3° Domenica del tempo ordinario


Dio, non l'imperatore del mondo, è il Vangelo.


Nella liturgia odierna l'evangelista Matteo, che ci accompagnerà tutto questo anno liturgico, presenta l'inizio della missione pubblica di Gesù, del grande dono della Parola di Dio che in questa terza domenica durante l'anno siamo chiamati a prenderne coscienza. Essa consiste essenzialmente nelal predicazione del Regno di Dio e nella guarigione, liberazione dei malati, a dimostrare che questo Regno si è fatto vicino, anzi, è ormai venuto e viene in mezzo a noi. Gesù comincia a predicare in Galilea, la regione in cui è cresciuto fino a trent'anni, territorio di "periferia" rispetto al centro della nazione ebraica, che è la Giudea, e in essa Gerusalemme dove da tempo risuonava la Parola di Dio da quando e "Dio disse ad Abramo". Ma il profeta Isaia aveva preannunciato che quella terra, assegnata alle tribù di Zabulon e di Neftali, avrebbe conosciuto un futuro glorioso: il popolo immerso nelle tenebre avrebeb visto una grande luce (Is 8,23-29,1), la luce di Cristo, Verbo in un volto umano, del suo vangelo (Mt 4,12-16). Il termine "vangelo", ai tempi di Gesù, era usato dagli imperatori romani per i loro proclami. Indipendentemente dal contenuto, essi erano definiti, "buone novelle", cioè annunci di salvezza, perché l'imperatore era considerato come il signore, il dio del mondo ed ogni suo editto come foriero di bene. Applicare questa parola alla predicazione di Gesù ebbe dunque un senso fortemente critico, come dire: Dio in un volto umano, non l'imperatore, è il Signore del mondo, e il suo vero Vangelo è quello di Gesù Cristo. Chi ha colto questo senso critico del Cristianesimo fu per primo Nerone che accoglieva nel Panteon di Roma tutte le religioni salvo il cristianesimo per cui l'Assoluto che rendeva libera ogni persona era il rapporto con Cristo.

La "buona notizia" che Gesù proclama si riassume in queste sue prime parole pubbliche: "IL Regno di Dio - o regno dei cieli che rende libera ogni persona nell'ascolto della Parola di Dio – è vicino" (Mt 4,17; Mc 1,15 che per primo usa la parola Vangelo). Che significa questa espressione? Non indica certo un regno terreno delimitato nello spazio e nel tempo, alternativo a Cesare, ma che annuncia che l'Assoluto, che è Dio a regnare, che è solo Dio Il Signore in rapporto ad ogni persona e la sua signoria è presente, attuale, si sta realizzando. La novità del messaggio di Cristo è dunque che Dio in Lui, nel suo volto umano crocefisso e risorto si è fatto vicino, regna ormai in mezzo a noi, come dimostrano nella fase terrena i miracoli, le guarigioni, le liberazioni dal maligno che compie. Dio, anche in tutti i limiti provocati dal libero arbitrio, regna nel mondo mediante il suo Figlio fatto uomo e con la forza dello Spirito Santo che dona soprattutto da Risorto, Spirito che viene chiamato "dito di Dio" (Lc 11,20). Dove arriva l'accoglienza di Gesù nella Parola e nei Sacramenti, lo Spirito creatore reca vita e gli uomini sono sanati dalle malattie del corpo e dello spirito. La signoria di Dio si manifesta allora nella guarigione integrale dell'uomo, dalla liberazione dalla morte. Con ciò Gesù vuole rivelare il volto del vero Dio, il Dio vicino, pieno di misericordia per ogni essere umano; il Dio he ci fa dono della vita in abbondanza, della sua stessa vita fino alla risurrezione. Il regno di Dio è pertanto la vita che si afferma sulla morte, luce della verità che disperde le tenebre dell'ignoranza e della menzogna. Abbiamo celebrato la festa di Sant'Agnese che dodicenne, nuda nel postribolo non fu nemmeno toccata da parte di chi voleva violentarla.

Preghiamo Maria Santissima, affinché ottenga sempre alla Chiesa la stessa passione per il regno di Dio che animò la missione di Gesù: passione per Dio, per la sua signoria d'amore e di vita; passione per ogni uomo, incontrato in verità con il desiderio di donargli attraverso la Sua e nostra Madre il tesoro più prezioso: l'amore  di Dio, suo Creatore e Padre.

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