Un confronto di fede tra la situazione attuale di fede con l'esperienza del mese di ottobre del 1974 al Sinodo sull'Evangelizzazione nel mondo contemporaneo

Mi trovo alla Casa del Clero di Negrar con la positività della solitudine in camera e in chiesa anche per la pandemia. Pur consapevole dei limiti soggettivi della vecchiaia sento utile confrontare l'attuale situazione ecclesiale, come emerge mediaticamente, con l'esperienza fatta nel mese di ottobre del 1974 a servizio del membro, il mio vescovo mons. Giuseppe Carraro, del Sinodo sull'Evangelizzazione nel mondo contemporaneo


Monsignor Giuseppe Carraro era stato nominato personalmente da Paolo VI per la posizione che aveva assunto circa l'Humanae vitae: fedeltà all'atto sessuale aperto alla fecondità, prima parte dell'Enciclica, comprensione per la tensione delle coppie che si mettono in cammino, parte conclusiva del magistero del Papa.

Il clima tra i vescovi non era facile. Il cardinale Suenens con alcuni vescovi della parte renana non erano d'accordo e puntavano ad una esortazione non post-sinodale ma sinodale di apertura alla soggettività partendo dall'uomo come nei primi capitoli della Gaudium et spes. Paolo scelse Wojtyla come relatore iniziale e conclusivo mettendo al centro non la prospettiva di un nuovo umanesimo da creare ma l'umanesimo cristiano esistente da sviluppare e il teologo gesuita Padre Grasso per un servizio tra chi accentuava il sapere perenne di quello che Dio ha detto di se stesso e dell'uomo in Gesù Cristo, maturato nella Chiesa, anche per l'evangelizzazione del mondo contemporaneo e chi invece punta al presente tormentandosi del passato e con il timore per il futuro per il modo non metafisico di annunciare la fede e la morale nell'attuale situazione culturale antimetafisica, relativizzata.

Non posso dimenticare la notte del 28 ottobre del 1974. Sono rimasti al lavoro fino alle 5 del mattino con Padre Grasso per giungere, dopo quattro intense settimane, alla conclusione di dare tutto il materiale a Paolo VI per una esortazione post-sinodale. Il papa, che dopo l'Humanae vitae non ha pubblicato nessuna enciclica e durante il Sinodo non era mai intervenuto, si è sentito a disagio e ha chiesto a Mons. Carraro chi avrebbe potuto aiutarlo per una esortazione post-sinodale. Mons. Carraro entusiasta di Wojtyla per l'affermazione che esiste una cultura cristiana perenne con cui affrontare anche l'evangelizzazione nella modernità, lo indicò. Paolo VI lo chiamò subito e gli chiese il contributo entro tre mesi con l'intenzione di pubblicare l'Esortazione post-sinodale nel 1975 a dieci anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II. Wojtyla confidò a Mons. Carraro le difficoltà di poter tornare dalla Polonia: "se avessi la possibilità di rimanere a Roma una settimana gliela butterei giù". Carraro trovò subito la possibilità e una suora che conosceva bene il polacco e l'italiano e venne l'Evangelii nuntiandi pubblicata l'8 dicembre del 1975, "il documento post-sinodale più significativo" come l'ha definito Papa Francesco. Paolo VI ha chiesto nel 1976 a Vojtyla di dettare gli esercizi: segno di contraddizione. Oggi sono tutti e due santi.

Nel 1976 Carraro mi chiese l'impegno di avviare a Verona il Centro Diocesano Giuseppe Toniolo con l'indirizzo: "Esiste una cultura cristiana…". Non mi fu facile di fronte a chi proponeva una "cultura operaia" e soprattutto la spinta massonica per una cultura senza aggettivi per un Nuovo Umanesimo evitando il divisivo di cultura cristiana. Ma ebbi la grazia dell'aiuto di amicizie come il Cardinale Caffarra, Mons. Antonio Livi, coinvolto anche per le encicliche Fides et ratio e Veritatis splendor.

