Cristo rivelatore e vincitore di Satana II

Don Renzo Lavatori,

CRISTO RIVELATORE E

VINCITORE DI SATANA

CRISTOLOGIA E DEMONOLOGIA

NEI VANGELI

di Don Renzo Lavatori1

1. Introduzione

Nel vangelo si descrive lo scontro tra Satana e Cristo, con la

conseguente vittoria di Cristo su Satana. Si tratta di un elemento

costitutivo dell'opera e della missione di Gesù, il cui fine è la

salvezza dell'uomo peccatore per riconciliarlo con il Padre e

renderlo suo figlio adottivo. Lo dichiara esplicitamente il testo sacro:

1 Don Renzo Lavatori è membro della Pontificia Accademia di Teologia

ed è stato docente di Teologia Dogmatica in Roma presso la «Pontificia

Università Urbaniana», l'«ISSR» della «Pontificia Università Santa Croce» e

l'«Ecclesia Mater» della «Pontificia Università Lateranense».

Tra le sue opere vi sono vari volumi dedicati all'angelologia e alla

demonologia: Gli Angeli (1986); Gli angeli. Storia e pensiero (1991); Satana:

un caso serio. Saggio di demonologia cristiana (1996); Il diavolo tra fede e

ragione, (2000); Antologia diabolica (2007); Gli angeli, un fascio di luce sul

mondo (2014); Satana, l'angelo del male (2018).

Quaderni A.I.E. 22 5 Maggio 2021

"Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando

dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni, cioè come

Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale

passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere

del diavolo, perché Dio era con lui" (At 10,37-38). Al fatto poi si

accompagna la parola, la stessa persona di Gesù, che rivela la

malignità di Satana e la vince. Lo afferma ancora una volta la

Scrittura: "Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del

diavolo" (1Gv 3,8). Anche tutto il discorso sull'anticristo dice: "Chi

è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo?

L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio" (1Gv 2,22). Di

fronte sta l'opera liberatrice di Cristo: "Sappiamo che chiunque è

nato da Dio non pecca; chi è nato da Dio preserva se stesso e il

Maligno non lo tocca" (1Gv 5,18). Inoltre altrove è scritto: "Poiché

molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo i quali non

riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l'anticristo"

(2Gv 7).

Nell'analizzare il conflitto tra i due contendenti, si vede bene

la superiorità di Gesù, la sua ferma volontà di combattere il nemico

e il risultato della sua vittoria indiscussa, mentre si manifesta la

furiosa opposizione di Satana con i suoi numerosi attacchi contro

Cristo.

Ciò che fa riflettere e suscita meraviglia sta nella costatazione

che questa faticosa impresa compiuta dal Figlio dell'uomo non ha

per scopo il suo personale appagamento o la sua gratificazione

onorifica, come accade normalmente tra due belligeranti umani, ma

è sostenuta e finalizzata unicamente per attuare la glorificazione del

Padre, insieme alla piena dedizione per gli uomini bisognosi di

Quaderni A.I.E. 22 6 Maggio 2021

liberazione e rigenerazione. Non ha agito per se stesso, ma tutto e

sempre ha adempiuto nella disponibilità verso gli altri.

Un'ammirabile testimonianza del suo spirito di donazione e di

oblazione amorosa. Sta proprio qui la forza irrompente che,

scatenatasi contro Satana, lo ha debellato. Si tratta della potenza

dell'amore, più potente di ogni altra potenza.

Da qui consegue che una visione adeguata e corretta del

demonio può essere formata e concepita all'interno del mistero di

Cristo e della sua opera redentrice. Se invece Satana viene avulso e

distaccato da tale contesto soteriologico, acquista una

configurazione disordinata, perché o viene esaltato in modo

eccessivo ottenendo un potere che non gli compete oppure viene

rigettato e considerato inesistente e inefficace. I due atteggiamenti

sono errati. L'esatta concezione del diavolo si ottiene solo se

rapportata e interpretata alla luce del Verbo incarnato e redentore.

Inoltre Giovanni afferma perentoriamente: "Noi sappiamo che

siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere di Satana"

(1Gv 5,19). La costatazione di questo fatto sta nella diffusione

dell'idolatria (1Gv 5,21). Uno stretto legame si pone tra la

conoscenza del vero Dio in Cristo e la falsa conoscenza idolatrica,

che è posta sotto il potere di Satana, in quanto è sparsa in tutto il

mondo.

