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III Domenica

III  Domenica  "Lc 24 , 35 -48) "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno "   In questa terza Domenica del Tempo pasquale, la Chiesa ci accoglie nel Cenacolo per vivere, insieme agli Apostoli, la visita del Signore Risorto. È questa una visita specialissima, inaspettata, capace di dischiuderci qualche "raggio" del Mistero divino e di chiamarci, con rinnovata forza, a conversione.   Ci vengono rivelate oggi, infatti, alcune "caratteristiche" della nuova Presenza del Signore Risorto. Ne enumeriamo tre: il realismo, "l'eccedenza" e la divina pazienza.   Anzitutto la Presenza del Risorto si mostra assolutamente "reale". Di fronte all'incredulità dei discepoli, Cristo si limita a compiere due semplicissimi gesti. Egli, dapprima, mostra loro le mani e i piedi, invitando a  toccarLo . Quale meravigliosa semplicità! Solo nel fatto cristiano, è data una tale immediatezza: un Dio che, standoci davanti,

San Stanislao e Wojtyla, un legame speciale

Karol Wojtyla aveva una particolare venerazione per san Stanislao , vescovo e martire dell'XI secolo, patrono della Polonia. Una venerazione che avrebbe espresso  più volte anche da papa. Antonio  T anollo  in "La Nuova Bussola " – 11 aprile 2024 San Giovanni Paolo II e la sua Polonia: un binomio inscindibile. Così come quello tra il pontefice e il santo patrono del suo Paese d'origine: san Stanislao (1030-1079), del quale oggi – per la Chiesa universale – ricorre la memoria liturgica. In Polonia viene festeggiato l'8 maggio.   Il legame tra i due santi comincia da lontano, da ancor prima che il cardinal  Wojtyła  divenisse papa Giovanni Paolo II. Le radici di questo legame indissolubile si ramificano nell'anima del pontefice polacco già da quando era studente di seminario fino ad arrivare a una data molto significativa: l'8 maggio 1979, quando papa Giovanni Paolo II pubblicava la lettera apostolica  Rutilans   Agmen , indirizzata al cardinale Stefano  Wys

Per Paglia 'tutto si tiene', al di là del bene e del male

La filosofia di Francesco secondo il suo più "autorevole" interprete non prevede contrapposizioni né tanto meno  principi non negoziabili  che arrechino disturbo a una visione naturalistica dell'esistenza che può fare a meno del cristianesimo Stefano Fontana in "La Nuova Bussola" – 12 aprile 2024 Chissà se monsignor Vincenzo Paglia esprime correttamente la "filosofia" di Francesco? Anche perché la filosofia di Francesco si presta poco ad essere espressa correttamente... È una filosofia esistenziale ed è proprio dell'esistenza, se separata dalle essenze che ci dicono cosa le cose sono e quali sono i loro fini, avere al proprio interno tutto e il contrario di tutto, come condannare il gender e lodare padre James Martin. Anche l'espressione «tutto si tiene», intesa in senso esistenziale e senza riferimento alle essenze, è solo la constatazione di plurime relazioni di fatto, prive di gerarchia e dentro le quali bisogna aprirsi a tutti, tutti, tutti

Sarah come Solzenieyn 'Non cedere alla menzogna'

Cinquant'anni  dopo la denuncia dello scrittore russo riecheggia nelle parole del cardinale africano. Un monito contro la tentazione di assecondare l'ateismo "fluido", penetrato nella Chiesa, anche in vista del prossimo Sinodo Luisella Scrosati in "La Nuova Bussola" -12 aprile 2024 Cinquant'anni fa, il 12 febbraio 1974, nel giorno del suo arresto, preludio della sua espulsione dall'allora Unione Sovietica, Aleksandr Solženicyn metteva nero su bianco un potente appello per scardinare il sistema totalitario, in tutte le sue più disparate forme.   Un appello potente, concreto, lontano dalla dannosa e nauseante retorica di voler rovesciare il sistema, a condizione che siano sempre gli altri a dover cambiare: «Non tutti i giorni né su tutte le spalle la violenza abbatte la sua pesante zampa: da noi esige solo docilità alla menzogna, quotidiana partecipazione alla menzogna: non occorre altro per essere sudditi fedeli. Ed è proprio qui che si trova la chiav

Un 'collasso della teologia morale' alla radice della crisi

Un "collasso della teologia morale" alla radice della crisi  Serafino M: Lanzetta in "SUPER HANC PETRAM. Il Papa e la Chiesa in un'ora drammatica della storia". Da pagina 259 a pagina 273 Gli appunti scritti da Benedetto XVI sulle radici della crisi morale nella Chiesa cattolica in vista dell'incontro vaticano sugli abusi a febbraio 2019 hanno destato costernazione tra alcuni e speranza tra altri. Costernazione tra chi ha letto la "mossa" di Ratzinger come un attentato alla libertà magisteriale di Francesco, rispondendo così indirettamente ai  dubia  sollevati qualche anno fa da quattro cardinali. Speranza tra coloro che invece chiedono di capire come mai sia stato possibile che un'onda di immoralità del clero dalle proporzioni indecifrabili si sia abbattuta in modo così veemente sulla Chiesa. Con queste riflessioni il discorso si fa sostanziale e finalmente si passa da un generico "clericalismo" all'esame delle cause degli abusi