La memoria di questa esperienza in questi giorni mi ha fatto trovare elementi nell'intervista di don Enrico Bernasconi al Direttore di Rivelazione Samuel Colombo del 5-7-2020. Dico subito che pur d'accordo con tanti contributi non condivido "Il vero Papa è Benedetto XVI, non Bergoglio!" E poi: "Io celebro messa in unione con il vero vicario di Cristo". Anche se Papa Francesco, diversamente dall'estraneità di Paolo VI, è sempre il Papa pur vicino alla linea progressista. "Gesù stesso infatti ha dato a Pietro il mandato di confermare i fratelli nella fede quando ha detto: "Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli" (Lc 22,31-32)

Quando cito tra virgolette riporto liberamente, da tutta la sua intervista, don Enrico Bernasconi, sacerdote da tre anni, una vocazione adulta, sacerdote diocesano incardinato nella diocesi di San Severo (Fg), viceparroco.

"Il vescovo R.H. Gracida ha affermato pubblicamente che il card. Bergoglio è il papa di una chiesa che però non è la Chiesa cattolica. Anche altri esponenti autorevoli del clero hanno usato espressioni simili, per esempio mons. Lenga. Possiamo dire, però, più in generale, che ormai lo spirito cattolico si sta perdendo. Un segno evidente è proprio il 'misericordismo' ovvero l'atteggiamento di una chiesa che annunciala misericordia di Dio ma senza la conversione dal peccato, senza chiamare i peccati con il loro nome. Ecco perché Sant'Alfonso De' Liguori afferma: "Ne manda all'inferno più la misericordia di Dio che la sua giustizia" ovvero molte persone vanno all'inferno per una consapevole e falsa concezione che hanno in vita della misericordia di Dio e presumono così di salvarsi senza un vero pentimento dei propri peccati e senza merito. Altre caratteristiche di questa neo-chiesa post-conciliare in rottura con quella pre-conciliare sono descritte bene, per esempio, dalla Beata C. Emmerich, la quale vedeva profeticamente, per i nostri giorni, il formarsi di una chiesa grande, strana e stravagante, nella quale tutti dovevano essere ammessi per essere uniti e avere uguali diritti…". In pratica la Beata C. Emmerih vedeva una chiesa fondata sui diritti umani e non sulla volontà di Dio, su quanto quello Dio ha detto di sé stesso in Gesù Cristo e sulla sua legge. E ancora mons. F. Sheen profetizzò per i nostri giorni il formarsi di una chiesa mondana, ecumenica e globale (ovvero) una federazione di chiese". Ciò che caratterizza la neo chiesa è la rottura con la Tradizione, che viene prima della Scrittura, e la creazione di nuove dottrine. Non a caso anche mons. C.M. Viganò parla di una neo-chiesa non più cattolica. Egli ha affermato di recente ad un media portoghese che. "Lo scopo di questa neo-chiesa non è quello di portare il popolo eletto a riconoscer il messia, come per la Sinagoga; non è quello di convertire e salvare tutte le genti prima della seconda venuta di Cristo, come per la Chiesa Cattolica, ma è quello di costituirsi come braccio spirituale del Nuovo Ordine Mondiale e fautrice della Religione Universale. In questo senso la rivoluzione conciliare ha dovuto prima demolire l'eredità della Chiesa, la sua millenaria Tradizione, dalla quale traeva la propria vitalità e autorità come Corpo Mistico di Cristo, poi liberarsi dagli esponenti della vecchia Gerarchia, e solo recentemente ha iniziato a proporsi senza infingimenti per quello che intende essere". Da queste parole di mons. C.M. Viganò capiamo meglio che si sta realizzando in pieno quanto il Catechismo della chiesa cattolica descrive come segno degli ultimi tempi (cf. nn. 675-677), ovvero "l'apostasia dalla verità". Certamente il silenzio dei pastori fedeli è determinante per la costruzione di questa neo chiesa non più cattolica".

