Autorità e verità non sono la stessa cosa

Tommaso Scandroglio, in "La Nuova Bussola" – 20 Gennaio 2022

Il Covid-19 ha posto a tutti il problema di distinguere i fatti dalle mistificazioni. L'autorità delle fonti è uno dei criteri per trovare la verità sulla pandemia. Ma l'autorità (che ha anche un suo carattere trascendente) è un indice di credibilità, non di verità certa. Si tratta di due concetti correlati, ma distinti.

 

 

Il tema è stato spesso discusso: nell'anno 2 d.c. (nel 2 dopo coronavirus) la confusione nella testa delle persone è ancora elevatissima su argomenti quali l'origine e la natura del virus, le varianti, gli strumenti di prevenzione e cura, eccetera. Tutti, chi più chi meno, ci siamo ritrovati rabdomanti della verità, ossia vorremmo capire come stiano realmente le cose, vorremmo distinguere i fatti dalle mistificazioni.

 

Un criterio da usare insieme ad altri per trovare la verità sulla pandemia è sicuramente quello dell'autorità delle fonti. Molti escludono questo criterio e, ad esempio, pongono sullo stesso piano il blog del professore di scienze di un liceo con il sito dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Ma il sito dell'ISS è oggettivamente più autorevole del blog del prof. di scienze. Il primo motivo per il quale l'ISS è oggettivamente più autorevole del blog del prof. di scienze ha carattere trascendente. L'ISS riceve autorità dal fatto che è ente afferente al Ministero della Salute, il quale a sua volta è parte del Governo. E i governi ricevono autorità direttamente da Dio. Poi vi sono altri motivi, di carattere naturale, per cui l'ISS è più autorevole del blog del prof. di religione: la competenza delle persone che ci lavorano, i programmi e gli studi svolti, l'organizzazione interna, i protocolli, le verifiche dei dati svolte da terze parti indipendenti, etc.

 

Ecco perché sul piano scientifico un ricercatore non potrebbe citare il blog di un prof. di scienze, ma i dati dell'ISS sì, anche solo per confutarli. Ovviamente e in riferimento al fatto che l'autorità dell'ISS ha una natura in ultima istanza di carattere trascendente, non stiamo affermando che ciò che pubblica l'ISS sia parola di Dio e quindi infallibile, ma la sua autorità discende, seppur molto indirettamente, da Dio. L'autorità è un indice di affidabilità, di credibilità e quindi di possibile veridicità, ma non di certezza di veridicità. E dunque i dati offerti dall'ISS a priori hanno tutte le carte in regola per essere veri, ma ciò non significa che lo siano sempre a posteriori, ossia dopo una verifica degli stessi da parte di persone competenti, tra cui - nulla lo può escludere - anche lo stesso prof. di scienze di cui sopra. Dunque, autorità e veridicità sono concetti sì distinti, ma anche correlati. L'autorità è un indizio di veridicità, ma non una prova.

 

Se, rifacendoci al criterio di autorità, il paragone tra ISS e blog di un privato vede l'ISS vincere a mani basse, le cose si complicano quando le fonti hanno apparentemente pari rango. Ad esempio due testate giornalistiche. Prendiamo la santissima trinità laica Corriere-Repubblica-Stampa e un giornale non così famoso. L'autorità dei giornali deve essere dedotta in modo differente rispetto a come l'abbiamo desunta per l'ISS. I criteri sono plurimi: l'autorevolezza di chi scrive, la citazione di fonti a loro volta autorevoli, la tipologia di articoli, dossier, approfondimenti, reportage, i dati riportati, etc. Volendo, anche la storia del quotidiano può contribuire ad accrescere o sminuire la sua autorità se comprova la presenza o l'assenza di questi e altri elementi nel tempo. Per questi motivi un giornale quasi sconosciuto può dirsi più autorevole di molti altri giornali che forse, invece, sono più prestigiosi, ossia per fama, per riconoscimenti, per diffusione sopravanzano il negletto tabloid.

 

A tal proposito è bene sottolineare un'altra differenza concettuale: l'autorità di cui stiamo trattando, ossia intesa non in senso giuridico ma nell'ambito scientifico, è poi concetto distinto da quello di prestigio e fama. Vi sono persone ed enti autorevoli, ma non prestigiose e ancor meno famose. L'autorità in ambito scientifico si fonda alla fine sulla competenza; il prestigio sul credito e la stima. A volte chi è competente è stimato, altre volte no. Di converso alcuni ricevono credito e stima immeritatamente perché non competenti.

 

Torniamo a parlare della relazione tra autorità e verità. Qualora sistematicamente un ente autorevole o una persona che ricoprisse ruoli autorevoli pubblicasse dati falsi (errore dunque essenziale e non accidentale), non perderebbe la titolarità dell'autorità, bensì l'autorità stessa, ossia perderebbe di autorevolezza. Pensiamo ad un tiranno: rimarrebbe titolare dell'autorità di governo (finché almeno non ci fosse un processo per spodestarlo o una guerra civile o un conflitto promosso da un'altra nazione), ma sarebbe un'autorità vuota, perderebbe di autorevolezza e scadrebbe nell'autoritarismo. Molti virologi hanno perso la faccia, ossia l'autorevolezza, perché spesso con sicumera e mal celata disinvoltura hanno sparato dati e previsioni certe che poi si sono rivelate false. La perdita di autorevolezza, lo ripetiamo, non comporta di per sé la perdita della titolarità dell'autorità. Ne abbiamo conferma anche teologicamente: Pilato era in errore nel giudicare Gesù, ma Questi non nega il potere di Pilato allorché gli ricorda da dove viene. 

 

Un'ultima breve riflessione sempre sul tema dell'autorità in relazione alla sete di notizie che ha provocato la pandemia. Un tratto della modernità è proprio lo scardinamento del concetto di autorità (vedi la morte di Dio, della figura genitoriale, di quella dei docenti, delle forze dell'ordine, eccetera: "laddove c'è autorità c'è violenza", così il senso comune sentenzia spesso). Tale scardinamento avviene in più modi. Oggi ad esempio l'autorità non viene più distinta dal prestigio, dalla fama, ma spesso coincide. Ad esempio l'autorità può essere acquisita sui social. Fedez ha più autorità di uno scienziato perché l'autorità è valutata in base ai follower. Il prof. Galli ha più autorevolezza di illustri ricercatori perché lui è famoso, questi ultimi no. Senza poi contare che spesso l'autorità non viene riconosciuta ma assegnata: trovo il blog del prof. di scienze più autorevole rispetto al sito dell'ISS semplicemente perché il primo conferma le mie idee sul virus.

 

Dunque, anche il criterio del prestigio può essere superato dal giudizio del singolo, dall'opinione personale, perché, in fondo, i più autorevoli di tutti crediamo di essere noi stessi.

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