D'altra parte è anche vero che il mistero di Cristo e la sua

missione assumono tutto il loro valore salvifico se vengono valutate

sull'opera da lui compiuta con la sconfitta di Satana. Pertanto una

sana demonologia trova la sua autentica posizione, la sua ragion

d'essere, nel contesto della cristologia e soteriologia. Questo

legame, apparentemente paradossale, costituisce invece la chiave di

Quaderni A.I.E. 22 7 Maggio 2021

lettura più adeguata e corretta per una verace raffigurazione del

diavolo e delle sue azioni. Ora ne vediamo la documentazione.

2. Le tentazioni messianiche all'inizio della missione

Matteo, Marco e Luca riportano il racconto delle tentazioni.

Proprio all'inizio della sua vita pubblica, Gesù fu condotto nel

deserto dallo Spirito e ivi fu tentato da Satana. I racconti non si

fermano sui particolari, ma vogliono dimostrare la fermezza di

Gesù, la sua disponibilità totale a seguire un messianismo conforme

alla volontà di Dio, di senso totalmente opposto alle prospettive

umane.

La narrazione di Marco2

è molto breve ed essenziale, ma non

per questo meno significativa. Marco situa le tentazioni subito dopo

il battesimo e prima della predicazione in Galilea3

. Esse sono

collegate al battesimo, in quanto confermano la potenza dello Spirito

di Dio che agisce in Cristo; insieme sono connesse alla predicazione

perché costituiscono come la garanzia e il fondamento della verità e

validità del messaggio. Ciò che Cristo annuncia lo ha già realizzato,

anticipando la vittoria sul male e l'avvento del regno di Dio. Vi sono

segnalate alcune connotazioni rilevanti. Fra queste si notifica che

Cristo è più potente di Giovanni Battista perché possiede lo Spirito

2 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta

giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

(Mc 1, 12-13).

3 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando

il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete nel Vangelo». (Mc 1, 14-15).

Quaderni A.I.E. 22 8 Maggio 2021

di Dio. Il Battista lo aveva affermato4

; ora nella tentazione Gesù

dimostra effettivamente di essere forte, perché non soccombe alle

insidie.

Il deserto nella mentalità biblica indica il luogo della

vicinanza e dell'intimità con Dio (cf. Os 2,16), delle dolci

confidenze e dell'abbandono. Marco stesso avverte che in un posto

solitario Gesù si ritira spesso per pregare (cf. Mc 1,35.45; 6,31).

Il deserto però rappresenta soprattutto il luogo della prova e

della sofferenza (cf. Dt 8,2s). Esso ricorda i quarant'anni trascorsi

da Israele nell'isolamento: un'epoca di stenti, di ostacoli e di

purificazione.

Proprio in questo ambiente, così ricco di risonanze bibliche,

il diavolo mette alla prova Gesù, una prova che sembra abbracciare

tutto il periodo dei quaranta giorni. Satana non riesce a piegare la

volontà di Cristo, il Figlio prediletto e l'uomo giusto, il quale resta

decisamente sottomesso al disegno del Padre e in piena comunione

con lui. Marco non intende tanto descrivere le tentazioni, la qualità

o il numero, quanto sottolineare lo stato di fiduciosa sopportazione

da parte di Gesù e la sua opposizione al maligno.

Gesù, infine, vive in comunione con animali selvaggi, mentre

gli angeli lo servono. Ciò probabilmente allude all'evento

escatologico (cf. Is 11,6s; 65,25): con Cristo inizia la restaurazione

dell'armonia nell'universo e tutto viene rinnovato nella pace

primitiva dell'Eden; ormai è giunto il tempo ultimo della salvezza.

Il servizio degli angeli indica ugualmente la condizione di amicizia

con Dio e con i suoi ministri.

4 E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non

sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato

con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». (Mc 1,7-8).

Quaderni A.I.E. 22 9 Maggio 2021

Matteo5

, come anche Luca6

, descrive il contenuto delle

tentazioni. Satana si avvicina a Cristo chiamandolo "Figlio di Dio",

il nome che ha ricevuto nel battesimo, mettendo in crisi

propriamente la sua condizione filiale: "Se sei Figlio di Dio…".

5Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal

diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe

fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste

pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà

l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò

nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio

di Dio, gettati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed

essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni

del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti

ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto

infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo

lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. (Mt 4, 1- 11).

6 Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato

dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò

nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli

disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». Gesù gli

rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo». Il diavolo lo condusse in

alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto

questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio.

Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli

rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Lo

condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se

tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini

a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno sulle loro

mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato

detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni

tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato (Lc 4,1-13)

Quaderni A.I.E. 22 10 Maggio 2021

Insinua così il dubbio e perciò fa balenare l'esigenza che Gesù lo

dimostri in modo strepitoso, contrario al piano proposto dal Padre.