"Nella fede cattolica sappiamo che la volontà di Dio come si è espressa in Gesù Cristo è che tutte le genti riconoscano in Gesù Cristo il solo Salvatore, il Messia, il Figlio del Dio vivente tra noi. La Scrittura lo afferma chiaramente quando dice per esempio: "Tutti i popoli che hai creato (visione metafisica della realtà) verranno e si prostreranno davanti a te, Signore, per dare gloria al tuo nome " (Sal 86,9). E ancora: "Sì, tu solo sei Santo e tutti i popoli verranno e si prostreranno dinnanzi a te, perché i tuoi giudizi sono divenuti manifesti" (Ap 15,5). Nella fede sappiamo che questo avverrà; quando e come non lo sappiamo (come anche quello che per Dio passa attraverso il libero arbitrio con cui ci è data la possibilità di amare e il rischio di rifiutare). Sappiamo però che è necessario lo slancio missionario e l'annuncio del kerigma (per suscitare la fides qua o atteggiamento e quindi rendere comprensibile la fides quae o contenuti) perché il progetto di Dio si realizzi pienamente. Gesù Cristo stesso infatti ha conferito un mandato ai suoi Apostoli e successori dicendo: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà (nel farsi presente del Crocefisso risorto) e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato" (Mc 16,15-16). Inoltre sappiamo, per fede, che solo Gesù risorto, il Cristo presente è la nostra pace (cf. Ef 2,14). E ancora, Gesù ci ha chiesto, ci ha detto e Risorto, presente ci chiede, ci dice chiaramente quali sono le conseguenze della non consapevole accoglienza della sua parola e della presenza sacramentale della sua persona, quando egli pianse su Gerusalemme poco prima di andare incontro alla sua passione. Come allora, ancora oggi davanti ad ogni persona, distinta dalla comunità di appartenenza, il Signore dice: "Oh, se tu pure conoscessi, almeno in questo giorno, quello che giova per la tua pace! Ma ora colpevolmente lo tieni nascosto ai tuoi occhi. Verranno sopra di te dei giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte! Distruggeranno te e i tuoi figli in mezzo a te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai voluto conoscere il tempo in cui sei stata visitata" (Lc 9,41-44). Ecco perché senza Gesù Cristo non ci potrà essere un regno di salute (anche di fronte al corona-virus) e di pace sulla terra, quella salute e quella pace che solo Dio può donare (se glielo permettiamo con la preghiera) ed è frutto dello Spirito Santo. Il tentativo della massoneria, oggi manifesto assolutizzando, pur necessarie, tutte le iniziative umane scientifiche e tecniche, è quello di instaurare politicamente un Nuovo Umanesimo senza Cristo, una nuova religione senza la croce togliendo dappertutto il crocefisso ovvero la Religione Umanitaria da realizzare, dove al centro c'è l'Uomo e non Cristo, vero uomo vero Dio, colui che solamente "svela pienamente l'uomo all'uomo" (GS 22). Colui che è il solo ed unico Redentore. La massoneria pretende invece di realizzare un mondo di pace, di fratellanza e di benessere materiale, di sviluppo integrale dell'uomo senza più porsi il problema della morte di ogni persona: tutto questo, però, senza Gesù Cristo, il re della pace e il Dio con noi con la speranza oltre la morte. La massoneria persegue un regno solo in terra costruito dalle mani dell'uomo, ciò che il Catechismo definisce uno pseudo messianismo intramondano (cf. ccc. 675-677). Questo progetto, è destinato a fallire, perché Gesù ci ha detto e Risorto ci dice: "senza di me non potete far nulla" (Gv 1559). Con la sola scienza e la sola tecnica finirete in polvere e anche temporalmente vi distruggeranno le pesti. Tenendo presenti queste consapevolezze possiamo renderci conto meglio del contenuto della promessa della Madonna a Fatima ovvero il trionfo del suo Cuore Immacolato, assunto in cielo in anima e corpo. Ai nostri giorni è importante più che mai consacrarsi consapevolmente spesso a lei qui presente, pregare il rosario tutti i giorni e il più possibile e vivere in grazia di Dio perdonati nella Confessione, per sfuggire agli inganni di questo pseudo messianismo in atto nel secolarismo culturale mediatico. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria infatti, avverrà senz'altro, avverrà (come tutto quello che passa anche dal libero arbitrio) quando solo Cristo regnerà nei cuori degli uomini: e questo è certo che avverrà ci annuncia e rassicura l'annuncio per la fides qua!"

