlio in rapporto al Padre con l'aiuto della Madre. Per fare il bene noi abbiamo bisogno di vivere liberi, nell'amore di qualcuno: se viviamo da figli nel Figlio nell'amore del Padre, nel segreto con il Padre, il bene lo faremo in modo perfetto. Divenire colmi della presenza segreta del Padre, vivere alla sua presenza, per Lui ci rende liberi di fronte a tutti e a tutto, capaci di amare con una gioia molto più profonda di ogni gioia umana interessata e che diventa sempre più grande: è la vera ricompensa qui, sulla Terra, caparra di quella definitiva di fronte ai novissimi.

Il Signore Gesù non ha paura di dire: "Il Padre tuo ti ricompenserà" e non è da parte nostra egoismo desiderare questa ricompensa personale, perché non è ricerca del proprio interesse, ma ricerca della vita, dell'amore gratuito. Nell'amore c'è sempre relazione, reciprocità.

Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto ogni gesto libero di amore dove il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta. Certo, le cose esteriori sono importanti al loro livello, ma dobbiamo sempre sceglierle e viverle alla presenza di Dio e attendere da Lui ogni ricompensa. Se possiamo fare poco, facciamo poco, ma nella libertà, cioè nell'amore di Dio: questo vale assai più che fare molto ricercando stima dagli altri, condizionati dal risultato, schiavi della riuscita, del giudizio. Facciamo nella preghiera, nella mortificazione, nel digiuno, nella carità fraterna quello che possiamo, umilmente, sinceramente davanti a Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo sostenuti dalla maternità divina; così saremo degni della ricompensa che il Signore Gesù ci ha promesso da parte del Padre suo e Padre nostro.

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