lunedì 4 marzo 2019

I Domenica di Quaresima

Mercoledì scorso, con il rito penitenziale delle Ceneri, abbiamo iniziato la Quaresima, tempo di rinnovamento spirituale che prepara alla celebrazione annuale della Pasqua: confessati il Venerdì Santo, comunicati rivivendo Battesimo e Cresima nella notte della Veglia e gesti di fraternità e carità nella Domenica di Pasqua
Ma che cosa significa entrare nel cammino quaresimale? Ce lo illustra il Vangelo cioè l'attualizzazione in questa prima domenica, con il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, del Dio che ha assunto un volto, un cammino umano
come noi. Narra l'Evangelista san Luca, e il Risorto tra noi l'attualizza, che Gesù, dopo aver ricevuto il battesimo di Giovanni, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e si sentiva guidato dallo Spirito Santo nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo (Lc 4,12). Il Demonio è all'origine della prima disgrazia dell'umanità. E' il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo Essere oscuro e conturbante esiste davvero e con proditoria astuzia agisce ancora: è il nemico  occulto che semina errori e sventure nella storia umana. E' evidente l'insistenza sul fatto che le tentazioni non furono un incidente di percorso, ma la conseguenza della finalità  di togliere la possibilità di vincere che il demonio aveva prima dell'Incarnazione, seguendo la missione affidatagli dal Padre, di vivere fino in fondo la sua realtà di Figlio amato, che confida totalmente in Lui indicando così la via, la verità, la vita a tutti gli uomini. Cristo è venuto nel mondo e risorto sacramentalmente viene in continuità attraverso la Chiesa per aiutarci ad opporci all'opposizione diabolica che permane nella storia, liberarci dal peccato e dal fascino ambiguo di progettare la vita a prescindere dalla meta in Dio. Egli l'ha fatto non con proclami altisonanti, ma lottando in prima persona con il Tentatore, fino alla Croce. Questo esempio vale per tutti: il mondo si migliora incominciando da se stessi, cambiando, con la grazia di Dio, ciò che non va nella propria vita. E oggi, uscendo dalla testimonianza biblica e dall'insegnamento ecclesiastico rischia di non esserci più la consapevolezza condivisa dell'esistenza del demonio, chi sia, che cosa fa e come si vince, rendendo il popolo cristiano così subalterno perfino a questo tremendo proliferare di sette deviate, di forme deviate di cristianesimo, che si sta diffondendo a larghissime ondate e che condiziona certamente anche la vita dei giovani contribuendo all'attuale emergenza educativa. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, normativo per tutti i credenti, ricorda che l'esistenza degli angeli e dei demoni "è una verità di fede" e la liturgia della prima domenica di Quaresima la fonda biblicamente.
Delle tre tentazioni cui Satana sottopone Gesù, la prima prende origine dalla fame, cioè dal bisogno materiale: "Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane" (Lc 4,3-4; Dt 8,3). Poi, il diavolo mostra a Gesù tutti i regni della terra e dice: tutto sarà tuo se, prostrandoti, mi adorerai e con i tuoi subordinerai la tua Chiesa ai momenti storici. E' l'inganno del potere, e Gesù smaschera questo continuo tentativo e lo respinge: "Il Signore, Dio tuo, adorerai, non l'uomo: a Lui solo renderai culto" (Lc 4,5-8; Dt 6,13), fedeli almeno alla Messa della Domenica. Non adorazione del potere, del successo, del piacere, ma solo di Dio, della verità e dell'amore gratuito. Infine, il Tentatore propone a Gesù di compiere un miracolo spettacolare che costringa psicologicamente a credere nel Dio con noi: gettarsi dalle alte mura del Tempio senza utilizzare le scale e farsi salvare da un intervento soprannaturale degli Angeli, così che tutti avrebbero creduto in Lui anche senza tanto ministero. Ma Gesù risponde che Dio non va mai messo alla prova con pretese (Dt 6,16). Non possiamo "fare un esperimento" nel quale Dio debba rispondere e mostrarsi Dio fuori delle regole della creazione, della natura: dobbiamo credere in Lui Padre che vede e provvede con una onnipotenza più grande delle nostre necessità! Non dobbiamo mai fare di Dio "materiale" del nostro "esperimento"!
Riferendosi sempre al fondamento della Sacra Scrittura, Gesù antepone ai criteri umani l'unico criterio autentico: l'obbedienza anche alle leggi del creato cui anche la scienza collabora, la conformità con la volontà di Dio che storicamente si manifesta, fondamento del nostro e altrui essere dono, come di tutto il mondo che ci circonda. Anche questo è un insegnamento fondamentale per noi: se ravviviamo nella mente e nel cuore la Parola di Dio normata nell'interpretazione dal Catechismo, se questa entra nella nostra vita, se abbiamo fiducia nel Padre, possiamo discernere e respingere ogni genere di inganno del Tentatore. Inoltre, da tutto il racconto emerge chiaramente l'immagine di Cristo come nuovo Adamo, Figlio di Dio in un volto umano umile e obbediente al Padre, a differenza di Adamo ed Eva, che nel giardino dell'Eden cioè della comunione con Dio avevano ceduto alle seduzioni dello spirito del male, di esseri immortali senza Dio, sostituendosi a Lui. Per cui il Male non è più soltanto una deficienza, ma una efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore, una creatura creata buona e  divenuta cattiva.
La Quaresima è come un lungo "ritiro", durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le continue tentazioni del Maligno e trovare la verità del nostro essere dono, perdono. Un tempo, possiamo dire, di "agonismo" spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione o indifferenza, ma usando le armi della fede, cioè la preghiera, l'ascolto ecclesiale della parola di Dio e la penitenza soprattutto dell'astinenza e del digiuno del venerdì per gesti di carità. In questo modo potremo giungere a celebrare nel Triduo la Pasqua in verità, pronti a rinnovare le promesse del nostro Battesimo e della nostra Cresima, della nostra Vocazione. Ci aiuti la Vergine Maria con il Rosario prima della Messa affinché guidati dallo Spirito Santo, viviamo con gioia e con frutto questo tempo di grazia. Non dimentichiamo nella preghiera chi fa ritiri, esercizi, come la Curia Romana. 

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