"Per ogni cattolico è sempre una grande ferita al cuore ogni volta che viene sminuita la grandezza della Beata Vergine Maria, nostra Madre e Regina, viva nell'anima, nello spirito e nel corpo, tutta ripiena di ogni bontà e grazia, lei che è l'Immacolata, Assunta e quindi Mediatrice di tutte le grazie, Corredentrice, titolo quest'ultimo che fa parte in pieno del patrimonio della Tradizione. Come si fa a non reagire, a non sdegnarsi, quando alla nostra mamma celeste non viene dato l'onore che merita e non viene ella stessa esaltata sopra tutte le creature, per il fatto che Dio stesso l'ha esaltata sopra ogni creatura per il bene di ciascuno di noi? San Benedetto dice per la gioia di avere una simile mamma: "De Maria nunquam satis" – Tutto quello che i santi, il popolo di Dio, i poeti, i musicisti, i cantori e gli artisti hanno predicato e celebrato, scritto, detto, composto, cantato o raffigurato di Maria, è ancora ben poco rispetto a ciò che è la sua gloria presso Dio. Per questo, condivido pienamente ciò che Mons. C.M. Viganò, di recente ha affermato nell'intervista con A. M. Valli, quanto ha detto: "I fedeli -  lo stesso clero – sono scandalizzati dal modo in cui … parla della Madonna, dalla disinvoltura con cui permette di sminuire e umiliare la Sua Santissima persona, senza mai usare i titoli che Le spettano e guardandosi bene dal ribadire l'insegnamento costante della Chiesa". Per capire meglio il clima generale che si respira nella neo-chiesa nei riguardi del culto mariano  della devozione mariana mi viene in mente ciò che disse padre Raniero Cantalamessa quando, nelle sue prediche per l'Avvento alla Curia Romana, manifestò la sua preoccupazione sul fatto che 'troppa devozione' a Maria può essere di 'ostacolo' al riavvicinamento con i protestanti e noi cattolici dovremmo piuttosto riconoscere che "abbiamo contribuito a rendere Maria inaccettabile ai fratelli protestanti".  Io penso che la priorità per un cattolico non sia quella del riavvicinamento con i protestanti ma quella di prendere seriamente in considerazione i continui appelli della Vergine Maria iniziando dal messaggio di Fatima; questo dovrebbe preoccupare la Chiesa incominciando dai suoi vertici! Se pensiamo poi alla "follia" d'amore dei santi per la nostra madre celeste, come può non accendersi in noi il desiderio di amarla sempre più e sempre meglio con tutte le espressioni che l'amore comporta e con tutti i titoli onorifici che Ella merita e che ci riempiono di gioia? Perciò, penso che ciò che contraddistinguerà sempre più i veri cattolici dai falsi cattolici, sarà la devozione a Maria, come san Luigi di Monfort e i grandi santi mariani hanno mirabilmente scritto, insegnato e testimoniato con la loro vita.

 Penso che sia giusto, umano ed evangelico accogliere gli immigrati, specialmente quelli che cercano di migliorare le loro condizioni di vita, e accoglierli bene e in nome di Gesù Cristo. Soprattutto è giusto salvare vite se in difficoltà per qualsiasi motivo queste vite si trovino in difficoltà. Allo stesso tempo, però, uno stato sovrano come quello italiano deve garantire la sicurezza e la stabilità, in primis, dei suoi cittadini. Il principio di sovranità nazionale è un principio legittimo. Il 'sovranismo' invece è una degenerazione di questo principio. Perciò, penso sia altresì importante enunciare apertamente il fatto che i viaggi degli immigrati clandestini, molte volte, sono finanziati dai poteri forti proprio con l'intento di destabilizzare le sovranità nazionale speculando sulle immigrazioni e sulle povertà di molte persone disposte ad intraprendere questi viaggi.

È difficile capire le intenzioni del papa nel sostenere un'immigrazione senza criteri; penso che questo si possa spiegare con il fatto che la neo-chiesa abbia aderito al piano del Nuovo Ordine Mondiale, come sostenuto da mons. C.M. Viganò, piano che persegue, tra gli obiettivi principali, l'indebolimento delle sovranità nazionali in vista della creazione di un unico governo europeo o mondiale.

