mercoledì 9 dicembre 2009

Maria vince Satana

Maria con la sua presenza ci parla di Dio e della vittoria sul peccato anche nelle situazioni umanamente più difficili

“Cosa dice Maria (l’Immacolata posta in alto in piazza di Spagna quasi a vegliare su Roma) alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza? Ricorda che “dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia (Rm 5,20) – come scrive l’apostolo Paolo. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura, Gesù ha vinto il male; l’ha vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio.

Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili.

Nella città vivono – o sopravvivono – persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con un falsa pietà. C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto.

La città, cari fratelli e sorelle, siamo tutti noi! Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene e in male. Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il bisogno di migliorare se stesso!

I mass media tendono a farci “spettatori”, come se il male riguardasse sempre gli altri, e certe cose a noi non potessero accadere. Invece siamo tutti “attori” e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha influsso sugli altri.

Spesso ci lamentiamo dell’inquinamento dell’aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile. E’ vero: ci vuole l’impegno di tutti per rendere pulita la città. E tuttavia c’è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso. E’ l’inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia.

La città è fatta di volti, ma purtroppo le dinamiche collettive possono farci smarrire la percezione della loro profondità. Vediamo tutto in superficie. Le persone diventano dei corpi, e questi corpi perdono l’anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili.

Maria Immacolata ci aiuta a riscoprire e difendere la profondità delle persone, perché in lei vi è perfetta trasparenza dell’anima nel corpo. E’ la purezza in persona, nel senso che spirito, anima e corpo sono in lei pienamente coerenti tra di loro e con la volontà divina” (Benedetto XVI, Discorso in piazza di Spagna, 8 dicembre 2009).

I mass media rischiano di farci smarrire chi è ogni volto, ogni io umano nella sua profondità di una “storia sacra tra Dio e ogni io” riducendo tutto all’azione corporea, una cosa scambiabile e consumabile. Per cui uno viene definito dal male o dal bene che fa, mentre nessuno è talmente zizzania che Dio non possa, fino al momento terminale, rendere buon grano o talmente buon grano da non rischiare di diventare zizzania, dal momento che Dio, che è amore, non può costringere al bene perché ogni rapporto costretto non è più un rapporto d’amore. Pur affaccendati nelle attività quotidiane occorre prestare ascolto a Maria soprattutto per due fondamentali:

- mai il male definisce una persona perché la morale cristiana è tensione, un tentare e ritentare con fiducia e speranza senza scoraggiarsi quando non si riesce e si è aperti alla misericordia di Dio con noi e nostra verso gli altri, certi che trovati impegnati nel momento terminale pur con tanta sporcizia Lui che dove abbonda il peccato fa sovrabbondare la grazia porterà a compimento anche attraverso al purificazione ultraterrena del purgatorio: è questa fede che salva! Chi può percepire la tensione morale anche in chi non riesce? Occorre giudicare quello che è bene e quello che è male, ma mai l’io che in profondità agisce: Dio solo lo vede e solo l’io lo può personalmente confessare con sincerità! Non si può, senza pietà o falsa pietà, esporre al pubblico squalificando una realtà sacra come è ogni persona. Piuttosto occorre sentire il bisogno di migliorare se stessi, resistendo al meccanismo perverso di chi sfrutta la notizia finché attira l’attenzione.

- quanti in silenzio, non a parole ma con i fatti si sforzano di praticare la legge evangelica dell’amore che arriva al perdono cioè la misericordia che manda avanti il mondo. Sono tanti – afferma il Papa -, anche se non fanno notizia: “Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliorala società”.

Nessun commento:

Posta un commento