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La memoria degli otto anni di ministero petrino di Benedetto XVI‏

Rendo grazie a    Dio per le “ notizie”  che in questi quasi otto anni del ministero  petrino  ho potuto ricevere circa le fede nel Signore Gesù Cristo, e della carità che circola  realmente  nel Corpo della Chiesa e lo fa vivere nell’amore, e della speranza che ci apre e ci orienta verso la  vita in pienezza ,  verso la patria del cielo   “Come l’apostolo Paolo nel testo biblico che abbiamo ascoltato, anch’io sento nel mio cuore di dover soprattutto ringraziare  Dio che guida e fa crescere la Chiesa, che semina la sua Parola e così alimenta la fede nel suo Popolo .  In questo momento il mio animo si allarga ed abbraccia tutta la Chiesa sparsa nel mondo;  e rendo grazie a Dio per le “ notizie”  che in questi anni del ministero  petrino  ho potuto

Il saluto di Benedetto XVI‏

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“Cari fratelli e sorelle, questa Parola di Dio (della Trasfigurazione) la sento in modo particolare rivolta a me, in questo momento della mia vita . Grazie! Il Signore mi chiama a “salire sul monte”, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui ho cercato di farlo fino ad ora, ma in modo più adatto alla mia età e alle mie forze. Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria: lei ci aiuti a seguire sempre il Signore Gesù, nella preghiera e nella carità operosa” (Benedetto XVI,  Angelus,  24 febbraio 2013).   Il Primato del successore di Pietro sul Corpo episcopale e su tutti i fedeli è un dono del Signore alla sua Chiesa e non è minimamente toccato dalla rinuncia di Benedetto XVI.  Il Sommo Pontefice, che non può essere deposto da nessuno, nemmeno da un Concilio, ha il...

Primato di Pietro e Corpo episcopale‏

Accanto al ministero  petrino , al primato di Pietro, dono del Signore alla Chiesa, il Concilio Vaticano II ha cercato di completare l’ecclesiologia del Vaticano I in modo teologico e conseguentemente strutturale circa la funzione dei Vescovi, del Corpo episcopale che succede al Corpo degli  Apostoli   “Noi siamo andati al Concilio non solo con gioia, ma con entusiasmo . C’era un’aspettativa incredibile. Speravamo che tutto si rinnovasse, che venisse veramente una nuova Pentecoste, una nuova era della Chiesa, perché la Chiesa era ancora abbastanza robusta in quel tempo, la prassi domenicale ancora buona, le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa erano già un po’  ridotte, ma  ancora sufficienti. Tuttavia, si sentiva che la Chiesa non andava anti, si riduceva, che sembrava piuttosto una realtà del passato e non la portatrice del futuro. E in quel momento, speravamo che questa relazione si

Libertà religiosa, Nostra aetate e Gaudium et spes‏

Unicità della Rivelazione di Dio, unicità di Dio incarnato in Cristo, e la molteplicità delle religioni, con le quali cerchiamo la pace e anche il cuore aperto per la luce dello Spirito Santo, che illumina e guida all’incontro con Cristo nella  Chiesa “La seconda parte del Concilio è molto più ampia . Appariva, con grande urgenza, il tema : mondo di oggi, epoca moderna, e Chiesa; e con esso i temi della responsabilità per la costruzione di questo mondo, della società, responsabilità per il futuro di questo mondo e speranza escatologica, responsabilità etica del cristiano, dove trova le sue guide; e poi libertà religiosa, progresso, e relazione con le altre religioni. In questo momento, sono entrate in discussione realmente tutte le parti del Concilio, non solo l’America, Gli Stati Uniti, con un forte interesse per la libertà religiosa. Nel terzo periodo questi hanno

La Scrittura nel soggetto vivo della Chiesa, della Tradizione‏

La Scrittura  è Scrittura attraverso la quale Lui anche oggi ci parla soltanto perché c’è in continuità o Tradizione la Chiesa viva, il suo soggetto vivo; senza il soggetto vivo di Gesù Cristo nella Chiesa, la Scrittura è solo un libro e apre, si apre a diverse interpretazioni e non dà un’ultima  chiarezza “Ancora più conflittuale (del tema della Chiesa) era il problema della Rivelazione . Qui si trattava della relazione tra Scrittura e Tradizione, e qui erano interessati soprattutto gli esegeti per una maggiore libertà; essi si sentivano un po’ –diciamo – in una situazione di inferiorità nei confronti dei protestanti, che facevano le grandi scoperte, mentre i cattolici si sentivano un po’ “handicappati” dalla necessità di sottomettersi al magistero. Qui, quindi era in gioco una lotta anche molto concreta:  quale libertà hanno gli esegeti? Come si legge la Scrittura? Che cosa vuol dire Tradizione? Era una battaglia

La Chiesa

Il vero “noi” dei credenti, insieme con l’”Io” di Cristo, è la Chiesa; ognuno di noi, non “un noi”, un gruppo che si dichiara Chiesa. No: questo “noi siamo Chiesa” esige proprio il mio inserimento nel  grande “noi” dei credenti di tutti i tempi e  luoghi   “Secondo tema (del Concilio dopo la Liturgia): la  Chiesa .  Sappiamo che il Concilio Vaticano I era stato interrotto a  causa della guerra tedesco  – francese e così è rimasto con una unilateralità, con un frammento perché la dottrina sul primato – che è stata definita, grazie a Dio, in quel momento storico per la Chiesa, ed è stato molto necessario per il tempo seguente – era soltanto un elemento in un’ecclesiologia più vasta, prevista, preparata. Così era rimasto il frammento. E si poteva dire: se il frammento rimane così come è, tendiamo ad una  unilateralità: la Chiesa sarebbe solo il primato. Quindi già dall’inizio c’era  un  intenzione di completare l’ecclesiologia del ...

Agli inizi del Concilio la liturgia, Dio, l'adorazione‏

Il Concilio ha parlato su Dio! Ed è stato il primo atto e quello sostanziale parlare su Dio e aprire tutta la gente, tutto il popolo santo all’adorazione su Dio, nella comune celebrazione pasquale e domenicale della liturgia del Corpo e Sangue di Cristo che lo genera in  continuità   “Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e della profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote mentre la gente pregava con propri libri di preghiera,  i quali  erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due