Certamente il relativismo morale si è diffuso sempre più negli ultimi decenni e ora sembra essere diventato normalità. Papa Benedetto, nei suoi recenti appunti ha affermato che dalla 'rivoluzione' del 68' in poi abbiamo assistito al collasso della teologia morale cattolica che ha reso inerme la Chiesa di fronte a quei processi [rivoluzionari] nella società". Il senso del peccato e il concetto stesso di peccato come grave offesa a Dio, infatti, sono scomparsi progressivamente dalla società ma anche dal 'vocabolario' della Chiesa cattolica. La Chiesa ha sempre insegnato a distinguere il peccato dal peccatore. Il peccatore è una persona infinitamente amata da Dio più del peccato che commette. Gesù ce lo ha rivelato massimamente dicendo di essere venuto nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto (Lc 19,10) e che c'è più gioia in cielo per un peccatore che si converte che per novantanove giusti (Lc 15,10). E quale altra dimostrazione doveva darci Nostro Signore, più della sua morte in Croce, sacrificio espiatorio dei nostri peccati che il crocefisso visibile nella scuola e nei luoghi pubblici ricorda? Il peccato, però, deve essere giudicato dai ministri della Chiesa e soprattutto dai vescovi: se i ministri non dicono più cosa è peccato grave o leggero e cosa non lo è, secondo Dio, allora ne consegue la confusione morale e il relativismo. Sono tante le persone che oggigiorno si sentono giustificate a vivere nel peccato perché affermano che la Chiesa ormai è cambiata e permette ciò che prima non permetteva. E in questo modo si ingannano le anime-spirito.  Tante anime-spirito non credono neanche nell'esistenza dell'inferno e questo è il più grande inganno del demonio- San Pio da Pietrelcina diceva a coloro che dubitavano dell'esistenza dell'inferno: "Ci crederai quando ci andrai". Certamente, poi, già da anni vi è la regia nascosta della massoneria che promuove furbescamente anche nella chiesa il relativismo morale e il tentativo di adattare il Vangelo e la Chiesa di Cristo ai tempi che cambiano. Negli ultimi anni, però, questa regia nascosta è venuta allo scoperto. Le profezie della Madonna di Quito, che risalgono agli anni a cavallo tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600, sono di un'attualità impressionante e rivelano proprio questi piani nascosti della massoneria. Così anche a tal riguardo il messaggio della Madonna a don Stefano Gobbi.

Dopo la proiezione di immagini sulla facciata della Basilica Vaticana nel giorno dell'Immacolata, l'8 dicembr2015, immagini relative a clima e ambiente, nuovi dogmi dell'ideologia dominante" (ideologia: globalizzare una parte del tutto come fosse tutto) – come scrive A. Socci – e dopo la riabilitazione di Martin Lutero con l'introduzione della sua statua, il 13 ottobre 2016, mese dedicato alla Madonna, pensavamo di aver già visto tutto.  Invece siamo rimasti ancora più sgomenti nel vedere quelle immagini e video relativi al sinodo dell'Amazzonia tenutosi a Roma nell'ottobre scorso. Gli occhi fanno ancora fatica a credere che tutto ciò sia avvenuto realmente. La Bibbia parla chiaro: il peccato di idolatria la commistione di culti pagani con quello del Dio vero, provocano l'ira e il castigo di Dio. Leggiamo, per esempio, nel libro del Deuteronomio: "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce a colpa die padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti" (Dt 5,6-10). E ancora: "Gl'idoli delle nazioni sono argento e oro, opera d'uomo. Hanno bocca e non parlano; hanno occhi e non vedono; hanno orecchi e non odono e non hanno respiro alcuno nella loro bocca. Siano simili a loro quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano" (Sal 135,15-18). Io penso che si è potuto arrivare fino a questo punto a causa di un concetto sbagliato di inculturazione a monte oltre che per mancanza di fede; un conto è infatti prendere gli elementi pagani, purificarli e risignificarli in senso cristiano e un altro conto la commistione delle credenze. Mi chiedo inoltre dove sia l'annuncio del kerigma in tutto questo. Il vescovo emerito di Belem-Amazzonia, mons.J.L. Azcona Hermoso ha detto chiaramente che: "In quei riti c'è il diavolo, c'è la magia. La nostra Signora non è la Pachamama, ma è la Vergine di Nazareth". Alcuni esorcisti, poi, hanno confermato queste cose. Mons. Viganò inoltre ha affermato che bisogna riconsacrare la Basilica di san Pietro e le altre chiese profanate da questi riti idolatrici. Io penso che non a caso il Signore, proprio in apertura del sinodo amazzonico, abbia dato un messaggio ad Akita, per mezzo del suo angelo. Suor Sasagawa ha infatti dichiarato che. "Domenica 6 ottobre, alle 3,30 ad Akita, dopo trent'anni un angelo apparso davanti a me (Suor Sasagawa) come circa 30 fa. L'angelo per prima cosa mi ha detto qualche cosa di privato. La buona cosa da diffondere a tutti è: "Copritevi con le ceneri", e "per favore pregate il Rosario Penitenziale ogni giorno… se volete permettere a Dio che vi liberi da malattie".

