Presentazione del Signore


Presentazione del Signore


Nella festa odierna contempliamo Il Signore Gesù che Maria e Giuseppe presentano al tempio "per offrirlo al Signore" (Lc 2,22). In questa scena evangelica si rivela il mistero del Figlio della Vergine, concepito e nato verginalmente, il consacrato al Padre, venuto nel mondo per compiere fedelmente la sua volontà di salvezza (Eb 10,5-7). È la festa dell'offerta, la festa della luce e la festa dell'incontro.

È la festa dell'offerta, perché Gesù viene presentato al tempio, viene offerto per il servizio di Dio. La legge di Mosè prescriveva: "Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" (Es 3,2.12), cioè consacrato a Dio. Pertanto Gesù viene portato da Maria e Giuseppe al tempio di Gerusalemme per essere offerto, consacrato al Padre, per essere messo a servizio del Padre per la nostra salvezza. 

Il Vangelo parla anche di purificazione. Si fa riferimento a un'altra legge di Mosè, quella che riguarda la purificazione della madre dopo il parto (Lv12, 1-8). In questo caso, non si tratta di peccato, ma di un fatto fisico: il parto sanguinante era considerato un evento che in un certo senso ledeva l'integrità della donna, e quindi richiedeva una purificazione. Questa era richiesta anche in altre circostanze in cui veniva sparso il sangue. Il Vangelo di Luca non insite su questo punto della purificazione data la virginità non solo del concepimento ma anche della nascita, ma piuttosto dell'osservanza della legge di Mosè. Si parla infatti della purificazione "secondo la legge di Mosè"; del bambino presentato al Signore "com'è scritto nella legge di Mosè"; di Maria e Giuseppe che portano il bambino "per adempiere la legge".

La seconda lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, afferma che Gesù "doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio".

Nell'episodio della Presentazione Gesù, vediamo che Gesù si sottomette alla legge, per essere in tutto simile ai fratelli. In seguito la sua somiglianza ai fratelli diventerà ancora più perfetta, quando egli accetterà tutte le sofferenze umane di una vita comune Presentandosi al Padre in un volto umano come Persona divina, Gesù si mette a sua disposizione per vincere la morte. Dice il testo che "egli è venuto per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere".

Così Gesù diventa la luce del mondo. Nel Vangelo Simeone lo proclama "luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele". Luce e offerta sono in un rapporto molto stretto tra loro. Gesù è la luce del mondo, perché ha dato sé stesso, perché ha amato con una generosità estrema, sino a offrire sé stesso nel sacrificio della morte per puro amore al Padre e per amore dei fratelli. In questo modo è diventato luce per illuminare le genti. 

Simeone poi accenna al mistero pasquale di Gesù: "Egli è qui la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori". E dice a Maria: "E anche a te una spada trafiggerà l'anima".

La festa della Presentazione del Signore è un anticipo e un annuncio del mistero pasquale di Gesù. Egli sarà offerto in sacrificio perla salvezza del mondo; sarà offerto per affrontare la morte e il male e vincerli, secondo il progetto del Padre. E un ogni Messa avviene l'attualizzazione del sacrificio della Croce.

Tutto questo egli lo farà per puro amore. Dice il vangelo di Giovanni: "Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine" (Gv 13,1). E Gesù dichiara di voler affrontare la morte in croce, perché il mondo sappia che egli ama il Padre e come Dio ama ogni uomo anche prodigo per convertirlo. L'offerta dunque è un mistero di amore, e quindi un mistero luminoso. Sul Calvario questa luce verrà messa sul candelabro, per illuminare tutto il mondo. Gesù sarà innalzato sulla croce, per aiutare gli sguardi di tutti gli uomini e illuminare il mondo con al luce potente del suo amore immenso.

La Presentazione di Gesù al tempio costituisce un'eloquente icona della donazione totale della propria vita per quanti, uomini e donne, sono chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, "i tratti caratteristici di Gesù – vergine- povero ed obbediente" (Esort. Ap. Post. Vita Consacrata). Perciò la Festa odierna è stata scelta da san Giovanni Paolo II per celebrare l'annuale Giornata della Vita Consacrata.


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