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Il Concilio restituito alla Chiesa

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Clicca per acquisti e info Stefano Fontana Il Concilio restituito alla Chiesa Dieci domande sul Vaticano II Prefazione di S.E. Gianpaolo  Crepaldi Arcivescovo – vescovo di Trieste Siamo a poche settimane dalla conclusione dell’ Anno della fede  e dalla celebrazione del 50° dell’inizio del  Vaticano II. Per  La Nuova  Evangelizzazione   e per l’unità della Chiesa che la rende feconda il  Vaticano II  è di fondamentale importanza. Questo libro di Stefano Fontana fornisce un quadro completo e veramente utile alla Chiesa, al ministero di Papa Francesco, sempre deciso nella strada aperta dal Concilio, interessato a continuare lo spirito di rinnovamento e riforma nella continuità dinamica e creativa

È un prete aperto secondo Papa Francesco

“Vi scrivo questa lettera animato dal desiderio di esortarvi, come pastore e come fratello, a spalancare le porte al Signore: la porta del cuore, della mente, delle nostre chiese, tutte quelle della nostra vita . È un gesto cristiano, nonché un compito sacerdotale” (Papa Francesco ) “Il Vangelo ci racconta che Gesù ha compiuto spesso questo gesto . All’inizio della sua missione, a Nazareth, presentandosi in sinagoga aprì il rotolo del profeta Isaia ( Lc  4,17); e in un modo simile si conclude il libro dell’Apocalisse: come l’agnello immolato, come il leone della tribù di Giuda, egli è l’unico “degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli” ( Ap  5,2). Gesù risorto è colui che “aprì…la mente” dei discepoli di  Emmaus “per comprendere le Scritture” ( Lc  24,45), e di cui loro dicono: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le

Dignità trascendente dei figli di Dio‏

Questi i contenuti  della fede teologico  –apostolica, ben di più della moderna fede religiosa teorizzata da  Kant  nei puri limiti della ragione umana. L’azione di Dio,  inaugurata con la creazione al cui vertice si trova l’uomo plasmato a sua immagine e somiglianza – con cui stabilisce un rapporto di amore e che ha raggiunto il suo punto più alto con l’incarnazione del Figlio -, deve culminare in una piena realizzazione di questa unione a livello universale. L’intero creato deve essere partecipe della comunione definitiva di Dio, iniziata con Cristo risorto. Ci dirigiamo dunque verso una fine che è conclusione positiva dell’opera amorosa di Dio, la quale non è il risultato diretto dell’azione umana, bensì un’azione salvifica del Signore, il compimento dell’opera d’arte che Lui stesso ha cominciato e alla quale ha voluto che noi contribuissimo. Il senso ultimo della nostra esistenza si risolve quindi nell’ incontro personale e comunitario con il Dio – Amore, ...

È l'amore che apre gli occhi

Dobbiamo lanciare messaggi positivi: vivere noi per primi in pienezza e farci testimoni e costruttori di un nuovo modo di essere uomini e donne. Ma questo non succederà se perseveriamo nello scetticismo: bisogna convincersi che  le cose non solo  “si possono” cambiare ma che  la rivoluzione di cui ci facciamo portatori è una imprescindibile necessità “Professare un credo e sostenere una determinata concezione dell’essere umano può sembrare un atteggiamento non particolarmente allettante in quest’epoca di relativismo e crollo delle certezze: quanto meno sicurezze abbiamo, tanto più corriamo il rischio di lasciarci convincere che l’unico appiglio solido e sicuro sia ciò che ci propongono

Martini e Bergoglio: così vicini, così lontani

Il servizio di  www.chiesa   “Martini papa.  Il sogno divenuto realtà”  ha suscitato reazioni di vario segno . Il professor Alessandro Martinelli, discepolo del filosofo Gustavo  Bontadini  e specialista in metafisica, ha inviato a  magister.blog    il seguente articolo che pubblichiamo. “ Bergoglio  e Martini molto simili ? Senza dubbio, ma anche molto diversi. Si pensi a quanto divergano su questioni delicatissime e caldissime anche per  la Chiesa , come il riconoscimento legale delle unioni omosessuali e la depenalizzazione dell’aborto procurato. Mentre in Argentina divampava lo scontro sul disegno di legge che avrebbe legalizzato i cosi detti “matrimoni”

La Chiesa è apostolica e la nostar fede non è semplicemente religiosa ma teologica cioè apostolica

La fede cattolica non è semplicemente una fede religiosa, come da  Kant  in poi la cultura moderna ha voluto imporre, ma una fede teologica, apostolica perché la risurrezione di Cristo  è un fatto avvenuto nella storia, di cui gli apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Essa non è    un semplice ritorno alla nostra vita terrena; è invece la più grande “mutazione” mai accaduta, il “salto” decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l’intero universo: per questo la risurrezione di Cristo è il centro della predicazione e della testimonianza apostolica, dall’inizio e fino alla fine dei tempi. “Quando recitiamo il Credo diciamo “Credo  la Chiesa  una ,  santa, cattolica e  apostolica”.  Non so se avete mai riflettuto sul significato che ha l’espressione “ la Chiesa ...

A poche settimane dal termine dell'Anno della fede‏

“Il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito ed insegnato in forma più efficace…E’ necessario che questa dottrina certa ed immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo” (Papa Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962 ) Siamo nelle ultime settimane dell’ Anno della fede  ed è importante rifarci all’ Omelia  di Papa Benedetto XVI dell’11 ottobre 2012 che ha voluto far rivivere, a    50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II,la processione iniziale, i sette Messaggi finali e il frutto più significativo cioè il  Catechismo della Chiesa Cattolica e la Dottrina sociale rinnovata.  E questo per “ entrare più profondamente nel movimento spirituale che ha caratterizzato il Vaticano II, per farlo nostro e