Al numero 675 del Catechismo si dice che "la massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica sé stesso al posto di Dio e del suo messia venuto nella carne". In questo senso certamente Bergoglio con la sua predicazione e la sua missione sta spianando la strada all'avvento di questo regno dell'Anti-Cristo (2 Ts 2,1-12). Lo spirito dell'anticristo infatti, consapevolmente o inconsapevolmente, è già presente nel mondo ed è incarnato in tutti coloro che negano che Gesù è Dio con noi venuto nella carne (2 Gv 7). L'Anti-Cristo che verrà, perciò, sarà colui che governerà tutto il mondo opponendosi a Cristo, riducendolo a un profeta umanitario o a un benefattore qualsiasi dell'umanità. Quando si afferma che "urge un'autorità politica mondiale" oppure serve un "nuovo umanesimo",  "è necessario un nuovo ordine mondiale" (e molte altre espressioni di questo tipo), capiamo  che in questo modo di parlare l'umanesimo cristiano  maturato nella storia, la cultura cristiana non c'è più, non c'è al centro della vita di fede la presenza e l'azione ecclesiale di Gesù Cristo; piuttosto perfino il nome di Gesù Cristo sembra scomparire o essere del tutto marginale in questi progetti e patti globali. Ecco perché padre P. Kramer, grande studioso di queste tematiche afferma: "La falsa e contraffatta Chiesa della Massoneria usurperà il nome e assumerà la falsa identità della Chiesa cattolica; ma sarà massonica ed ecumenica in sostanza. Sarà chiaramente e ovviamente un falso cattolicesimo, perché le sue dottrine non saranno apostoliche e la sua disciplina si opporrà ai costumi e consuetudini universali della Chiesa. Questo sarà "l'inizio dei dolori" di cui Nostro Signore parlò nel Vangelo" (Mt 24,8). Con queste parole capiamo meglio in che senso la neo-chiesa attuale favorisca l'avvento dell'Anti-Cristo."

