venerdì 5 maggio 2017

IV Domenica di Pasqua

In questa quarta domenica di Pasqua, in cui la liturgia ci presenta Gesù come Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per tutte le Vocazioni, quelle sacerdotali in particolare

In ogni continente, le comunità ecclesiali invocano concordi dal Signore soprattutto numerose e sante vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e missionaria, al matrimonio
cristiano e meditano sul tema che Gesù è la porta e il pastore: “Io sono la porta delle pecore”, e: “Io sono il buon pastore”. Gesù dunque è tutto per noi: è la porta e il pastore attraverso le vocazioni, è il Signore o datore di ogni bene e il servitore, è Dio e uomo, Dio che possiede un volto umano, che ci ha amato sino alla fine dando la vita e risorgendo per l’umanità nel suo insieme e ciascuno in particolare. Ognuno pensati nel nostro essere dono unico e irripetibile prima della creazione del mondo cioè persone, il Padre ci ha pensati e voluti quando ha pensato e voluto il Figlio in un volto umano. Nella sua bontà senza limiti ha voluto che l’Unigenito generato nell’identica natura divina nello Spirito Santo fosse il primogenito di molti fratelli nella natura umana. Il primo dunque che è stato scelto prima della creazione del mondo è il Verbo incarnato, crocifisso e risorto, ed in Lui ciascuno di noi. Ogni persona umana realizza se stessa in Cristo. Asceso alla destra del Padre con il suo corpo glorificato continua a farsi presente sacramentalmente attraverso la mediazione del suo corpo che è la Chiesa nella Chiesa con i vari ministeri, con le varie vocazioni a servizio della Chiesa-missione perché ogni persona umana realizza se stessa solamente in Cristo. Se siamo stati pensati e voluti in Cristo, nel Dio che ha assunto un volto umano, questi è la nostra intelligibilità, la verità, il significato del nostro esserci, il Tutto in rapporto al quale valutare e scegliere ogni azione cioè la moralità, l’eticità a livello sociale. E per questo annuncio nella Chiesa ci sono vari servizi o “ministri del Vangelo” dal momento che vocazione e missione per la mediazione per incontrare Cristo sono inseparabili. In particolare ci sono vocazioni ad vitam, cioè quegli uomini e quelle donne che si dedicano totalmente ad annunciare Cristo a quanti ancora non l’hanno conosciuto o ritengono di conoscerlo, come in Occidente, senza conoscerlo: una vocazione, questa, che conserva tuttora la sua piena validità. Questo servizio missionario e pastorale svolgono, in primo luogo, i sacerdoti che rendono visibile Lui pastore invisibile, dispensando la Parola di Dio e i Sacramenti, e manifestando con la loro carità pastorale a tutti, soprattutto ai malati, ai piccoli, ai poveri, la presenza risanatrice di Gesù Cristo. Tutta la comunità  rende grazie a Dio per questi nostri fratelli che si spendono senza riserve nel ministero pastorale, suggellando talora la fedeltà a Cristo con il sacrificio della vita. A loro va la grata ammirazione insieme con la preghiera di suffragio. Una preghiera urgente perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti decidono di vivere e annunciare radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità totale, povertà e obbedienza: sono uomini e donne che hanno un ruolo primario nell’evangelizzazione. Di essi, alcuni si dedicano alla contemplazione e alla preghiera continua che consente a Dio di intervenire storicamente per tutti e per tutto, altri ad una multiforme azione educativa e caritativa, tutti però accumunati da un medesimo scopo: quello di testimoniare il primato di Dio su tutto e diffondere il suo Regno cioè il suo Amore in ogni ambito della società in attesa del più oltre la morte. Non pochi tra loro – ebbe a scrivere il beato Paolo VI – “sono intraprendenti e il loro apostolato è spesso contrassegnato da un’originalità, da una genialità che costringono all’ammirazione. Sono generosi: li si trova agli avamposti della missione, assumono i più grandi rischi per la loro salute e la loro stessa vita” (EN 69). Non va infine dimenticato che anche quella del matrimonio è una vocazione missionaria: gli sposi, infatti, sono chiamati a vivere Il Vangelo dell’amore sponsale di Cristo per la Chiesa, per l’umanità nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono oggi la loro preziosa collaborazione nella missione ad gentes.
Nel Centenario sabato 13 maggio delle apparizioni di Fatima invochiamo la materna protezione di Maria sulle molteplici vocazioni esistenti nella Chiesa, perché si sviluppino con una forte impronta missionaria e apostolica.

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