La tentazione mira ad allontanare Gesù dal Padre,

proponendo un modo di realizzare l'opera salvifica in

contrapposizione alla prospettiva divina. Sono dunque tentazioni

messianiche perché riguardano la salvezza e il modo di attuarla:

quello proposto dal Padre, che addita la strada segnata dal servo

sofferente, o quello prospettato dagli uomini, fondato sulla strategia

della potenza. Gesù deve scegliere: o rimanere in sintonia con la

volontà divina o puntare sull'autoesaltazione, con la conseguenza di

vanificare il disegno salvifico. Satana presenta a Cristo diversi modi

alternativi di realizzare la salvezza messianica, che si richiamano

alle tradizioni e alle attese di Israele. Egli vorrebbe deviare la sua

volontà verso un messianismo terreno e glorioso, ma, diversamente

da Israele, dimostratosi ripetutamente infedele, Gesù resta forte e

saldo al progetto del Padre.

Più dettagliatamente, si può vedere come la prima tentazione

del pane, alimento fondamentale per la sussistenza dell'uomo, si

inserisca entro una esigenza naturale. Dopo il lungo digiuno, Gesù

sente la debolezza e lo sfinimento del proprio corpo, con il

conseguente forte bisogno di nutrirsi. Che cosa di più semplice che

procurarsi un pezzo di pane? Non si tratta tuttavia della

sopravvivenza, ma di una concezione materialistica degli averi

terreni, anteposti a tutti i valori dell'umana esistenza. Nella Bibbia

il regno futuro viene spesso presentato sotto i segni di una

straordinaria abbondanza di beni materiali (cf. Sal 72,16) e Israele

così si raffigurava l'attuazione del bene messianico. Ma la sua

vocazione e la sua esperienza furono invece quelle del deserto in cui

ha sperimentato la fame materiale (Es 16,2-3) e dove Dio ha messo

Quaderni A.I.E. 22 11 Maggio 2021

alla prova il suo popolo: "Il Signore ti ha umiliato, ti ha fatto provare

la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi

padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non

vive soltanto di pane, ma di tutto ciò che esce dalla bocca del

Signore" (Dt 8,3).

Gesù cita le parole di questo testo nella risposta di rifiuto a

Satana. Il pane è sì una cosa importante, ma non è l'elemento

fondamentale per la vita dell'uomo. Ciò di cui l'uomo innanzitutto

ha bisogno e in forza del quale soltanto vive è la parola divina, in

cui solo trova la salvezza.

La seconda tentazione riguarda il messianismo miracoloso.

Satana porta Gesù nella città santa, lo pone sulla sommità del

pinnacolo del tempio e lo invita a gettarsi di sotto servendosi

dell'aiuto degli angeli. Per l'uomo spirituale, costituisce una forte

seduzione, quella di approfittare dei carismi divini per il proprio

rendiconto, sfruttando la potenza di Dio, per ricercare unicamente la

vanagloria e l'applauso degli uomini. Gesù ribatte a Satana con

un'altra frase della Scrittura (Dt 6,16), confermando la propria

confidenza in Dio. Egli non vuole mettere alla prova inutilmente la

potenza del Padre; si affida a lui, sempre, anche quando

sperimenterà l'abbandono sulla croce. Per lui la garanzia divina

dell'autenticità della propria missione non risiede nella

manifestazione straordinaria della trascendenza divina, ma nella

certezza della fedeltà di Dio e della verità della sua parola.

La terza tentazione fonda tutta la sua forza di persuasione sul

fascino che emana dal potere politico e da ogni messianismo che ad

esso si ispiri.

In effetti il desiderio di dominio e di comando fa presa sul

cuore umano e lo stimola a mettere a frutto tutte le capacità

Quaderni A.I.E. 22 12 Maggio 2021

personali, che si riscontrano in sé e negli altri, in modo da poterle

coordinare e strumentalizzare per il raggiungimento della propria

grandezza e autorità. Tutto questo ingranaggio però comporta, in

ultima analisi, l'allineamento su certe posizioni ambigue e la

sottomissione a chi è più potente e influente. Gesù si oppone

fortemente contro una tale impostazione, facendo leva su due

orientamenti basilari: il primo consiste nel ricuperare il primato

assoluto di Dio, il vero Signore che va adorato e dinanzi al quale

solamente ci si prostra: "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi

culto" (Dt 6,13); il secondo emerge dall'intimazione autorevole, con

cui Cristo allontana il tentatore, mostrando la sua lucidità interiore,

che non ammette tentennamenti né concessioni.

