mercoledì 25 settembre 2019

Manipolare il Sinodo sull'Amazzonia sarebbe un insulto a Dio

"Sono scioccato e indignato per il fatto che il disagio dei poveri in Amazzonia venga usato come pretesto per sostenere progetti tipici del cristianesimo borghese e mondano", come l'abolizione del celibato e l'ordinazione delle donne".  "Il declino della fede nella Presenza reale di Gesù Eucaristia è al centro dell'attuale crisi della Chiesa". "Alla radice di tutte le crisi, antropologiche, politiche, sociali, culturali, geopolitiche, c'è l'oblio del primato di Dio" Oggi siamo tutti vittime di un "ateismo liquido che consiste nell'ammettere, accanto alla fede, modi di pensare o di vivere radicalmente pagani e mondani. Proibire la Messa in rito antico "può essere ispirato solo dal demonio il quale trema davanti a un uomo che prega. Da un'intervista al National Catholic Register del cardinale Robert Sarah
BussolaQuotidiana 25-09-2019
Dall'ateismo «liquido» che ormai è entrato dentro la stessa Chiesa all'egocentrismo nella liturgia, dalle interpretazioni di Amoris Laetitia ai tentativi di manipolare il Sinodo sull'Amazzonia «per sostenere progetti tipici del cristianesimo borghese e mondano», abolizione del celibato inclusa.
In una lunga intervista al National Catholic Register, il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, si sofferma sulla crisi di fede nel mondo
contemporaneo, spiegando perché ha deciso di scrivere il suo ultimo libro, Le soir approche et déjà le jour baisse («La sera si avvicina e il giorno volge già al declino»). «Questo libro è il grido dal mio cuore come sacerdote e pastore», dice il porporato, secondo cui «il declino della fede nella Presenza reale di Gesù Eucaristia è al centro dell'attuale crisi della Chiesa e del suo declino, specialmente in Occidente. Vescovi, sacerdoti e fedeli laici siamo tutti responsabili della crisi della fede, della crisi della Chiesa, della crisi sacerdotale e della scristianizzazione dell'Occidente».
UN «ATEISMO LIQUIDO» CONTAGIA IL MONDO
Sarah parla di un «ateismo liquido», che contagia il mondo, gente di Chiesa inclusa: «La profonda crisi che la Chiesa sta vivendo nel mondo e specialmente in Occidente è il frutto dell'oblio di Dio. Se la nostra prima preoccupazione non è Dio, allora tutto il resto crolla. Alla radice di tutte le crisi, antropologiche, politiche, sociali, culturali, geopolitiche, c'è l'oblio del primato di Dio. Ho cercato di mostrare in questo libro che la radice comune di tutte le crisi attuali si trova in questo ateismo fluido, che, senza negare Dio, vive nella pratica come se non esistesse».
Il cardinale spiega in dettaglio di che cosa si tratti: «Parlo di questo veleno di cui siamo tutti vittime: ateismo liquido. Si infiltra in tutto, anche nei nostri discorsi come sacerdoti. Consiste nell'ammettere, accanto alla fede, modi di pensare o di vivere radicalmente pagani e mondani. E ci convinciamo di questa convivenza innaturale! Ciò dimostra che la nostra fede è diventata liquida e incoerente! La prima riforma da fare è nei nostri cuori. Consiste nel non fare più un patto con le menzogne. La fede è sia il tesoro che vogliamo difendere sia la forza che ci consente di difenderlo».
E purtroppo, secondo Sarah, questo movimento «che consiste nel "mettere Dio da parte", facendo di Dio una realtà secondaria, ha toccato il cuore di sacerdoti e vescovi. Dio non occupa il centro delle loro vite, pensieri e azioni. La vita di preghiera non è più centrale».
IL TRAVAGLIO DELLA CHIESA
Tutto questo naturalmente non può non coinvolgere la Chiesa tutta, che sta vivendo un momento di grande travaglio. «Credo che siamo a un punto di svolta nella storia della Chiesa. Sì, la Chiesa ha bisogno di una riforma profonda e radicale che deve iniziare con una riforma del modo di essere e del modo di vivere dei sacerdoti. La Chiesa è santa in se stessa. Ma noi, attraverso i nostri peccati e le preoccupazioni mondane, impediamo a questa santità di splendere. È tempo di abbandonare tutti questi fardelli e finalmente far apparire la Chiesa come Dio l'ha plasmata. Talvolta si ritiene che la storia della Chiesa sia caratterizzata da riforme strutturali. Sono sicuro che sono i santi che cambiano la storia. Le strutture seguono quindi e perpetuano solo le azioni dei santi».
