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IlPapa licenzia lo Stato maggiore dei movimenti (a cominciare da CL)

Il Papa licenzia lo Stato maggiore dei movimenti (a cominciare da CL). Una decisione saggia che merita un sincero ringraziamento Antonio Socci, in "Libero" – 25 Luglio 2021 Sta passando stranamente sotto silenzio sui media un decreto della Chiesache avrà grosse conseguenze sui movimenti ecclesiali come Comunione e Liberazione, Cammino neocatecumenale, Movimento dei Focolari, Rinnovamento nello Spirito e altri. Ma in questo caso bisogna riconoscere che papa Bergoglio ha preso davvero una decisione saggia e ispirata a vera paternità. Il decreto, firmato l'11 giugno dal card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, con l'approvazione del papa, ricordando che "il governo, all'interno delle aggregazioni di fedeli" deve essere "esercitatocoerentemente con la missione ecclesiale delle medesime… ha ritenuto necessaria la regolamentazione dei mandati delle cariche di governoquanto a durata e a numero, come anche la rappresentatività de...

Intervista al vescovo Schneider su Traditionis custodes

Intervista al vescovo Schneider su Traditionis custodes (Custodi della Tradizione) Diane Montagna, in "Duc in altum" – 25 Luglio 2021 Eccellenza, la nuova lettera apostolica di papa Francesco, emessa motu proprio il 16 luglio 2021, si chiama Traditionis custodes (Custodi della Tradizione). Qual è stata la tua prima impressione sulla scelta di questo titolo? Monsignor Schneider – La mia prima impressione è stata di un pastore che invece di sentire l'odore delle sue pecore le picchia con rabbia con un bastone. Quali sono le sue impressioni generali sul motu proprio e sulla lettera di accompagnamento di papa Francesco ai vescovi del mondo, in cui spiega la sua logica per limitare la Messa tradizionale in latino? Nella sua esortazione apostolica programmatica, Evangelii gaudium, papa Francesco propugna "certi atteggiamenti che favoriscono l'apertura al messaggio: disponibilità, disponibilità al dialogo, pazienza, calore e accoglienza non giudicanti...

Le radici perenni della nostra civiltà europea

Queste e non altre sono le radici della nostra civiltà. Radici giudaico-cristiane o radici greco-cristiane della nostra civiltà? Vogliono toglierci Dante, la metafisica e la coscienza delle nostre radici per "dominarci meglio" Francesco Lamendola, in "Accademia Adriatica di Filosofia" 24 Luglio 2021     Da molti decenni un sentimento si è diffuso, ed è stato pilotato ad arte colà dove si puote ciò che si vuole, e cioè l'auto-disprezzo collettivo di noi tutti, figli dell'Europa; il fastidio e il disgustato per le nostre radici, per la nostra storia, per ciò che siamo stati e per ciò che ha costituito la fede e la gloria delle generazioni che ci hanno preceduti, fino all'incirca a quella dei nostri nonni. E laddove l'auto-disprezzo ha saturato, per  così dire, le possibilità di propaganda ideologica del potere occulto che si serve di tutti i luoghi e le istituzioni nei quali si forma il nostro immaginario e la ...

Domenica XVII

"Ne distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano" Narrando il "segno" dei pani, l'Evangelista sottolinea che Cristo, prima di distribuirli, li benedisse con una preghiera di ringraziamento (v.11). Il verbo è eucharistein, e rimanda direttamente al racconto dell'Ultima Cena, nel quale, in effetti, Giovanni non riferisce l'Istituzione dell'Eucarestia, bensì la lavanda dei piedi. L'Eucarestia è qui, nella moltiplicazione, come anticipata nel grande segno del pane della vita. Come non ricordare che specialmente noi sacerdoti possiamo rispecchiarci in questo testo giovanneo, immedesimandoci negli Apostoli, là dove dicono: Dove potremo trovare il pane per tutta questa gente? E leggendo di quell'anonimo ragazzo, di quel fedele che ha cinque pani d'orzo e due pesci, anche a noi viene spontaneo dire: Ma che cos'è questa per una tale moltitudine? In altre parole: che cosa sono io sacerdote? Come posso, con i miei limiti, aiutare G...