Di fronte alle proposte di Satana, veramente suadenti e

suggestive, Gesù sceglie con intendimento e con saldezza il disegno

sapiente del Padre, confidando nella sua fedeltà e nel suo amore,

anteponendo i modi di pensare e di agire di Dio a quelli degli uomini.

Dio viene rispettato nel suo mistero di salvezza, messo in

discussione dalle insinuazioni sataniche, ma di cui Gesù riconosce il

valore assoluto e incontestato.

3. L'attività esorcistica costantemente esercitata

Nei sinottici la lotta tra Gesù e Satana si manifesta anche nei

racconti di numerosi esorcismi, presi singolarmente o riportati nei

sommari.7

7 Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e

gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano

affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di

parlare, perché lo conoscevano (Mc 1, 32-34). Gesù, intanto, con i suoi discepoli

si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da

Quaderni A.I.E. 22 13 Maggio 2021

Gli esorcismi si diversificano da altri miracoli di guarigioni

fisiche, perché presentano caratteristiche proprie, anche se non è

sempre facile determinare con precisione quando si tratta di malattia

o di possessione diabolica. Tuttavia è innegabile che alcuni brani dei

vangeli riportano degli esorcismi, in cui Gesù compie vere

liberazioni in persone possedute dal demonio. Tra di essi sono da

ricordare l'indemoniato di Gerasa (Mc 5,1-20); il fanciullo guarito

da Gesù dopo l'incapacità dei discepoli (Mc 9,14-29 par.); la

guarigione dell'uomo posseduto dallo spirito immondo a Cafarnao

(Mc 1,21-28 e Lc 4,33-37); la figlia della donna sirofenicia (Mc

7,24-30 e Mt 15,21-28); il muto indemoniato (Mt 9,32-34 e Lc

11,14).

La prima caratteristica che contraddistingue un esorcismo sta

nel fatto che esso esplica i suoi effetti benefici contro la possessione

di un uomo, il quale, sotto le grinfie del demonio, perde la sua facoltà

personale di decisione, compiendo azioni strane, orribili8

.

La seconda caratteristica è indicata dall'atteggiamento di

Gesù che non considera come avversario l'ossesso, ma il demonio

in persona. Ciò si capisce dal fatto che il diavolo e Gesù manifestano

Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone,

una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi

discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo

schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male

si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano,

cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva

loro severamente di non svelare chi egli fosse (Mc 3,7-12).

8 Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e

si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti»...

anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu

puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci» (Mc 9,18.22)

Quaderni A.I.E. 22 14 Maggio 2021

ambedue una scienza particolare: il demonio riconosce Gesù e ha

paura di essere sopraffatto da lui (Mc 1,24); Gesù lo riconosce e lo

minaccia, ordinandogli di uscire dall'uomo e di non tornarvi più (Mc

1,25). Il diavolo chiama per "nome" Gesù Nazzareno, il Santo di Dio

(Mc 1,24); Gesù chiede il "nome" a uno spirito immondo, che

risponde: "Mi chiamo Legione, perché siamo in molti" (Mc 5,9). Si

tratta di un rapporto fra due persone in conflitto. Il demonio perciò

assume il valore di un essere personale, non di una potenza anonima

o simbolica.

La terza caratteristica, indicatrice che non si tratta di un

semplice uomo, bensì di un demonio, è la dimensione cosmica dello

scontro, che evoca la battaglia apocalittica di Dio con i nemici

d'Israele (Is 59,17). Le conseguenze si fanno sentire fin sulla natura,

come nel branco di porci che si getta nel mare (Mc 5,13); o ancora,

quando Gesù rivela che il demonio va in giro cercando un luogo ove

riposare9

. L'esorcismo non è rivolto a una specie di "super-malattia"

ma al diavolo, dal quale l'uomo deve essere liberato.

Dall'insieme di questi testi si può dire che sono tenute in

debita considerazione la presenza di Satana tra gli uomini e la sua

azione malvagia. Si afferma che egli è forte e ha potenza; è

intelligente ed è a capo di un gruppo compatto e unitario. Il suo

scopo è di far perire o distruggere l'uomo, ma soprattutto lottare

contro Gesù di Nazaret per mezzo del quale si attua il regno salvifico

9 Quando lo spirito impuro esce dall'uomo, si aggira per luoghi deserti

cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: «Ritornerò nella mia casa, da

cui sono uscito». E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende

con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l'ultima

condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a

questa generazione malvagia» (Mt 12,43-45).

Quaderni A.I.E. 22 15 Maggio 2021

di Dio. Ma Gesù, con la sua potenza e la sua obbedienza al Padre,

che il diavolo ha cercato di indebolire in ogni modo, ha vinto il

potere del maligno.

