Maria SS.Madre di Dio

Il tema del Volto di Dio verso sua Madre unito ai volti degli uomini per la pace nella fraternità universale
Nel primo giorno del nuovo anno abbiamo la gioia di celebrare la sempre Vergine  e  Madre di Dio e, al tempo stesso, la Giornata Mondiale della Pace nella fraternità universale della paternità divina. In entrambe le ricorrenze
celebriamo Cristo, eternamente Figlio di Dio, nato nel tempo da Maria Vergine e nostra vera pace, principe della Pace. Si tratta di contemplare il Volto di Dio verso sua Madre  nel volto di tutti gli uomini fratelli.
Nella prima lettura – tratta dal Libro dei Numeri - e nel Salmo responsoriale, alcune espressioni contengono la metafora del volto riferita a Dio: "IL Signore faccia risplendere per te il suo volto / e ti faccia grazia" (Num 6,25); "Dio abbia pietà di noi e ci benedica, / su di noi faccia splendere il suo volto; / perché si conosca sulla terra la tua via, / la tua salvezza fra tutte le genti" (Sal 66/67, 2-3). Il volto è l'espressione per eccellenza di ogni io persona, ciò che la rende riconoscibile e da cui traspaiano sentimenti, pensieri, intenzioni del cuore, dell'anima. Dio, per sua natura, è invisibile, tuttavia la Bibbia applica anche a Lui, alle tre persone divine in cui sussiste la stessa natura divina, questa immagine. Mostrare il volto è espressione della sua benevolenza, mentre il nasconderlo ne indica l'ira e lo sdegno. Il Libro dell'Esodo dice che "il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come uno parla con il proprio amico" (Es 33,11), e sempre a Mosè il Signore promette la sua vicinanza con una formula molto singolare: "Il mio volto camminerà con voi e ti darò riposo" (Es 33,14). I Salmi ci mostrano i credenti come coloro che cercano il volto di Dio (Sal 26/27,8; 104/105,4) e che nel culto aspirano a vederlo ( Sal 42,3) e ci dicono l'affidabile speranza che "gli uomini retti" lo "contempleranno" ed eternamente lo godranno(Sal 10/11,7).
Tutto il racconto biblico si può leggere come un progressivo svelamento del volto di Dio, fino a giungere alla sua piena manifestazione in Gesù Cristo pienezza del volto di Dio e di ogni uomo. "Quando venne la pienezza del tempo – ci ha ricordato anche oggi l'apostolo Paolo – Dio Padre mandò il suo Figlio" (Gal 4,4). E subito aggiunge: nato da donna, nato sotto la legge". Il volto di Dio per rivelarsi pienamente ha preso, ha assunto un volto umano, lasciandosi vedere e riconoscere nel foglio della sempre vergine Maria, che per questo veneriamo con il titolo altissimo di "Madre di Dio". Ella, che ha custodito nel suo cuore fino alla Pentecoste il segreto della divina maternità rivelandola alla comunità ebraico – cristiana dove hanno attinto Matteo e Luca per i Vangeli dell'infanzia, è stata la prima a vedere il volto di Dio fatto uomo nel piccolo frutto del suo grembo. Ogni madre ha un rapporto tutto speciale, unico e in qualche modo esclusivo con il figlio appena nato. Il primo volto che il bambino vede è quello della madre, e questo sguardo è decisivo per il suo rapporto con la vita, con se stesso, con gli altri, con Dio: è decisivo anche perché e gli possa diventare un "figlio della pace" (Lc 10,6). Tra le molte tipologie di icone della Vergine Maria nella tradizione bizantina, vi è quella detta "della tenerezza", che raffigura Gesù bambino con il viso appoggiato – guancia a guancia – a quello della Madre. Il Bambino guarda la Madre, e questa guarda noi, quasi a riflettere verso chi osserva, e prega, la tenerezza di Dio, discesa in Lei dal cielo e  incarnata in quel Figlio d'uomo che porta in braccio. In questa icona mariana noi possiamo contemplare qualcosa di Dio stesso: un segno dell'amore ineffabile che lo ha spinto a "dare il suo figlio unigenito" (Gv 3,16). Ma quella stessa icona ci mostra anche, in Maria, il volto della Chiesa, che riflette su di noi e sull'umanità intera la luce di Cristo, la Chiesa mediante la quale giunge ad ogni uomo la buona notizia: "Non sei più schiavo, ma figlio" (Gal 4,7) – come leggiamo ancora in san Paolo.
Meditare sul mistero del volto di Dio e quindi di ogni uomo è una via privilegiata che oggi può condurre alla pace anche nel problema dell'immigrazione. Senza escludere nessun rifugiato, quanti immigrati poter accogliere è problema politico. Ma tutto incomincia da uno sguardo rispettoso, che riconosce nel volto dell'altro una persona, qualunque sia il colore della sua pelle, la sua nazionalità, la sua lingua, la sua religione, la sua fede. Ma chi, se non la paternità di Dio e la maternità di Maria, possono garantire la "profondità" del volto di ogni uomo? Solo se abbiamo Dio Padre e Maria Madre dei figli nel Figlio siamo in grado di cogliere nel volto dell'altro un fratello in umanità, non un mezzo ma un fine, non un rivale o un nemico, ma la verità di un altro me stesso essere dono del Donatore divino, una sfaccettatura dell'infinito mistero dell'essere umano. Chi ha il cuore vuoto di fede, senza lo Spirito di Dio non può cogliere quali realmente siamo, cioè fratelli, bisognosi di riferirci al volto di un Padre e di una Madre comune, che tutti ama, malgrado limiti, errori e peccati.

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