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Solennità dell'Ascensione del Signore

 L'Ascensione ci rivela che in Cristo la nostra umanità è portata all'altezza della sua umanità gloriosa alla destra del Padre nello Spirito Santo; così nella comunione eucaristica in grazia di Dio di ogni domenica dei Quaranta giorni delle apparizioni del Risorto già partecipiamo alla Vita veramente vita dell'anima e della carne, meta di tutti gli uomini Quaranta giorni dopo la Risurrezione- secondo il Libro degli Atti degli Apostoli – Gesù con il suo corpo risuscitato ritornò al Padre nello Spirito Santo, dal quale era stato mandato nel mondo come Persona divina di Figlio in una carne veramente umana, morto, risorto. In molti Paesi questo mistero che ci rivela la meta oltre la morte per cui il nostro corpo non finisce in polvere viene celebrato la domenica seguente il giovedì dei quaranta giorni. L'Ascensione del Signore segna il compiersi della salvezza offerta a tutti gli uomini in Cieli nuovi e Terra nuova con l'Incarnazione. Dopo aver istruito visibilmente p...

COVID 19

COVID 19, PUNIZIONE O AVVERTIMENTO?  E PER QUALE COLPA? 18 Maggio 2020 Pubblicato da Marco Tosatti Carissimi Stilumcuriali, ecco la seconda parte della riflessione dedicata al Coronavirus, e alla liceità o meno di poter interpretare questo genere di fenomeni in una luce metafisica e religiosa, come avvertimenti che vengono dati agli esseri umani nel loro rapporto con la divinità. Buona lettura.  Nello scorso nostro contributo avevamo ricordato un articolo de  La Civiltà cattolica  dello scorso 2 maggio. Al contrario ricordavamo come, dalla stessa Scrittura, emerga chiaramente, invece, la convinzione che Dio possa castigare il suo popolo infedele per purificarlo e correggerlo. La rivista dei gesuiti, dinanzi ai passi biblici chiari nei quali spiccava quest'idea, era costretta a giustificare che ciò sarebbe da ascrivere ad un problema di «comprensione di Dio nella Scrittura», che sarebbe «sempre in divenire», da ascrivere ad «una mentalità religiosa che tende...

In Karol Wojtyla si rivelava la felicità che lo penetrava e di cui Cristo parla nel Discorso della Montagna

Stanislaw Grygiel 21-5-2020 «Conobbi il professor Wojtyła e subito mi cambiò la tesi: "Lavora su Sartre per aiutare i marxisti a capire il loro errore antropologico e noi a prepararci ad affrontare la laicizzazione incalzante". Aveva ragione perché sapeva leggere "storia" della persona umana alla luce dell'atto della creazione, del Principio, del logos. E parlava dicendo "sì, sì - No, no!": sapeva che tutto ciò che è in sovrappiù proviene dal Maligno, dall'Antilogos, dall'Anticristo. Ci insegnava a porre domande sulla verità, rivelandoci la sua felicità. E non si vergognava di nulla perché tutto ciò che era in lui, virtù e difetti, lo orientavano a Dio. Da lui ho imparato che non si scherza impunemente con la verità e con il senso dell'uomo». A 100 anni dalla nascita il ricordo intimo di Giovanni Paolo II da parte del suo allievo Stanislaw Grygiel. E la sua eredità filosofica.  Quando ci volgiamo al 1920, l'anno della nascita di Kar...

Note sulla Comunione eucaristica in questo momento

L'atteggiamento critico de "La Scure di Elia" non significa giudizio ma discernimento accettabile o meno. Fare chiarezza sull'autorità dell'Ordinario locale in comunione con il Papa e molto importante per noi sacerdoti e per i fedeli "La Scure di Elia" 19-05-2020 1. Le disposizioni governative sulla ripresa delle celebrazioni con il popolo sono assolutamente nulle: le autorità civili non hanno alcuna competenza in materia di culto religioso; i rappresentanti della conferenza episcopale non hanno giurisdizione né sui vescovi, né sui sacerdoti, né sui fedeli. Ogni singolo vescovo, purché sia in comunione con il Papa, è sovrano nella sua diocesi per ciò che compete alla sua autorità; in essa non rientra però quanto stabilito dalle rubriche del Messale, che sono legge per tutta la Chiesa e possono essere modificate solo dalla Santa Sede, o di sua iniziativa o in risposta ad eventuali richieste dei vescovi (rescriptive). La Santa Sede, poi, ha facoltà solo su...

Don Massimo: SANTITA' E VIRTU'

Sanctitas vero illis rebus attribuitur, quae in Deum ordinantur  A quelle cose che sono ordinate a Dio viene attribuita la santità                ( I, q. 36, a. 1) Santi manifestano in diversi modi la presenza potente e trasformante del Risorto; hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo "non vivo più io, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20). Seguire il loro esempio, ricorrere alla loro intercessione, entrare in comunione con loro, "ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla Fonte e dal Capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso del Popolo di Dio" (Conc. Ec. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium 50). Alla vita cristiana si possono assegnare due fini: un fine ultimo o assoluto e un fine prossimo o relativo. Il primo è la gloria di Dio, il secondo la nostra santificazione. La santificazione della nostra anima non è il fine ultimo della vita cristiana. Sopra di essa sta la gloria ...