lunedì 30 luglio 2012

Due icone Madre di Dio e Madre della Chiesa‏


Due icone: la Madre di Dio e la Madre della Chiesa sono, alla fine, un’icona sola

La data dell’8 dicembre  ha negli ultimi tempi un significato singolare a causa di coincidenze ricorrenti: inizio del Vaticano I 1869 e chiusura del Vaticano II 1965, ponendo i due Concili dei 21 in reale e ideale continuità. In questa data  venne approvata dalla commissione europea la bandiera d’Europa, notoriamente a sfondo mariano. In questo giorno nel 1992 fu sciolta ufficialmente l’Unione Sovietica e nel successivo 25 dicembre (Natale) veniva calata la bandiera rossa sulla cupola del Cremlino a Mosca. Sono coincidenze per chi è aperto alle apparizioni  della Medaglia miracolosa
(Parigi 1830), Salette 1846, Lourdes 1858, Fatima 1917 e oggi alle presunte apparizioni  della Regina della Pace (1981) e dell’Amore (1885) che possono affermare che la storia attuale è nelle mani di Maria SS. in lotta vittoriosa contro il nemico infernale. Lo avvallano i due ultimi Concili dei 21 e il magistero dei Papi.

“La prima sessione dei lavori dell’assise ecumenica, iniziata nella festa liturgica della Divina Maternità di Maria (11 ottobre 1962), si chiude in questo giorno dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 1965); nei fulgori di grazia che si irradiano dalla Madre di Dio e Madre nostra…Ma l’intimo significato di queste celebrazioni diventa più toccante, al ricordo che il nostro predecessore Pio IX, il papa dell’Immacolata, inaugurò il Concilio Vaticano I in questa stessa solennità mariana. E’ bello cogliere queste serene coincidenze, che, nella luce della storia, fanno comprendere come molti grandi eventi della Chiesa si svolgano nella luce di Maria, a testimonianza e garanzia di materna protezione” (Giovanni XXIII, Discorso di chiusura del primo periodo del Concilio).

Paolo VI nell’allocuzione del 21 novembre 1964, proclama Maria santissima Madre della Chiesa nel contesto solenne del Concilio Ecumenico Vaticano II:

“Il Nostro pensiero, Venerabili Fratelli, non può fare a meno di elevarsi, con sentimenti di sincera e filiale riconoscenza, anche alla Vergine Santa, a Colei che amiamo considerare come protettrice del presente Concilio, testimone delle nostre fatiche, nostra amabilissima consigliera, perché a Lei, come celeste Patrona, unitamente a san Giuseppe vennero affidati da Papa Giovanni XXIII fin dall’inizio i lavori delle nostre assise ecumeniche…
E’ la prima volta – e il dirlo Ci riempie l’animo di profonda commozione – che un Concilio Ecumenico presenta una sintesi così vasta della dottrina cattolica circa il posto che Maria Santissima occupa nel mistero di Cristo e della Chiesa…
E la conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituirà sempre una chiave per la esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa…
A gloria dunque della Vergine e nostro conforto, Noi proclamiamo Maria Santissima ‘Madre della Chiesa’(Paolo VI).

Il Papa Benedetto XVI, in occasione del quarantesimo della conclusione del Concilio ricorda con commozione questo momento solenne:

“Paolo VI, nel suo discorso in occasione della promulgazione della Costituzione conciliare sulla Chiesa, aveva qualificato Maria come ‘tutrix huius Concilii’ – protettrice di questo Concilio –e, con un’allusione inconfondibile al racconto di Pentecoste tramandato da Luca ( At  1, 12-14), aveva detto che i Padri si erano riuniti nell’aula del Concilio ‘cum Maria, Matre Iesu’ e, pure nel suo nome, ne sarebbero ora usciti. Resta indelebile nella mia memoria il momento in cui, sentendo le sue parole: “Mariam Sanctissimam declaramus MatremEcclesiae” – “dichiariamo Maria Santissima Madre della Chiesa”, spontaneamente i Padri si alzarono di scatto dalle loro sedie e applaudirono in piedi, rendendo omaggio alla Madre di Dio, a nostra Madre, alla madre della Chiesa. Di fatto, con questo titolo il Papa riassumeva la dottrina mariana del Concilio e dava la chiave per la sua comprensione. Maria non sta soltanto in un rapporto singolare con Cristo, il Figlio di Dio che, come uomo, ha voluto diventare figlio suo. Essendo totalmente unita a Cristo, ella appartiene anche totalmente a noi. Sì, possiamo dire che Maria ci è vicina come nessun altro essere umano, perché Cristo è uomo per gli uomini e tutto il suo essere è “un esserci per noi”. Cristo, dicono i Padri, come Capo è inseparabile dal suo Corpo che è la Chiesa, formando insieme con essa, per così dire, un unico soggetto vivente. La Madre del Capo è anche la Madre di tutta la Chiesa; lei è, per così dire, totalmente espropriata da se stessa; si è data interamente a Cristo e con Lui viene data a tutti noi. Infatti, più la persona umana si dona, più trova se stessa” (Benedetto XVI, Omelia dell’Immacolata, 8 dicembre 2005, nel 40° anniversario della conclusione del Concilio).

Il Concilio Vaticano II è simbolicamente contenuto tra le due icone mariane: la Madre di Dio e la Madre della Chiesa: Il Concilio ha cominciato con l’icona della Theotokos. Alla fine papa Paolo VI riconosce alla stessa Madonna il titolo Mater Ecclesiae. E queste due icone, che iniziano e concludono il Concilio, sono intrinsecamente collegate, sono, alla fine, un’icona sola.
Pastoralmente in cui si constata, oggi, quante conversioni avvengono nei luoghi di presunte apparizioni cioè non ancora riconosciute nella loro origine soprannaturale, non escluse, c’è ampio spazio anche  per la nuova evangelizzazione.

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