I BARBARI «SONO DENTRO» LA CITTÀ
L'intervistatore, Edward Pentin, chiede poi ragione al cardinale del titolo del suo libro (La sera si avvicina…), e Robert Sarah risponde così: «Il titolo è cupo, ma è realistico. Veramente vediamo sgretolarsi l'intera civiltà occidentale. Nel 1978, il filosofo John Senior pubblicò il libro La morte della cultura cristiana. Come i romani del IV secolo, vediamo i barbari prendere il potere. Ma questa volta, i barbari non vengono dall'esterno per attaccare le città. I barbari sono dentro. Sono quegli individui che rifiutano la propria natura umana, che si vergognano di essere creature limitate, che vogliono pensare a se stessi come demiurghi senza padri e senza eredità. Questa è la vera barbarie. Al contrario, l'uomo civile è orgoglioso e felice di essere un erede… l'uomo civilizzato è fondamentalmente un erede; riceve una storia, una religione, una lingua, una cultura, un nome, una famiglia».
Invece, adesso, «poiché si rifiuta di accettarsi come erede, l'uomo si condanna all'inferno della globalizzazione liberale, dove gli interessi individuali si scontrano senza alcuna legge diversa da quella del profitto a tutti i costi».
Il prefetto per il Culto Divino vede una situazione di estrema confusione nella Chiesa. «Siamo di fronte a una vera cacofonia di vescovi e sacerdoti. Tutti vogliono imporre la propria opinione personale come una verità. Ma c'è una sola verità: Cristo e il suo insegnamento. Come potrebbe cambiare la dottrina della Chiesa? Il Vangelo non cambia. È sempre lo stesso. La nostra unità non può essere costruita attorno a opinioni alla moda».
AMORIS LAETITIA. E IL MAGISTERO DI SEMPRE
Come sappiamo, uno dei punti di dibattito e di divisione all'interno della Chiesa è stata la differente interpretazione data da diversi vescovi e conferenze episcopali ad alcune parti di Amoris Laetitia (e in particolare al suo capitolo 8), l'esortazione post-sinodale da cui sono poi nati i Dubia, rimasti finora senza risposta da parte del Pontefice. Che cosa ne pensa Sarah? «Alcune persone usano Amoris Laetitia per opporsi ai grandi insegnamenti di Giovanni Paolo II. Si sbagliano. Ciò che era vero ieri rimane vero oggi. Dobbiamo attenerci fermamente a quella che Benedetto XVI ha definito l'ermeneutica della continuità. L'unità di fede implica l'unità del magistero nello spazio e nel tempo. Quando un nuovo insegnamento ci viene dato, deve sempre essere interpretato in coerenza con l'insegnamento precedente», spiega il porporato al Register.
E aggiunge: «Se introduciamo rotture, spezziamo l'unità della Chiesa. Coloro che annunciano ad alta voce rivoluzioni e cambiamenti radicali sono falsi profeti. Non stanno cercando il bene del gregge. Cercano la popolarità dei media al prezzo della verità divina. Non lasciamoci impressionare. Solo la verità ci renderà liberi. Dobbiamo avere fiducia. Il magistero della Chiesa non si contraddice mai».
NO LITURGIA «EGOCENTRICA», DIO VA RIMESSO AL CENTRO
Le parole e le immagini più forti il cardinale guineano le usa a proposito della liturgia. «Se nella liturgia non mettiamo più Dio al centro, non lo mettiamo nemmeno al centro della Chiesa». E parlando della Messa: «L'abbiamo resa una celebrazione piattamente umana ed egocentrica, un'assemblea amichevole auto-esaltante». Sarah difende i documenti del Vaticano II, che sottolineavano la sacralità del rito: «Non è quindi il Concilio a dover essere sfidato, ma l'ideologia che ha invaso diocesi, parrocchie, pastori e seminari negli anni seguenti… abbiamo pensato che il sacro fosse un valore obsoleto. Eppure è una necessità assoluta nel nostro cammino verso Dio. In questo senso, la banalizzazione dell'altare, dello spazio sacro che lo circonda, è stata un disastro spirituale. Se l'altare non è più la sacra soglia oltre la quale Dio risiede, come troveremmo la gioia di avvicinarci? Un mondo che ignora il sacro è un mondo uniforme, piatto e triste. Saccheggiando la nostra liturgia abbiamo disincantato il mondo e ridotto le anime a una piatta tristezza».
La personalizzazione della celebrazione a opera dei preti entra nel mirino di Sarah: «Infine, se la liturgia è opera di Cristo, non è necessario che il celebrante presenti i propri commenti. Non è la moltitudine di formule e opzioni, così come il continuo cambiamento delle preghiere e un'esuberanza della creatività liturgica, che piace a Dio, ma la metanoia, il cambiamento radicale nelle nostre vite e nei nostri comportamenti, seriamente inquinati dal peccato e segnati da ateismo liquido».
