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Non è lo Stato a dare alla Chiesa il doritto di cittadinanza

Non è lo Stato a dare alla Chiesa il diritto di cittadinanza Stefano Fontana nella "Nuova Bussola" – 24 gennaio 2026 Leone XIV riprende un'espressione di Giovanni Paolo II sui rapporti tra Chiesa e società, da leggere senza la deformazione laicista che subordina tutto al beneplacito statale. Il fondamento è il posto di Dio nel mondo. E non un "dio" qualunque. Nel discorso al Corpo Diplomatico del 9 gennaio scorso, ripreso da molti commentatori e anche da noi data la sua importanza, Papa Leone ha adoperato una espressione non nuova a proposito della relazione della Chiesa con la società e la politica. Ha detto che la Chiesa vanta un "diritto di cittadinanza" nella vita pubblica. Lo ha affermato per via negativa: «il nostro tempo sembra piuttosto incline a negare "diritto di cittadinanza" alla città di Dio», ma non per questo in modo meno chiaro. La frase riprende concettualmente l'esigenza di "un posto per Dio nel mondo" ripetuta...

Corredenzione, una partecipazione voluta da Dio

Corredenzione, una partecipazione voluta da Dio Robert Fastiggi e Mark Miravalle nella "Nuova Bussola" – 23 gennaio 2025 L'unione di Maria con Cristo nell'opera di redenzione è partecipativa, in virtù di quanto predestinato da Dio stesso. Chi critica il titolo di Corredentrice, come mons. Staglianò, dimentica l'insegnamento cattolico sul valore della sofferenza redentrice, ponendosi in una logica protestante. Pubblichiamo di seguito la seconda parte dell'approfondimento di Mark Miravalle e Robert Fastiggi sulla corredenzione mariana (qui la prima parte). *** Ciò che manca sostanzialmente nell'analisi di mons. Antonio Staglianò è il principio fondamentale cattolico e metafisico della partecipazione. Come ha osservato Luisella Scrosati, questo principio di fondamentale importanza, che è al centro della corredenzione mariana, è assente anche nella nota dottrinale del Dicastero per la Dottrina della Fede, Mater populi fidelis. L'unione di Maria con Cristo ...

Maria corredentrice manifesta la sua totale unione al Redentore

MARIA CORREDENTRICE MANIFESTA LA SUA TOTALE UNIONE AL REDENTORE La sofferenza della Madre sul Calvario fu la partecipazione singolare all'opera del Figlio, non un percorso di salvezza parallelo. Per sgomberare il campo da equivoci e riduzionismi la riflessione sulla Corredenzione mariana prosegue con una serie di approfondimenti di Mark Miravalle e Robert Fastiggi, già coautori del documento dell'Associazione Mariana Internazionale, pubblicato l'8 dicembre 2025 in risposta alla Nota Mater populi fidelis. Il 2 gennaio 2026 monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia ed ex vescovo di Noto in Sicilia, ha pubblicato un articolo intitolato Il «no» al titolo di Corredentrice? Perché Maria ci conduce a Cristo. L'articolo è apparso sul quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Avvenire. L'autore sostiene che il titolo di Corredentrice porta a una «distorsione» della Redenzione di Cristo. Purtroppo l'articolo presenta un gr...

Rispondere alla chiamata di Dio, la vera storia dell'Opus Dei

Rispondere alla chiamata di Dio: la vera storia dell'Opus Dei Benedetta Frigerio nella "Nuova Bussola" – 21 gennaio 2026 A La Bussola parla il coautore del primo testo storiografico dedicato all'Opera fondata da san Josemaría Escrivá, frutto della ricerca negli archivi e dell'amore per il carisma. Quasi un secolo di vita e una schiera di uomini e donne impegnati a vivere (e studiare) la fede. «Un messaggio divino e carismatico rimane integro se le persone dell'istituzione che lo preserva lo fanno proprio e lo diffondono con cura», spiega alla Nuova Bussola Quotidiana José Luis González Gullón, sacerdote dell'Opus Dei e docente di Storia presso la Pontificia Università della Santa Croce. Ma siccome questo non è possibile senza la conoscenza della propria storia risulta fondamentale che Gullón, insieme a John F. Coverdale, sempre sacerdote dell'Opera e già professore di storia alla Princeton University, abbia deciso di pubblicare un volume storiografico ...

La comunione sulla mano, da abuso dienne regola

Il modo in cui ci si comunica esprime (o al contrario affievolisce) l'adorazione Stefano Chiappalone nella "Nuova Bussola" – 20 gennaio 2026 Il volume di Scrosati e Bux ripercorre la genesi e la diffusione di una disobbedienza legittimata, ma non per questo priva di effetti collaterali sulla fede eucaristica. Perché il modo in cui ci si comunica esprime (o al contrario affievolisce) l'adorazione. Nell'aprile 2025 mons. Bruno Forte, vescovo di Chieti, balzò agli onori della cronaca (e della Bussola) per aver rimproverato alcuni fedeli "colpevoli" di aver voluto ricevere la Comunione direttamente sulla lingua (norma universale in tutta la Chiesa da ben oltre un millennio) invece che sulle mani (come imposto in numerose diocesi nell'era pandemica e tuttora in quella teatina). Un casus belli peraltro provvidenziale nella misura in cui offre lo spunto per approfondire ulteriormente la questione con l'aiuto di Luisella Scrosati e mons. Nicola Bux, auto...

Supplica a Leone XIV per la salvaguardia di Corredentrice

La supplica a Leone XIV in difesa della Corredentrice Un gruppo di fedeli esprime il proprio sgomento per la nota Mater populi fidelis, redatta dal DDF, che nega a Maria il titolo di Corredentrice. E chiede al Santo Padre di intervenire. Ecco la lettera integrale. LETTERE IN REDAZIONE 27_11_2025 Riceviamo e pubblichiamo la seguente supplica di fedeli cattolici, che si rivolgono a papa Leone XIV. *** Santo Padre, con filiale devozione Le indirizziamo questa nostra supplica, facendoci umile voce dello sgomento e della costernazione in cui versa gran parte del Popolo santo di Dio dopo la pubblicazione, in data 4 novembre 2025, della Nota mariologica Mater Populi Fidelis del Dicastero per la Dottrina della Fede. La nostra coscienza di figli della Chiesa è profondamente turbata nel leggere le affermazioni contenute in tale Nota circa alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria Santissima all'opera della nostra salvezza. Come non essere afflitti nel vedere la nuova posizion...

Lasciarsi amare

Lasciarsi amare di Eremita on "Duc in altum" – 18 gennaio 2026 Siamo davanti a un annuncio, non a una spiegazione. Giovanni non fa un discorso teologico: indica. Vede Gesù che viene verso di lui e dice: "Ecco". La fede nasce così, da qualcuno che ti indica una presenza. "Ecco l'Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo". Non dice: colui che corregge il peccato, che lo giudica, che lo punisce. Dice: che lo toglie. Qui c'è il cuore del Vangelo, il kerygma: Dio non è venuto a chiederti qualcosa, è venuto a caricarsi di ciò che tu non riesci a portare. Giovanni confessa una cosa sconvolgente: "Io non lo conoscevo". Il più grande dei profeti, colui che prepara la strada, non conosce Gesù. Questo è decisivo per noi. Anche noi siamo nella Chiesa, battezzati, magari impegnati, eppure possiamo non conoscere Cristo. La fede non è un'idea, non è una morale, non è una tradizione: è un incontro che accade quando Dio decide di manifesta...