I sinottici attestano che i demoni conoscono l'identità di

Gesù. In particolare Marco riferisce che essi dicono esplicitamente

di sapere chi è Gesù, gridandolo con forza (Mc 1,23s; 3,11)10;

affermano di avere questa conoscenza: "Io so chi tu sei: il Santo di

Dio" (Mc 1,24); dicono che è "il Figlio di Dio" (Mc 3,11) e "il Figlio

dell'Altissimo" (Mc 5,7). Il loro sapere non è contraddetto da Gesù,

ma riconosciuto valido (Mc 1,34; cf. 3,12) e confermato da altri

passi in cui l'identità di Gesù è indicata con gli stessi termini (cf. Mc

1,11; 9,7; 15,39). Dunque la conoscenza dei demoni si riferisce

all'aspetto decisivo della persona di Gesù, alla sua relazione con

Dio. Tuttavia Gesù proibisce loro di parlare (Mc 1,34; 3,11). Tale

proibizione non è diretta contro il contenuto di ciò che dicono, ma

contro il modo di manifestarlo, poiché la vera conoscenza di Gesù

comporta anche la sua sequela e l'accettazione della sua persona e

della sua opera salvifica. Proprio su quest'ultimo punto i demoni

restano al di fuori dell'autentico rapporto con Cristo e lo odiano,

perciò non possono essere validi strumenti per una veritiera

testimonianza su di lui.

Tra i sinottici l'evangelista Marco è senz'altro colui che

evidenzia maggiormente l'opera di Gesù contro Satana. Infatti fin

dal racconto della tentazione nel deserto a lui non interessa tanto il

"come" e in "che cosa" sia tentato Gesù, ma il "fatto" concreto.

Questo indica Gesù in uno stato di tentazione costante che

10 Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran

voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in

nome di Dio, non tormentarmi!». (Mc 5,6-7)

Quaderni A.I.E. 22 16 Maggio 2021

l'accompagnerà per tutta la vita pubblica, presentata come una

continua lotta; Marco non fa parola sulla "cessazione" della prova,

quando il diavolo lascia Gesù o si allontana, come fanno Matteo e

Luca. Tutta la missione di Gesù è segnata dallo scontro con Satana.

Dal punto di vista cristologico Gesù appare come l'antiSatana, cioè

come la presenza nel mondo di una forza vincitrice del demonio e

del male. Egli dunque determina la fine di un regime di oppressione

malvagia e l'inizio di una nuova libertà per gli uomini, in quanto egli

è il "liberatore".

Le accanite diatribe mosse dai nemici sono segnalate di

frequente da Marco e per Cristo diventano nuove tentazioni, come

si denota dal verbo "tentare" o "mettere alla prova" in Mc 8,11:

"Vennero i farisei… per metterlo alla prova"; Mc 10,2:

"Avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono";

Mc 12,15: "Egli conoscendo la loro ipocrisia, disse: perché mi

tentate?". Lungo il corso dell'esistenza storica di Gesù si ripete la

situazione iniziale quando, tentato nel deserto, "stava con le fiere e

gli angeli lo servivano". Queste parole, illuminate dai passi

veterotestamentari (Sal 91,11-13; Gb 5,22-23), proiettano su Gesù

la figura di un uomo che spera in Dio, dell'uomo giusto, che ha posto

il suo rifugio e la sua forza nel Signore. Proprio lui, il protetto da

Dio, riesce a conservare, in mezzo alle accuse e alle polemiche più

accese, la saggezza e la luce di provenienza divina.

In Luca è presente il tema della caduta di Satana dal cielo,

come si vede dalle parole di Gesù: "Io vedevo Satana cadere dal

cielo come la folgore" (Lc 10,18). La frase probabilmente si riferisce

al fatto che con Gesù Satana non ha più potere di fare il male, poiché

l'opera di Cristo segnala definitivamente la vittoria su di lui. Ciò

viene evidenziato dal versetto precedente, in cui i discepoli

Quaderni A.I.E. 22 17 Maggio 2021

affermano: "Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo

nome" (Lc 10,17). Il nome di Gesù costituisce la forza che fa

precipitare nell'annientamento il potere di Satana.

4. Il persistente contrasto tra Gesù e Satana

Tutti e tre i sinottici, ai momenti più importanti dell'epifania

pubblica di Gesù e della sua missione, contrappongono in genere la

manifestazione di Satana.

