S. Teresa Benedetta della Croce, vergine e martire, Patrona d'Europa con Santa Caterina e Santa Brigida di Svevia

 

È un'immagine felice per celebrare la festa della vergine e martire Santa Teresa Benedetta della Croce, un'immagine con cui Gesù nel Vangelo ci ha insegnato una verità che ci mette in discussione; infatti, di quelle dieci ragazze: cinque entrano nella festa, perché all'arrivo dello sposo, hanno l'olio per accendere le loro lampade; mentre le altre cinque rimangono fuori, perché stolte, non hanno portato l'olio. Ma Teresa è definita da Papa Francesco "Martire, donna di coerenza, donna, pur da giovane professandosi atea ma che cerca la verità dell'Essere, Dio con onestà, con amore e donna martire del suo popolo ebraico e cristiano" e che non smette ancora oggi di illuminare l'Europa dall'Atlantico agli Urali anche con l'ecumenismo Cattolici e Ortodossi.

All'Università cattolica con la Vanni Rovighi l'ho vista pensatrice e non va dimenticata tutta la sua attività di ricerca filosofica. Lei aveva una capacità teoretica e di intuire subito gli elementi fondamentali di fronte a una situazione problematica e straordinaria. La sua era una grande intelligenza nel senso della comprensione. La sua riflessione si è centrata fondamentalmente sull'essere umano ma poi dall'essere umano nella sua singolarità è passata agli altri. La Stein, insegnando nella scuola superiore per molti anni, affermava che le sue studentesse avevano grandi capacità metafisiche, di cogliere proprio l'essenza dei fenomeni fondamentali de rapporto tra l'essere umano e Dio, l'essere umano e il mondo.

Nell'agosto del 1960, dopo un mese dall'ordinazione, feci il mese ignaziano con Flich Alzeghi a Galloro Ariccia e mi venne tra le mani la sua opera "Scientia crucis". Nata nella Slesia tedesca nel 1881 da una famiglia ebrea, divenne filosofa atea e poi si convertì folgorata al cattolicesimo, senza mai rinnegare le sue origini ebraiche, perché folgorata nel suo essere "luce nella notte buia" dalla vita di Santa Teresa d'Avila. Diventa suora carmelitana con il nome di Teresa Benedetta della Croce e negli anni di persecuzione nazista viene trasferita in Olanda. Ma proprio qui, nel Carmelo di Echt, mette per iscritto "Scientia CRUCIS" il desiderio di "offrirsi in sacrificio di espiazione per la vera pace e la sconfitta del regno dell'anticristo". Due anni dopo l'invasione nazista dei Paesi Bassi avvenuta nel 1940, viene prelevata insieme ad altri 244 ebrei cattolici, come atto di rappresaglia contro l'episcopato olandese che si era opposto pubblicamente alle persecuzioni e portata ad Auschwitz. Nel campo di sterminio troverà la morte insieme alla sorella Rosa, anche lei convertitasi al cattolicesimo.

San Giovanni Paolo II la canonizzò l'11 ottobre 1998 mettendone in luce "il cammino alla scuola della Croce" mostrando come l'amore renda fecondo anche il dolore. L'anno successivo la eleva a compatrona d'Europa insieme a Santa Caterina da Siena e Santa Brigida di Svezia. Papa Francesco ha messo in luce le scelte coraggiose, sia nella conversione a Cristo ma anche il dono della sua vita contro ogni forma id intolleranza e perversione ideologica. È piaciuto a papa Francesco il modo in cui ha affrontato la sua conversione religiosa rispetto alla famiglia che, naturalmente, non poteva accettare questo passaggio ad una visione diversa da quella dell'ebraismo mai smentito, da lei, come preparazione a Cristo. E ancora nel momento della persecuzione, effettivamente è un esempio straordinario di centralità su sé stessi, di serenità interiore che è data dalla consapevolezza della fede per affrontare qualsiasi situazione negativa. In "Scientia Crucis" parla della forza spirituale che può contrastare tutte le situazioni negative della vita. Pur giudicando terribile la persecuzione non giudicare Hitler perché la coscienza la vede solo Dio e Gesù ci ha dato il comando di non giudicare nessuna persona. Gesù ci ha mostrato la forza morale verso i suoi carnefici in occasione della sua passione e morte, così la Stein lo ha imitato veramente e ritengo con papa Francesco che questo sia stato anche un elemento importante per la determinazione della sua santità.

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