"Certamente viviamo gli ultimi tempi, quelli che precedono l trionfo del Cuore Immacolato di Maria, tempi nei quali, da quanto fu rivelato a Leone XIII tramite un'esperienza mistica, Satana ha intrapreso l'ultima battaglia contro la Chiesa di Cristo. Penso, a tal riguardo, che le parole di Suor Lucia di Fatima, nella sua intervista a padre Fuentes del 1957, siano davvero illuminanti per capire i tempi che viviamo. Dice sr- Lucia: "Padre, la Santissima Vergine non mi ha detto esplicitamente che siamo giunti agli ultimi tempi, ma ci sono tre ragioni che mi spingono a crederlo. La prima ragione è che Ella mi ha detto che il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro al vergine. E questa battaglia decisiva è lo scontro finale, da cui una parte uscirà vittoriosa e l'altra sconfitta. Dobbiamo scegliere sin da ora con il nostro libero arbitrio, da che parte stare, se con Dio o con il diavolo. Non c'è altra possibilità meravigliosa e rischiosa! La seconda ragione è che Ella ha detto a me ed ai miei cugini, che il Signore aveva deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che son il Santo rosario e la Devozione al Cuore Immacolato di Maria. Questi sono gli ultimi due rimedi possibili, che significa che non ce ne saranno altri. La terza ragione è che, nei piani della Divina Provvidenza, quando Dio è costretto a punire il mondo, prima di farlo cerca di correggerlo con tutti gli altri rimedi possibili di fronte al libero-arbitrio.  Ora, quando vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai Suoi messaggi allora, come diciamo nel nostro linguaggio imperfetto, Egli ci offre 'con un certo timore' l'ultima possibilità di salvezza, l'intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa 'con un certo timore' perché, se anche quest'ultima risorsa non avrà successo, non potranno più sperare in nessun altro tipo di perdono dal Cielo, perché ci saremo macchiati di quello che il vangelo definisce un peccato contro lo Spirito Santo, contro l'Amore. Questo peccato consiste nell'aperto rifiuto, pienamente consapevole e volontario del libero arbitrio, della possibilità di salvezza che ci viene offerta. Non dimentichiamo che Gesù Cristo è un Figlio molto buono e non ci permetterà di offendere e disprezzare la Sua Santissima Madre. La secolare storia della Chiesa conserva le testimonianze dei terribili castighi a quanti osarono opffendere l'onore della Sua Santissima madre, dimostrando quanto il Nostro Signore Gesù Cristo abbia sempre difeso l'onore di Sua Madre".

"Bisogna unire le forze minoritarie della Chiesa cattolica con la conoscenza del Dogma attraverso il Catechismo e soprattutto far capire che c'è una parte del popolo di Dio, anche se una minoranza e non compatta in sé stessa, che non ci sta, che non si riconosce più in questa neo-chiesa maggioritaria e che vuole rimanere in continuità nella Tradizione cattolica dei 21 Concili. Penso che l'ostacolo più grande per molti sacerdoti nell'esporsi sia il fatto di ritrovarsi, poi, soli ed emarginati da tutti e di perdere le sicurezze umane. Il problema fondamentale, poi, è che la verità cattolica sembra ormai identificarsi con il consenso della maggioranza. E sembra che l'unica preoccupazione della gerarchia e dei media sia quella di non dare visibilità e importanza a coloro che resistono per il Dogma e si oppongono. Questi vengono facilmente isolati, rimossi, messi a tacere, screditati e incasellati, tutti allo stesso modo, nella categoria dei cattolici estremisti, dei bigotti o dei cattivi in malafede. Emblematico, per esempio, è il caso dei monaci eremiti scozzesi scomunicati. È significativo, poi, ciò che il card. Kasper ha affermato in una recente intervista: "Coloro che causano paura sono piccoli gruppi che sono apertamente contro il Papa. Ma bisogna sapere e tenere presente che sono pochi, pochissimi, anche se fanno molto rumore attraverso i media. Non attribuite loro alcuna importanza". Il card. Kasper ha affermato ancora che "non si potrà più tornare indietro perché il popolo vuole un Papa normale e umano, che non sia imperiale come quelli del passato". Sinceramente si rimane sgomenti davanti a queste affermazioni ideologiche e capiamo che veramente si è creato in discontinuità qualcosa di nuovo. 