Il battesimo al Giordano segna l'investitura messianica di

Gesù con la solenne proclamazione del Padre che lo riconosce come

"il Figlio", "il Diletto" e Servo obbediente, e con l'effusione dello

Spirito lo consacra Messia e profeta. Subito dopo, quasi per

contrapposizione, sono raccontate le tentazioni nel deserto, nelle

quali interviene direttamente il diavolo per deviare Gesù dal suo

cammino messianico in conformità alla volontà del Padre. Satana

mette in dubbio le parole del Padre e la missione di Cristo; si svela

lo spirito contrapposto esattamente allo Spirito di Dio, cioè lo spirito

che sta contro Dio e si delinea come l'anti-icona di Dio, che domina

il mondo, i cui regni gli appartengono. Gesù lo apostrofa e lo caccia

come una persona reale, lo definisce creatura, perché afferma che

solo Dio deve essere adorato; ripropone la verità di Dio contro la sua

menzogna.

La grande disputa sul potere esorcistico di Gesù, in cui i

farisei lo accusano di cacciare i demoni nel nome di Beelzebul, si

trova inserita in Matteo in un contesto concernente il rapporto tra le

opere di Gesù e la sua identità, che può essere accolta o rifiutata (Mt

11-12). Il Maestro invita i discepoli di Giovanni a riconoscere le sue

Quaderni A.I.E. 22 18 Maggio 2021

opere messianiche; si rivela come il Figlio di Dio che manifesta

pienamente il Padre; dice di essere più grande del tempio e signore

del sabato; è identificato con il servo del Signore predetto da Isaia;

si definisce superiore a Giona e a Salomone. Di fronte a queste

esplicite dichiarazioni si nota dall'insieme che esse non sono

accettate; anzi si giunge a vedere nell'opera esorcistica di Gesù, che

viene dallo Spirito di Dio (Mt 12,28), l'azione dello spirito di

Satana11. Si professa la più grande menzogna e la più infamante delle

accuse, che confonde lo spirito liberatore di Gesù con lo spirito del

principe dei demoni. Nei farisei si mostra di nuovo lo spirito di

Satana che sta esattamente all'opposto di quello di Gesù e che

costituisce la bestemmia imperdonabile contro lo Spirito Santo:

"Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il

suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demoni per mezzo

di Beelzebul, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo

saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demoni per mezzo

dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio" (Mt 12, 26

– 28).

Nel momento centrale del vangelo, quando Gesù ormai si

dirige verso Gerusalemme per consumare l'esodo al Padre, chiede

ai discepoli di manifestare la loro conoscenza su di lui. Pietro fa la

professione di fede proclamandolo quale Messia e Figlio di Dio (Mt

16,16). Una solenne rivelazione intorno al mistero di Cristo. Ma,

subito dopo, al primo annuncio della passione, morte e risurrezione,

11 In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli

lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva:

«Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero:

«Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni»

(Mt. 12, 22- 14).

Quaderni A.I.E. 22 19 Maggio 2021

lo stesso Pietro esprime uno spirito diverso, rifiutando di accettare il

messianismo del servo sofferente. In Pietro Gesù rivede Satana, che

gli pone contro una mentalità umana opposta alla sapiente volontà

del Padre e lo allontana con forza: "Lungi da me, Satana! Tu mi sei

di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini"

(Mt 16,23). Di nuovo la contrapposizione tra i due spiriti.

Nel momento culminate della passione e morte di Gesù, Luca

in particolare vede all'opera Satana. Egli introduce il racconto della

passione con queste parole: "Satana entrò in Giuda detto Iscariota,

che era nel numero dei discepoli. Ed egli andò a discutere con i

sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle

loro mani" (Lc 22,2-4). Anche la grande prova subita dai discepoli

è interpretata quale intervento di Satana che li vaglia come il grano,

secondo quanto attestano le parole del Signore: "Simone, Simone,

ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho

pregato per te, che non venga meno la tua fede" (Lc 22,31).

Nuovamente all'arresto nell'orto degli ulivi Gesù vede l'ora dei

nemici, "l'impero delle tenebre" (Lc 22,53). Luca aveva

preannunciato questa manifestazione di Satana, all'inizio, dopo la

tentazione nel deserto, dicendo che "il diavolo si allontanò da lui per

tornare al tempo fissato" (Lc 4,13). Sulla croce si ha di nuovo lo

scontro tra Cristo, che testimonia la sua totale disponibilità alla

volontà del Padre e all'amore verso gli uomini, e Satana, che mostra

il suo accanimento contro di lui e i discepoli.