PROIBIRE LA MESSA IN RITO ANTICO? OPERA DIABOLICA
Sulla proibizione da parte di alcuni della Messa in rito antico, Sarah ha parole durissime. Alla domanda se è vero che molti giovani preferiscano oggi presenziare a celebrazioni nel vetus ordo, cioè secondo la "forma straordinaria" rilanciata dal Summorum Pontificum di Benedetto XVI, il cardinale ha risposto: «Ne sono testimone. E i giovani mi hanno confidato la loro assoluta preferenza per la forma straordinaria, più educativa e più insistente sul primato e la centralità di Dio, sul silenzio e sul significato della trascendenza sacra e divina. Ma soprattutto, come possiamo capire, come non possiamo essere sorpresi e profondamente scioccati dal fatto che quella che ieri era la regola oggi è vietata? Non è vero che proibire o sospettare la forma straordinaria può essere ispirato solo dal demonio che desidera il nostro soffocamento e la nostra morte spirituale?».
Il prefetto del Culto Divino vede una coesistenza fruttuosa fra le due forme della Messa. «Quando la forma straordinaria viene celebrata nello spirito del Concilio Vaticano II, rivela la sua piena fecondità: come possiamo essere sorpresi che una liturgia che ha portato così tanti santi continui a sorridere alle giovani anime assetate di Dio?». «Come Benedetto XVI, spero che le due forme del rito romano si arricchiscano a vicenda. Ciò implica uscire da un'ermeneutica di rottura. Entrambe le forme hanno la stessa fede e la stessa teologia. Contrapporle è un profondo errore ecclesiologico. Significa distruggere la Chiesa strappandola alla sua Tradizione e facendole credere che ciò che la Chiesa considerava santo in passato è ora sbagliato e inaccettabile. Che inganno e insulto a tutti i santi che ci hanno preceduto! Che visione della Chiesa!».
IL TRANSUMANESIMO NASCE DAL RIFIUTO DI DIO
Infine, una riflessione su ciò che secondo il cardinale produce nefasti effetti sulla nostra società. «In questo libro sottolineo che nel cuore del moderno pensiero occidentale c'è un rifiuto di essere bambino, un rifiuto di essere padre, che è fondamentalmente un rifiuto di Dio. Discerno nelle profondità dei cuori occidentali una profonda rivolta contro la paternità creativa di Dio. Riceviamo da Lui la nostra natura di uomini e donne. È diventato insopportabile per le menti moderne. L'ideologia gender è un rifiuto luciferino di ricevere una natura sessuale da Dio. L'Occidente rifiuta di ricevere; accetta solo ciò che si costruisce da solo. Il transumanesimo è l'avatar estremo di questo movimento. Perfino la natura umana, poiché è un dono di Dio, diventa insopportabile per l'uomo occidentale. Questa rivolta è nella sua essenza spirituale. È la rivolta di Satana contro il dono della grazia».
SINODO AMAZZONIA NON DIVENTI «UNA MANIPOLAZIONE»
Sul Sinodo dell'Amazzonia, che inizierà il 6 ottobre a Roma, Sarah ha molte perplessità: «Temo che alcuni occidentali confischeranno questa assemblea per portare avanti i loro progetti. Penso in particolare all'ordinazione degli uomini sposati, alla creazione di ministeri per le donne o alla giurisdizione dei laici. Questi punti riguardano la struttura della Chiesa universale. Non possono essere discussi in un sinodo particolare e locale. L'importanza di questi temi richiede la partecipazione seria e consapevole di tutti i vescovi del mondo. Eppure pochissimi sono invitati a questo sinodo. Approfittare di un sinodo particolare per introdurre questi progetti ideologici sarebbe una manipolazione indegna, un inganno disonesto, un insulto a Dio, che guida la sua Chiesa e gli affida il suo piano di salvezza. Inoltre, sono scioccato e indignato per il fatto che il disagio spirituale dei poveri in Amazzonia venga usato come pretesto per sostenere progetti tipici del cristianesimo borghese e mondano».
Fra questi progetti c'è l'abolizione del celibato: «Il celibato è uno dei modi concreti in cui possiamo vivere questo mistero della croce nelle nostre vite. Il celibato inscrive la croce nella nostra carne. Ecco perché il celibato è insopportabile per il mondo moderno. Il celibato sacerdotale è uno scandalo per il moderno, perché la croce "è stoltezza per coloro che si perdono" (1 Corinzi 1:18). Alcuni occidentali non possono più tollerare questo scandalo della croce. Penso che sia diventato un insopportabile rimprovero per loro. Finiscono per odiare il sacerdozio e il celibato».
LA PREGHIERA FA TREMARE SATANA
E infine, un richiamo all'umiltà nella preghiera: «Un uomo in ginocchio è più potente del mondo. È un baluardo inespugnabile contro l'ateismo e la follia degli uomini. Un uomo in ginocchio fa tremare l'orgoglio di Satana. Tutti voi che, agli occhi degli uomini, siete senza potere e influenza, ma che sapete rimanere in ginocchio davanti a Dio, non abbiate paura di coloro che vogliono intimidirvi».

Nessun commento:

Posta un commento