Tornare a una moda cristiana non è una battaglia persa

Tommaso Scandroglio, in "La Nuova Bussola" – 28 luglio 2022

"La moda non è un qualcosa che esiste solo sotto forma di abiti. La moda è nel cielo, nelle strade, la moda ha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ciò che accade". Lo disse una certa Coco Chanel e noi sottoscriviamo. La moda è allo stesso tempo impronta sulla sabbia e mano che lascia l'impronta. Riflette i costumi, le idee, gli orientamenti valoriali e, contemporaneamente, influenza, imprime essa stessa nel consesso sociale nuovi costumi, idee e orientamenti. Segno visibilissimo della temperatura morale di un'intera società e veicolo per orientare la coscienza collettiva. La moda è un fenomeno sociale che ha un peso specifico elevatissimo, eppure i moralisti cattolici e la stessa teologia se ne sono sempre occupati di tangente.

 

Ha provato a mettere un'elegantissima pezza Virginia Coda Nunziante, presidente dell'Associazione Famiglia Domani e per dieci anni presidente della Marcia per la vita italiana. Coda Nunziante ha dato di recente alle stampe un libro dal titolo inequivocabile: La moda cristiana nell'insegnamento della Chiesa. Dopo un'ampia introduzione in cui l'Autrice sintetizza il percorso storico della moda alla luce della dottrina cattolica, ecco lasciare il lapis ad alcuni pontefici, in particolare a Pio XII, i quali nei documenti citati nel libro sottolineano l'importanza cruciale, di carattere sociale e morale, della moda e in specie della moda femminile.

 

Dunque, dottoressa, l'abito fa il monaco?

Il proverbio noto a tutti, "l'abito non fa il monaco" ha una sua profonda verità. Ma anche la sua provocazione ha un fondo di verità. Essendo però dei concetti contrapposti possiamo dire che entrambi possono essere più o meno veri. Chi sostiene che non sono le apparenze (cioè l'abito) ma la sostanza che conta, ha ragione. Ma ha anche ragione chi sostiene che l'abito è molto importante per veicolare un messaggio. Faccio un esempio: se io vado da un direttore di banca che mi riceve in calzoncini corti e maglietta, metterò in dubbio la serietà della banca alla quale mi sono rivolta e probabilmente andrò a cercarne un'altra. Se, viceversa, vado in spiaggia e trovo il bagnino vestito in giacca e cravatta con scarpe lucide, avrei molti dubbi che egli sia effettivamente pronto a buttarsi in mare per salvare il primo malcapitato che annega. Dunque, l'abito aiuta chi lo indossa ad essere maggiormente cosciente del proprio ruolo e, a chi guarda, a capire meglio chi ha davanti a sé. Ma c'è un terzo principio a mio avviso molto vero e che potremmo formulare così: "non c'è monaco senza abito". La cosa importante è che ci sia il monaco, ben formato e cosciente della propria vocazione. Questo monaco, per compiere appieno la propria missione, necessita però dell'abito, e portandolo avrà già svolto gran parte del suo ruolo. San Francesco, si racconta nei Fioretti, un giorno uscì con un suo confratello per andare a predicare ad Assisi. Per tutta la giornata i due fraticelli umili e compunti camminano con gli occhi bassi per le viuzze del piccolo borgo. Arrivata la sera se ne tornano al convento senza aver proferito una parola. «Ma non dovevamo predicare?» chiede frate Masseo. E frate Francesco: «E non abbiamo predicato mediante madonna povertà e sorella letizia?» Avrebbero predicato se non avessero indossato l'abito? Certamente no perché nessuno li avrebbe notati. Dunque l'abito è fondamentale per far capire chi siamo, e qual è il messaggio che vogliamo dare.

 

Nella sua introduzione pare che l'unica moda che si salvi nella storia dell'uomo sia quella medioevale e quella della Belle époque. Non sappiamo cosa ci sia nei suoi armadi, ma in quelli degli italiani crediamo che scarseggino mantelli, gonne con drappeggi e camicette in pizzo con collo alto e rigido.

Anche nei miei armadi scarseggiano… ma ogni epoca ha la sua moda e dunque, al di là di individuare dei periodi nella storia in cui a mio avviso la moda era più consona per una società cattolica, viviamo oggi nel XXI Secolo e dunque dobbiamo confrontarci con il mondo nel quale viviamo. Nel libro ho cercato di tracciare una storia della moda ma, nella parte centrale, ho lasciato parlare i Papi del XX Secolo. Sono loro che hanno subito capito l'immoralità della moda che si stava imponendo nella società e con i loro discorsi richiamavano le donne cattoliche a non farsi trascinare dal fascino di una moda immodesta. Anche nella moda di oggi possiamo

Commenti

Post popolari in questo blog

Anglicani

Prosperi, 'Delicatissimo momento per Comunione e Liberazione. Evitiamo atteggiamenti che ostacolino l'obbedienza alla Chiesa e la nostra unità'

I peccati che mandano più anime all'inferno