All'inizio, durante, nel mezzo e al termine della sua missione,

Gesù si trova di fronte il nemico che lo contrasta, lo accusa di falsità

e falsamente lo combatte. Questo nemico assume i lineamenti di un

essere contro Cristo, anti-Cristo, nel senso che si oppone e rifiuta

totalmente la sua verità, la sua parola, il suo amore, tutto il suo

Quaderni A.I.E. 22 20 Maggio 2021

essere. In tal modo Satana si mostra come colui che sta agli antipodi

di Cristo, possiede uno spirito del tutto contrario a lui e compie

azioni antitetiche alle sue12 (cf. 1Gv 2,22). Ne segue che la

rivelazione di Cristo corrisponde anche alla manifestazione di

Satana; il mysterium salutis illumina il mysterium iniquitatis;

davanti al Figlio di Dio il maligno resta per sempre e totalmente

smascherato. Inoltre la missione di Gesù si concentra nella sconfitta

di Satana, in modo che là dove giunge la sua opera si constata

l'estromissione e la demolizione dell'azione demoniaca.

5. La disfatta totale di Satana sulla croce

Forse più marcatamente dei sinottici, il Vangelo di Giovanni

mette in evidenza il contrasto radicale tra il diavolo e Cristo. Lo si

vede soprattutto in riferimento alla morte di Gesù, che per Giovanni

costituisce l'apice della esaltazione di Cristo, della rivelazione piena

della sua gloria e della gloria del Padre. Proprio in quest'ora suprema

dell'attuazione dell'opera del Verbo incarnato si fa avanti la

presenza del diavolo che viene chiaramente svelato secondo un

triplice delineamento: l'omicida, il menzognero, il principe di

questo mondo. Accanto al Cristo esaltato si mostra, in antitesi, il suo

più accanito nemico, non in modo diretto, come nel racconto

sinottico delle tentazioni, ma per mezzo di alcune categorie di

persone che possono essere individuate nei giudei, nella folla, in

Giuda il traditore.

12 Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo?

L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio (1Gv 2,22).

Quaderni A.I.E. 22 21 Maggio 2021

Al cap. 8,31-59, Giovanni descrive la feroce diatriba con i

giudei, i quali, schiavi del peccato quale negazione di Cristo, pur

essendo discendenti di Abramo, non sono disponibili a conoscere la

verità e non possono raggiungere la libertà. La verità portata da

Cristo consiste nella rivelazione del suo essere Figlio in perfetta

comunione con il Padre, abitando per sempre nella casa paterna,

mentre lo schiavo ne resta fuori. Ora i giudei non vogliono entrare

nella casa, perché non accettano la nuova filiazione divina

manifestata in Cristo; restano legati al loro padre vero, il diavolo,

che li rende tuttora schiavi del peccato, cioè nell'atteggiamento

interiore di opposizione e di rifiuto a Cristo Figlio di Dio. In ragione

di questa chiusura spirituale, essi sono pronti a uccidere Gesù, a

distruggerlo nella sua realtà filiale e nella sua parola di verità.

Si tratta di due spiriti a confronto: quello del diavolo, che si

manifesta nei giudei, e quello di Cristo, che si rivela Figlio del Padre.

Da questo confronto si delinea la figura del diavolo come "omicida

fin da principio", "privo di verità" e "infedele alla verità"; anzi

"menzognero", dicendo il falso per sua natura, è "padre della

menzogna". Sono delle pennellate precise che svelano pienamente

la controfigura negativa del diavolo quale essere contro la vita,

contro la verità, contro la fedeltà, caratteristiche queste che

appartengono al Figlio nel suo amore verso il Padre. Il diavolo opera

il contrario del Figlio, in quanto questi genera gli uomini alla vita

filiale, mentre quello li genera soltanto alla menzogna. Una

menzogna così radicale che conduce ad accusare Cristo di avere un

demonio: "Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno

di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?". Rispose la

Quaderni A.I.E. 22 22 Maggio 2021

folla: "Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?"(Gv 7, 19-20)13. Si

tratta di un capovolgimento della verità, confondendo il demoniaco

con il divino, espressione massima dello spirito di falsificazione e di

desacralizzazione.

Dopo l'ingresso messianico a Gerusalemme, Gesù annuncia

che "è giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'Uomo" (Gv

12,23), per mezzo dell'annientamento della morte, come il chicco di

grano, che cade per terra e marcisce. In quel momento giunge la voce

del cielo che conferma le parole di Gesù, in quanto assicura che "è

stato glorificato e di nuovo sarà glorificato". Di fronte a questa

autorevole manifestazione divina, si pone il principe di questo

mondo che Gesù smaschera nella sua impotenza e sconfitta, perché

"ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo

sarà gettato fuori" (Gv 12,31). Gesù raggiunge la sua gloria in

pienezza con la vittoria sul diavolo. In questo caso la disfatta del

menzognero sta a testimoniare l'avvenuta glorificazione totale di

Gesù.

