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Fede e Tradizione

“Credere” in un tempo nel quale al posto del pensiero della ‘tradizione’ o continuità ecclesiale come veicolo della verità di fede che è il sacramento della persona viva di Gesù Cristo, è subentrata l’idea del  ‘ progresso’ o discontinuità del cominciare tutto di nuovo “Al profondo fossato esistente fra ‘visibile’ e ‘invisibile’ viene ad aggiungersi per noi, come aggravante, quello esistente fra ‘ ieri’ e ‘oggi’ . Il paradosso di fondo, già insito sostanzialmente nella fede, viene ulteriormente acuito dal fatto che la fede ci si presenta nelle vesti di un tempo, anzi sembra addirittura incarnare il passato, la forma di vita e di esistenza tipica di un’età remota. Tutti gli ammodernamenti, si chiamino ‘ demitizzazioni’ accademico  – intellettuali o ‘aggiornamenti’ pragmatico – ecclesiali, non cambiano affatto questo stato di cose; viceversa, fatti in tal senso accrescono il sospetto

Il cristianesimo moderno ha ristretto l’orizzonte della sua speranza

Il cristianesimo moderno ha ristretto l’orizzonte della sua  speranza “Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell’età moderna a lui ispirata, nel ritenere che l’uomo sarebbe redento mediante la scienza, sbagliavano . Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all’umanizzazione del mondo e dell’umanità. Essa può anche distruggere l’uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa. D’altra parte, dobbiamo anche constatare che  il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della scienza nella progressiva strutturazione del mondo, si era in gran parte concentrato soltanto sull’individuo e sulla sua salvezza.  Con ciò ha ristretto l’orizzonte della sua speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la grandezza del suo compito – anche se resta grande ciò che ha continuato a fare nella formazione dell’uomo e nella cura dei deboli ...

Fondamento etico delle scelte politiche

La tradizione cattolica sostiene che le norme obiettive che governano il retto agire anche nella politica sono accessibili alla ragione, prescindendo dal contenuto della rivelazione pur in dialogo tra fede e  ragione “La tradizione cattolica sostiene che le norme obiettive che governano il retto agire sono accessibili alla ragione, prescindendo dal contenuto della rivelazione . Secondo questa comprensione,  il ruolo della religione nel dibattito politico non è tanto quello di fornire tali norme, come se esse non potessero essere conosciute dai non credenti – ancora meno è quello di proporre soluzioni politiche concrete, cosa che è del tutto al di fuori della competenza della religione – bensì piuttosto di aiutare nel purificare e gettare luce  sulla  applicazione della ragione nella scoperta dei principi morali oggettivi. Questo ruolo “correttivo” della religione nei confronti della ragione, tuttavia, non è sempre bene

Guardare alla presenza dii Cristo nell'anno della fede‏

Guardare alla presenza di Cristo nell’anno della  fede 4.  La fede “soprannaturale” e le sue ragioni Preparata dalla fede naturale come accade la fede soprannaturale? La Parola  di Dio arriva a noi mediante uomini che l’hanno udita e attinta non come parola di uomini ma Dio che oltre parlarci con la creazione ci fa giungere storicamente la sua parola; e questo mediante uomini per i quali  Dio è diventato un’esperienza concreta e che, per così dire, lo conoscono di prima mano.  Per comprendere questo dobbiamo riflettere sulla struttura del conoscere e del credere colta nella fede naturale. Di ogni fede fa parte da un lato l’aspetto del sapere non autosufficiente, ma dall’altro anche l’elemento della fiducia reciproca, mediante cui il sapere dell’altro diventa mio sapere. L’elemento della fiducia comporta dunque in sé il fattore della partecipazione:  con la mia fiducia io

Guardare a Cristo nell'anno della fede 3‏

Guardare a Cristo nell’anno della fede 3. Sapere naturale a riguardo di Dio E’ possibile, c’è un “ sapere”  naturale riguardo a Dio? Se sì, quale “ genere di certezza possiamo aspettarci”?   L’apostolo Paolo nella sua Lettera ai Romani si confrontò esattamente con questa problematica. Egli vi risponde con una riflessione filosofica, che si appoggia sulle vicende della storia delle religioni. Nella megalopoli di Roma, la Babilonia di quell’epoca, egli si incontra con quel tipo di decadenza morale che si fonda sulla totale perdita della tradizione, sulla recezione di quell’intima evidenza che una volta giungeva all’uomo dalle usanze e dai costumi. Non si capisce più niente da sé, cinicamente tutto è possibile, ammesso, niente è impossibile. Nessun valore resiste più, nessuna norma    è valida e

Guardare a Cristo nell'anno della fede

Guardare a Cristo nell’anno della fede 2. L’agnosticismo è una via d’uscita? La struttura “ assiologica ” della fede naturale apre verso la fede religiosa. Immediatamente c’è  una obiezione grave e importante. Può essere vero che nella vita sociale dell’uomo sia impossibile che ognuno possa “sapere” tutto l’utile e necessario alla vita e che il nostro agire si fondi quindi sulla “fede” nel “sapere” di altri. Ma con questo noi rimaniamo nel campo del sapere umano che in linea di principio tutti possono acquisire. Invece, con  la fede nella Rivelazione, noi superiamo i confini del sapere propriamente umano. Anche se l’apertura originaria al Donatore divino di ogni essere dono che viene all’esistenza cioè l’esistenza dell’Essere tutto in atto fondamento di tutto ciò che viene all’esistenza,

Guardare a Cristo

Guardare a Cristo Quando il Segretario di Stato, card.  Bertone , ha annunciato che il Santo Padre sta per offrire un’Enciclica sulla fede, sono subito riandato ai miei appunti, agli Esercizi spirituali predicati dar card. Ratzinger e pubblicati due anni dopo da  Jaca  Book con il titolo  Guardare a Cristo Esercizi di Fede, Speranza, Carità. “Quando nell’estate del 1986 Monsignor Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, mi invitò a tenere gli esercizi per i sacerdoti del suo movimento a  Collevalenza , era appena giunto sul mio tavolo il volume con cui Josef  Pieper  aveva raccolto e nuovamente pubblicato i suoi trattati su “ Amare, sperare, credere”,  originariamente pubblicati nel 1935, 1962 e 1971 . Questa circostanza mi indusse ad affrontare nei giorni degli esercizi spirituali le tre “virtù