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Natale, parola delegittimata dal pluralismo religioso

Il pluralismo religioso non permette di fondare la legittimità dell'uso della parola Natale. Chi adopera, assolutizza l'argomentazione dell'attuale pluralismo religioso condanna la parola Natale a non avere giustificazione alcuna per quanto riguarda il suo uso pubblico e ad essere eliminata, se non oggi, domani o sostituita con festività Stefano Fontana, in "La Nuova Bussola" – 27 Dicembre 2021 Il periodo immediatamente precedente il Natale era stato caratterizzato, come si ricorderà, dalla bozza di documento europeo che vietava di adoperare la parola Natale per essere inclusivi nei confronti di chi la pensa diversamente, ossia aderisce ad altre religioni oppure a nessuna religione. Il documento fu poi ritirato, ma non si creda che non sarà riproposto a tempo debito, né che solo il fatto di averlo proposto non abbia avuto conseguenze nell'indicare un comportamento. Infatti il primo ministro spagnolo Sanchéz ha applicato di fatto quella disposizione, anche se r...

San Giovanni evangelista

Indicato dalla tradizione cristiana come il teologo per antonomasia, san Giovanni è stato raffigurato con il simbolo dell'aquila proprio perché egli, che nell'Ultima Cena aveva posato il capo sul petto del Signore per consolarlo e sapere chi lo avrebbe tradito, contemplò  l'immensità del Verbo divino e lo tratteggiò nei suoi scritti come nessun altro prima In "La Nuova Bussola" del 27 Dicembre 2021 È impresa ardua trovare qualcuno che si sia addentrato nel mistero di Dio fatto uomo al pari di san Giovanni Evangelista (c. 10 - c. 104), «quel discepolo che Gesù amava», il più giovane dei Dodici e colui che visse più a lungo, indicato dalla tradizione cristiana come il teologo per antonomasia. Nei secoli è stato raffigurato con il simbolo dell'aquila proprio perché egli, che nell'Ultima Cena aveva posato il capo sul petto del Signore per consolarlo e sapere chi lo avrebbe tradito, contemplò l'immensità del Verbo divino e la tratteggiò nei suoi scritti com...

I cardinali avvertano il Papa dopo l'uscita delle 'risposte ai dubbi'

Nella sua prima intervista cartacea dall'uscita dei Responsa ad dubia (Risposte ai dubbi) della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti circa alcune disposizioni della Traditionis custodes di papa Francesco, il vescovo Athanasius Schneider dichiara che il nuovo documento "riapre inutilmente" vecchie ferite nella Chiesa, "confina con lo scherno" e tradisce una "inflessibilità ostile" nei confronti dei cattolici fedeli alla liturgia tradizionale del rito romano. Diane Montagna, in "Duc in altum" – 24 Dicembre 2021 "Sorprendentemente – afferma il vescovo – ci troviamo di fronte a un metodo intransigente, simile a quello inquisitorio, impiegato in un pontificato che si è autodefinito come caratterizzato dalla 'tenerezza' e dalla sensibilità pastorale." "Con freddezza burocratica – prosegue monsignor Schneider – queste nuove linee guida impongono alla vita di così tanti giovani cattolici – sia sacerd...

Obbedienza sì, obbedienza no. Coscienza e legge ingiusta

Obbedienza sì, obbedienza no. Coscienza e legge ingiusta. Una guida per cattolici Peter Kwasniewski, in "Duc in altum" – 25 Dicembre 2021 Cari amici di Duc in altum, è difficile negare che oggi la questione sempre più centrale per noi, sia come figli della Chiesa sia come cittadini, è quella dell'obbedienza. Il rapporto con leggi – siano esse ecclesiastiche o civili – che avvertiamo in coscienza come ingiuste ci mette di fronte a una scelta. In proposito ecco alcune riflessioni di Peter Kwasniewski, autore del libro True Obedience in the Church. A Guide to Discernment in Challenging Times.   ***   di Peter Kwasniewski   Non è esagerato affermare che per i cattolici che cercano di agire rettamente davanti a Dio e agli uomini discernere la natura e i limiti della virtù dell'obbedienza sta diventando oggi la questione più critica.   Sia nella sfera civile sia in quella ecclesiastica, i cattolici affrontano crescenti pressioni per sottomettersi a sentenze o comandi che s...

Commenti di Benedetto XVI ai Vangeli del Natale del Signore

Messa della vigilia (Mt 1,1-25) "Genealogia di Gesù Cristo, figlio di David"   Il Figlio di Maria Vergine è nato per tutti, è il Salvatore di tutti. Così lo imvoca un'antica antifona liturgica: "O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio".  Veni ad salvandum nos!  Vieni a salvarci! Questo è il grido dell'uomo di ogni tempo, che non sente di farcela da solo a superare difficoltà e pericoli. Ha bisogno di mettere la sua mano in una mano più grande e più forte, una mano che dall'alto si tenda verso di lui. Questa mano è Cristo, nato a Betlemme dalla Vergine Maria. Lui è la mano che Dio ha teso all'umanità per farla uscire dalle sabbie mobili del peccato e metterla in piedi sulla roccia, la salda roccia della sua Verità e del suo Amore (Sal 40,3). Sì, questo significa il nome di quel Bambino, il nome che, per volere di Dio, gli hanno dato Maria e Giuseppe: si chiama Gesù, che significa ...