Se rimanere cattolico significa essere sanzionato o scomunicato penso che non bisogna avere paura. Penso che l'unica paura che dobbiamo sempre avere sia quella di offendere il Signore con il peccato, con l'eresia, con la diffusione di false dottrine, con il non impegno del rapporto tra obbedienza e fedeltà alla Chiesa di sempre anche a quella attuale. È meglio prepararsi al giudizio personale di Dio quando l'anima si stacca dal corpo, la quale passa in fretta e con la consapevolezza che nessun uomo potrà evitare il giudizio particolare di Dio. Ecco perché Pietro e gli Apostoli risposero a coloro che volevano farli tacere e intimavano loro di non predicare più nel nome del Signore Gesù Cristo: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini" (At 5,28).E ancora san Paolo ci dice: "Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo" (Gal 1,8-10). Penso che mons. Viganò stia pagando il prezzo della verità e sappiamo che la verità dà fastidio a coloro che scelgono le tenebre della menzogna. Mons. Viganò ha offerto, con i suoi interventi, una chiara e realistica visione della situazione attuale della chiesa che lui stesso definisce ormai neo-chiesa. Chissà se arriveranno mai delle risposte alle sue dichiarazioni e alle sue riflessioni? Mi capita di sentire diverse persone di 'chiesa' parlare di mons. Viganò in senso negativo ma probabilmente non hanno mai letto una riga di quello che egli ha pubblicato e pubblica.

Certo ci vuole uno sguardo soprannaturale per comprendere i segni dei tempi. Dio ci parla in tanti modi e non solo nella preghiera, nella sua Parola e tramite i profeti ma anche negli eventi della storia umana. Se Dio permette, nel rispetto del libero arbitrio senza del quale non può accadere l'amore pur nel rischio, il diffondersi di questo virus su scala planetaria, sicuramente ci sta parlando anche in questo dramma. Cosa vorrà farci capire il Signore a cui nulla sfugge e a cui tutto è presente? Forse un avvertimento, un richiamo per tutto il mondo? Io penso proprio di sì. La veggente di Garabandal, Conchita, intervistata di recente da Glen Hudson, ha confermato questa ipotesi. Ella ha fatto intendere che il grande avvertimento, che la Madonna nel 1961 aveva detto che sarebbe succeduto ad un sinodo della Chiesa, è iniziato. Ecco le parole che riguardano questi giorni di prova: "Dio ci sta distaccando dalle cose di questo mondo. Nel silenzio della Chiesa o nella nostra casa, ora siamo in grado di fare un esame di coscienza in modo da poter pulirci da ciò che ci impedisce di ascoltare chiaramente la voce di Dio. Con sincerità possiamo chiedere a Dio di dirci cosa vuole da noi oggi e continuare a farlo ogni giorno. Trascorrete più tempo possibile con Dio in chiesa, da qualche parte della vostra casa o dove trovate il silenzio. Lui è tutto ciò di cui abbiamo bisogno". Ecco perché, interpretando gli avvenimenti con uno sguardo soprannaturale verso cui tutti giungiamo con la morte, possiamo comprendere che, anche questo periodo di grande prova e sofferenza per l'umanità, è pure un tempo di grazia, di purificazione, nel quale ognuno di noi personalmente è chiamato a prendere consapevolezza del male fatto per convertirsi e ritornare a Dio con tutto il cuore. Solo tornando totalmente a Dio l'umanità troverà pace.

Tanti sacerdoti e fedeli sono rimasti sconcertati dall'atteggiamento troppo remissivo dei Vescovi nei confronti dello stato italiano. Anche in questo penso che il Signore abbia permesso tutto questo per fare aprire gli occhi a molti cattolici su quale sia il problema reale ovvero una più generale crisi di fede partendo dai vertici. Come potremmo spiegare il fatto che il 25 aprile si siano verificati diversi assembramenti organizzati di persone in Italia per commemorare la Liberazione e qualche giorno prima sia stata profanata una celebrazione eucaristica con 14 persone, e tutto questo nel silenzio quasi totale die vescovi?! E tutti gli altri casi simili?! Come potremo spiegare poi il fatto che alcuni parroci siano stati abbandonati dai loro vescovi, i quali avrebbero dovuto alzare la voce per rispettare il culto e la sacralità delle celebrazioni?! Ogni parroco dipende dal proprio vescovo non dalla Cei che fa un servizio per i vescovi.

Don Enrico conclude: "Grazie a voi per la pazienza e a tutti coloro che da oggi in poi faranno una preghiera anche per me. Dio vi benedica".

Possiamo concordare o non concordare ma ci è stato utile verificare. Ho tralasciato le domande, ho fatto qualche piccola aggiunta. Comunque grazie: don Gino Oliosi.  




 

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