martedì 24 ottobre 2017

Domenica XXX anno A

Necessari i dieci comandamenti negativi ma ciò che dà slancio alla vita è l’amore: Amerai il Signore Dio tuo …Amerai il prossimo tuo

Nel Vangelo breve di oggi riviviamo quando Gesù, dopo aver risposto ai sadducei sulla risurrezione, risponde alla domanda dei farisei: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?” . E’ una domanda difficile, perché nella Legge di Mosè ci sono ben 613 precetti e divieti. Come discernere, tra tutti questi, il più grande comandamento?
Ma Gesù non ha nessuna esitazione, e risponde subito: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua
anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti”. Poi aggiunge una cosa che non era stata richiesta dal dottore della legge: “E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso”. E conclude con grande autorevolezza: “Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti”.
Questa risposta di Gesù non è scontata, perché, nella molteplicità dei precetti e dei divieti, i più importanti erano a parere di tutti, i dieci Comandamenti pronunciati da Dio stesso; gli altri comandamenti o divieti sono stati dati al popolo da Mosè, e non direttamente da Dio.
Sarebbe stato logico che Gesù, nella risposta al dottore della legge, scegliesse uno dei Comandamenti, in particolare il primo: il divieto di adorare altri dei. Gesù però non sceglie uno dei dieci Comandamenti, ma cerca altrove e prende anche un testo del Levitico, che esprime un secondo comandamento dell’amore e lo qualifica simile, non uguale, al primo: ”Amerai il Signore Dio tuo…Amerai il prossimo tuo”.
Come si spiega questa scelta di Gesù? I dieci Comandamenti, che hanno una importanza eccezionale, sono per lo più divieti, comandamenti negativi e fissano le condizioni al di sotto delle quali non è più possibile sempre  e per tutti avere un rapporto positivo con Dio, neppure amare. Chi vuole vivere secondo la volontà di Dio, amare come Lui ci ama, deve assolutamente osservarli. Se non lo fa si disumanizza e segue la via della perdizione.
Ma i dieci Comandamenti presentano tutti condizioni negative, sia nei rapporti con Dio (prima serie salvo la santificazione della Domenica pur anche con divieti),sia nei rapporti con il prossimo (seconda serie salvo onora il Padre e la madre con tanti obblighi).
Gesù nel giudizio non preferisce né un comandamento negativo, né un comandamento limitato, ma vuole indicare un cammino dinamico, positivo, universale. Rispettare il Decalogo è già una grande cosa necessaria da avere sempre presente nell’esame di coscienza, ma ciò che dà uno slancio alla vita è l’amore. Per questo Gesù sceglie due comandamenti dell’amore: “Amerai il Signore Dio tuo … Amerai il prossimo tuo”.
E’ una prospettiva meravigliosa, che corrisponde al desiderio profondo del nostro cuore. Infatti siamo creati e quindi la verità che siamo dono nel nostro e altrui essere del Donatore divino come di tutto il mondo che ci circonda. Dono di Dio che è amore per essere amati e per amare. E per ridarci dopo il peccato originale questa possibilità originaria il Figlio del Padre ha assunto attraverso lo Spirito Santo un volto umano, ci ha amato sino alla fine e il suo cuore da risorto ci rende sacramentalmente attuale almeno ogni Domenica quello che è avvenuto una volta per sempre sulla Croce rivelando e donando la larghezza del suo amore, non esclude nessuno, la lunghezza, nessuna difficoltà lo vince, l’altezza, figli nel Figlio del Padre e quindi fratelli, la profondità, condivide fino in fondo le nostre miserie. Che la Regina di questo amore divino si sia sempre vicina.

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