mercoledì 5 giugno 2019

Solennità di Pentecoste

Oggi celebriamo la Pentecoste di quest'anno nella memoria della prima Pentecoste, una festa decisiva per la vita della Chiesa e non c'è Pentecoste senza la vergine Maria
Celebriamo oggi la grande festa della Pentecoste di quest'anno, in cui la liturgia ci fa rivivere la prima Pentecoste cioè la nascita della Chiesa, corpo visibile della presenza sacramentale del Risorto, secondo quanto narra san Luca nel libro degli Atti degli Apostoli ( 2, 1-13), Vangelo della Chiesa. Cinquanta giorni dopo la Pasqua di Passione,
Resurrezione, Ascensione, lo Spirito Santo scese sulla comunità dei discepoli – "assidui e concordi nella preghiera" – radunati "con Maria, la madre di Gesù" e con i dodici Apostoli (At 1,14; 2,1).Possiamo quindi dire che il Risorto presente e agente nel suo corpo che è la Chiesa ebbe il suo solenne inizio con la discesa dello Spirito Santo che si manifesta, scende sugli apostoli, che sono radunati assieme a Maria. Si mettono a parlare in altre lingue. La gente rimane stupita: ciascuno li sente parlare nella propria lingua. Questa è una manifestazione storica veramente eccezionale dell'azione dello Spirito.
Lo Spirito si manifesta con diversi simboli, tutti significativi cioè danno il senso che può accadere in modi, luoghi e tempi diversi e quindi anche oggi. Il primo è il vento. "Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano". Come il vento soffia, così anche lo Spirito. Questo vuol dire che lo Spirito è una forza, una potenza. Il suo dinamismo è straordinario, se nella nostra vita saremo docili a lui, potremmo anche noi avere un dinamismo di amore inesauribile.
Il secondo simbolo è quello del fuoco. Lo Spirito  non soltanto mette in modo esteriormente, ma comunica anche un ardore interiore. Così il suo dinamismo si rivela interiore, profondo in ogni persona. Si tratta dell'ardore dell'amore, che spinge a opere di servizio e di dedizione straordinarie.
Il terzo simbolo è quello delle lingue. Riferisce l'autore  degli Atti degli Apostoli: "Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e posavano su ciascuno di loro". Lo Spirito fa parlare. Era già presente nell'Antico Testamento, quando ispirava uomini di Dio, e noi nel Credo diciamo: "Ha parlato per mezzo dei profeti". Questa ispirazione spinge innanzitutto a lodare Dio, e poi a comunicare il messaggio divino. La folla dice: "Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio". Lo Spirito rompe le barriere e stabilisce una comunicazione tra gli uomini. Crea non soltanto la comunicazione, ma anche la comunione, con Dio e con i fratelli.
In questo straordinario avvenimento della prima Pentecoste e nella Pentecoste di oggi troviamo, in continuità dinamica, le note essenziali e qualificanti del Corpo del Risorto cioè della Chiesa: la Chiesa in continuità fin dagli Apostoli è una, come la comunità che avvenne nella prima Pentecoste, unita nella preghiera e "concorde": "aveva un cuor solo e un'anima sola" (At 4,32). La Chiesa è santa pur con membri anche peccatori, non per i suoi meriti, ma perché animata dallo Spirito Santo, tiene fisso lo sguardo su Gesù risorto, per diventare conforme a Lui e al suo amore. La Chiesa è cattolica, perché il Vangelo è destinato a tutti i popoli e per questo, già all'inizio, lo Spirito Santo fa sì che essa parli in tutte le lingue. La Chiesa è  apostolica, perché, edificata sopra il fondamento degli Apostoli, custodisce fedelmente il loro insegnamento attraverso la catena  dinamica e ininterrotta della successione episcopale in comunione con il successore di Pietro. La Chiesa, inoltre, è per sua natura missionaria cioè memoria e annuncio di Cristo, e dal giorno della prima Pentecoste lo Spirito Santo non cessa di spingerla sulle strade del mondo, fino agli estremi confini della terra e fino alla fine dei tempi. Questa realtà che possiamo verificare in ogni epoca è già come anticipata nel Libro degli Atti, dove si descrive il passaggio del Vangelo dagli Ebrei anche ai gentili, ai pagani, da Gerusalemme a Roma. In effetti, gli Atti si concludono con l'arrivo del Vangelo, di Pietro e Paolo a Roma. Si può allora dire che Roma è il nome concreto della cattolicità e missionarietà, esprime la fedeltà alle origini, alla Chiesa di tutti i tempi con buon grano e zizzania, a una Chiesa che parla tutte le lingue e va incontro a tutte le culture.
La prima Pentecoste avvenne quando Maria Santissima era presente con gli Apostoli nel Cenacolo di Gerusalemme e pregava. Anche nella Pentecoste di oggi è presente o orante e ci affidiamo alla sua materna intercessione, affinché lo Spirito Santo scenda in abbondanza sulla Chiesa del nostro tempo, riempia i cuori di tutti i fedeli e accenda in essi il fuoco dell' amore di Cristo di cui è Regina. 


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