Il principe di questo mondo, pur non avendo alcun potere

reale contro Cristo, tuttavia tenta di avventarsi contro di lui, proprio

nel momento supremo della morte (Gv 14,30). Ma di fatto

l'esaltazione di Cristo coincide con il disfacimento di Satana. La

13 Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei

un Samaritano e un indemoniato?»… Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo

che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: «Se uno

osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno» Ancora: Per questo

il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno

me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla

di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». Sorse di nuovo

dissenso tra i Giudei per queste parole. Molti di loro dicevano: «È indemoniato

ed è fuori di sé; perché state ad ascoltarlo?» (Gv 10, 17-20).

Quaderni A.I.E. 22 23 Maggio 2021

massima rivelazione della gloria di Gesù, attuatasi con la

crocifissione, svela l'estrema falsità del principe di questo mondo,

perché sono due poli in totale antitesi. Sulla croce la luce del Figlio

immolato per amore rischiara completamente la profondità della

stoltezza e dell'empietà di Satana.

Nel medesimo contesto dell'ultima ora di Gesù, intesa come

massima espressione di amore, ritorna la presenza del maligno nella

persona di Giuda il traditore. "Prima della festa di pasqua, sapendo

che era giunta l'ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver

amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine" (Gv 13,1).

Nell'intimità del cenacolo, assieme ai discepoli che erano suoi,

perché scelti da lui e a lui affidati dal Padre, Gesù rivela il suo amore

immenso, che riversa anche su Giuda. Dall'altro versante "il diavolo

aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo"

(Gv 13,2). Di nuovo il contrasto di due spiriti del tutto contrari: la

generosità dell'amore di Cristo e il tradimento dell'amore inoculato

da Satana in Giuda.

Gesù compie il gesto servizievole di lavare i piedi ai

discepoli, per mostrare, ancora una volta, che li ama fino alla fine,

fino a diventare loro servo, anche verso colui che lo tradisce,

cercando di purificare il suo cuore14. Poco dopo Gesù fa un altro

gesto di amore, quello di intingere il boccone nel piatto e

consegnarlo a Giuda. È segno di profonda comunione la

condivisione della stessa mensa e dello stesso cibo. Ma di fronte si

trova il rifiuto dell'amore: "E allora dopo quel boccone, Satana entrò

14 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la

Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno

(Gv 13,11.18).

Quaderni A.I.E. 22 24 Maggio 2021

in lui" (Gv 13,27), cioè in Giuda. Ora si manifesta in senso pieno lo

spirito contrario all'amore, lo spirito dell'odio e dell'egoismo, che

conduce nelle tenebre e alla morte.

6. Conclusione

Satana dunque è l'antagonista di Cristo, il suo avversario. In

questo egli si manifesta nella sua negazione della verità, dell'amore,

della figliolanza divina; insieme mostra la sua volontà di diffondere

e causare la medesima negatività tra gli uomini, indirizzandoli verso

il non amore e la non verità; cioè egli è generatore di menzogna, di

egoismo e di morte. Di fronte a lui, Gesù si pone in fermo e chiaro

atteggiamento di opposizione e di condanna, senza lasciarsi in alcun

modo abbindolare o condizionare, per svolgere fino in fondo la sua

missione di salvezza per l'umanità, in docile ossequio alla superiore

volontà paterna. Proprio a causa di questa sua intrepida resistenza

contro le potenze maligne, egli diventa la roccia sulla quale esse si

infrangono e si disintegrano. Precisamente nella morte di Gesù si

compie il giudizio contro Satana15, in quanto Gesù diventa il punto

di attrazione e di illuminazione per tutti gli uomini, strappando al

principe di questo mondo il suo fascino. Se Cristo accetta di essere

messo alla prova da lui, lo fa per testimoniare al mondo il suo amore

e la sua obbedienza al Padre (Gv 14,30-31), perché la sua vittoria sia

manifesta a tutti e il Padre sia glorificato (Gv 17,1)

15 E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al

peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in

me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo

al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato (Gv 16,8-11).

Quaderni A.I.E. 22 25 Maggio 2021

Cristo, rivelatore di Dio all'uomo, ha portato la sua luce di

verità su questo campo che tocca il mistero del male nel mondo; ha

assunto ciò che conteneva elementi veritieri, portandoli però al loro

pieno significato e mondandoli dalle scorie estranee. In questo senso

Gesù è colui che annuncia e testimonia la buona novella, cioè la

verità anche su Satana e i demoni, nel senso che sono stati sconfitti

definitivamente. La luce salvifica di Cristo rivela, fa vedere e

insieme dissipa e dissolve le tenebre di Satana. Il mysterium salutis

et amoris sovrasta e disintegra il mysteriun iniquitatis et

damnationi

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