martedì 18 giugno 2019

Solennità del santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia avviene un meraviglioso cambiamento di tutta la sostanza del pane nel corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nel Suo sangue, un cambiamento che la Chiesa cattolica chiama molto adeguatamente transustanziazione nella cessazione dell'esistere del pane e del vino
L'odierna solennità del Corpus Domini ci invita a contemplare il sommo mistero della nostra fede: il pane e il vino hanno cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad essere realmente dinnanzi a noi fino alla
fine dei tempi sotto le specie sacramentali del pane e del vino. La Santissima Eucaristia è reale e continua presenza del Signore Gesù Cristo nel Sacramento dell'altare, capace di farci amare con il dono dello Spirito come Lui ci ama fino al perdono.
Ogni volta che il sacerdote rinnova il Sacrificio eucaristico offerto alla Santissima Trinità, nella preghiera di consacrazione Cristo stesso stesso ripete: "Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi…questo è il mio sangue versato…"come sacrificio propiziatorio sia per gli uomini che vivono sulla terra sia per le anime del purgatorio. La Messa, celebrata dal sacerdote che agisce nella persona Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell'Ordine, presta la voce, la mani e il cuore a Cristo, che ha voluto restare con noi ed essere il cuore pulsante della Chiesa per tutti. Quando riceviamo la Comunione, riceviamo in noi lo stesso dinamismo di amore che Gesù ha manifestato nell'ultima Cena. Nel momento narrativo che prepara quello consacratorio: "Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito…", ci ricorda le circostanze dolorose, ingiuste in cui Gesù istituisce l'Eucaristia. Egli sa di essere tradito. Ora consapevole di tutta la sua passione come conseguenza del tradimento, e quindi di tutte le sofferenze e umiliazioni che dovrà subire, Gesù sacramentalmente le prende in anticipo e ne fa l'occasione di un dono completo di se stesso. Cioè, prende in anticipo l'elemento di rottura (il tradimento, la sofferenza, la morte) per trasformarlo in elemento di alleanza, di storia dell'altezza, della lunghezza, della larghezza, della profondità del suo amore. Prendendo, il calice, dice: "Questo calice è la nuova alleanza, la nuova storia di amore nel mio sangue". Egli ha avuto la capacità di prendere occasione delle circostanze più contrarie e dolorose per andare  fino all'estremo dell'amore, della misericordia del Padre nello Spirito Santo per il perdono dei peccati e della pace. La Messa, celebrata dal Sacerdote che agisce nella persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell'Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo mistico, è attualizzazione sacramentale del sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari. Noi crediamo che, come il pane e il vino consacrati dal Signore nell'ultima Cena sono stati convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue che di lì a poco sarebbero stati offerti sulla Croce, allo stesso modo il pane e il vino consacrati dal sacerdote sono convertiti nel Corpo e Sangue di Cristo gloriosamente regnante nel cielo; e crediamo che la misteriosa presenza del Signore, sotto quello che continua ad apparire come prima ai nostri sensi, è una presenza vera, reale e sostanziale che può avvenire fino al termine della storia attraverso il ministro con i fedeli.
L'immolazione incruenta per mezzo della quale, dopo che sono state pronunziate le parole della consacrazione, Cristo presente sull'altare nello stato di vittima, è compiuta dal solo sacerdote in quanto agisce nella persona di Cristo e i fedeli  offrono insieme al sacerdote i loro voti di lode, di impetrazione, di espiazione, di ringraziamento acciocché vengano presentate a Dio Padre nella stessa oblazione della vita, anche con il rito esterno del Sacerdote.
Ma anche dopo la Celebrazione dei divini misteri il Signore Gesù resta vivo nel Tabernacolo; per questo a lui viene resa specialmente  l'adorazione eucaristica. Anzi esiste un legame intrinseco tra la celebrazione e l'adorazione vissuta che rende liberi di fronte a tutto e a tutti, capaci di amare. La Santa Messa infatti è in se stessa  il più grande atto di adorazione della Chiesa. "Nessuno mangia questa carne –scrive sant'Agostino- se prima non l'ha adorata" con la genuflessione o almeno, oggi, con l'inchino prima della Comunione sapendo e pensando chi si riceve, necessario come l'essere in grazia di Dio. L'adorazione, poi, al di fuori della santa Messa prolunga e intensifica quanto è avvenuto nella celebrazione liturgica, e rende poi possibile un'accoglienza vera e profonda di Cristo in tutto il vissuto personale e sociale di fede e di amore.
Quest'oggi, nelle comunità cristiane di tutte le parti del mondo, si svolge la processione eucaristica, singolare forma di adorazione pubblica dell'Eucaristia, arricchita da belle e tradizionali manifestazioni di devozione popolare offrendo a tutti un richiamo alla centralità di Cristo nella vita personale ed ecclesiale, sociale, del Dio vivente di Gesù Cristo senza del quale non ha senso la vita, la storia, il cosmo. In questo clima di secolarizzazione che toglie  senso alla vita molti giovani stanno scoprendo la bellezza dell'adorazione, sia personale, sia spinti da un amore erotico per un amore agapico, sia comunitario. I sacerdoti incoraggino questi gruppi giovanili seguendoli affinché le forme di adorazione siano sempre appropriate e dignitose, con adeguati e preziosi tempi di silenzio e di ascolto della Parola di Dio. Nella vita di oggi, spesso rumorosa e dispersiva, è più che mai importante la capacità di silenzio interiore che sviluppa la libertà e di raccoglimento che rende capaci di amare: l'adorazione eucaristica permette di farlo non solo intorno all'"io" bensì in compagnia di quel "Tu" pieno di amore che è Gesù Cristo sempre anche peccatori, "il Dio vivente a noi vicino" che ci dà la capacità di ricominciare con il perdono fino al termine della vita.
La Vergine Maria, Donna eucaristica, ci introduca nel segreto della vera adorazione. Il suo cuore, umile e semplice, era sempre raccolto intorno al mistero cioè all'essere di Gesù, nel quale adorava nella sua umanità la presenza del Figlio di Dio Padre che aveva concepito per opera dello Spirito Santo e del suo amore redentore. Per sua intercessione, anche con tante presunte apparizioni in questo tempo di terribile silenzio con Dio senza il quale non ha senso vivere, cresca in tutta la Chiesa la fede nel mistero eucaristico celebrato e custodito nel tabernacolo e adorato anche pubblicamente, la gioia di partecipare almeno la Domenica alla santa Messa e lo slancio adoratore che ci impedisce di passare davanti ad una Chiesa senza fermarsi in adorazione davanti al tabernacolo.

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