martedì 25 agosto 2009

Avvenimento

Amore e Verità sono interdipendenti

“La tematica del Meeting 2009 verte sulla conoscenza che è sempre un avvenimento. “Avvenimento” è una parola con cui don Giussani ha tentato di riesprimere la natura stessa del cristianesimo, che per lui è un “incontro”, e cioè un dato esperienziale di conoscenza e di comunione. Proprio dall’accostamento tra le parole “avvenimento” e “incontro” è possibile percepire meglio il messaggio del Meeting. La riflessione gnoseologica ed epistemologica contemporanea ha portato alla luce il ruolo determinante del soggetto della conoscenza nell’atto stesso del conoscere. Contrariamente ai presupposti del “dogma” positivista della pura obiettività, il principio di indeterminazione di Heisenberg ha reso evidente come ciò sia vero perfino nelle scienze naturali: anche in queste discipline, il cui “oggetto” sembra essere regolato da invariabili leggi di natura, la prospettiva dell’osservatore è un fattore che condiziona e determina il risultato dell’esperimento scientifico, e quindi della conoscenza scientifica come tale. La pura obiettività risulta perciò pura astrazione, espressione di una gnoseologia inadeguata e irrealistica.

Ma se ciò è vero per le scienze naturali, lo è tanto più per quegli “oggetti” di conoscenza che a loro volta sono strutturalmente legati alla libertà degli uomini, alle loro scelte e alle loro diversità. Pensiamo alle scienze storiche, che si basano su testimonianze nelle quali convergono, come fattori influenzanti del loro modo di comunicare la realtà che trasmettono, le visioni del mondo di chi le ha composte e le loro convinzioni, a loro volta legate a quelle del loro tempo, le loro situazioni personali, le scelte con cui essi si sono posti in rapporto alla realtà che descrivono, la loro levatura morale, le loro capacità e il loro ingegno, la loro cultura. Lo studioso che accosta il suo oggetto dovrà dunque sceverare tutto ciò, per comprendere e valutare il significato e la portata del messaggio veicolato in un contesto d’insieme, agendo come se si trovasse di fronte a una persona che non conosce ancora bene, ma che gli sta raccontando qualcosa che ritiene comunque importante conoscere. La conseguenza più rilevante di tale situazione è che la conoscenza non può essere descritta come la registrazione di uno spettatore distaccato. Anzi il coinvolgimento con l’oggetto conosciuto da parte del soggetto conoscente è conditio sine qua non della conoscenza stessa. E pertanto, non il distacco e l’assenza di coinvolgimento sono l’ideale da rincorrere, peraltro invano, nella ricerca di una conoscenza “obiettiva”, bensì un coinvolgimento adeguato con l’oggetto, un coinvolgimento atto a far giungere a chi interpreta la conoscenza il suo specifico messaggio” (Messaggio del Card. Segretario di Stato Arcisio Bertone, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, in Occasione della 30° Edizione del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, 23 – 29 agosto 2009).

Ecco perché la conoscenza può essere un “avvenimento”. Essa “avviene” come un vero e proprio “incontro” tra un soggetto e un oggetto. Che tale incontro sia necessario perché si possa parlare di conoscenza ci fa allora guardare a soggetto e oggetto non come a due grandezze che si possano reciprocamente mantenere ad una indifferente distanza al fine di preservarne la purezza; essi sono al contrario due realtà vive che si influenzano reciprocamente proprio quando vengono in contatto.

E l’onestà intellettuale di colui che conosce sta in quella somma arte di “ospitare l’oggetto” in modo che esso possa rivelare si stesso quale veramente è cioè in tutti i fattori, anche se in questa tensione al tutto, alla verità non in modo integrale ed esaustivo. E l’accoglienza dell’oggetto senza accentuarne qualche fattore a scapito di qualche altro, la disponibilità all’ascolto che caratterizza il soggetto conoscente come vero amante della verità cioè della realtà in tutti i fattori, si può descrivere come una sorta di “simpatia” per l’oggetto. C’è qui, come molto del pensiero medioevale ci ha trasmesso, una particolare forza conoscitiva propria dell’amore. “Amare” significa “voler conoscere” e il desiderio e la ricerca della conoscenza sono una spinta interna dell’amore come tale. A ben vedere, dunque, ciò stabilisce un rapporto ineliminabile tra amore e verità. Ogni conoscenza vera presuppone per sua natura una certa “conformazione” di soggetto e oggetto: un’intuizione fondamentale, già condensata nell’antico assioma empedlocheo, secondo il quale “il simile conosce il simile”. L’evangelista Giovanni lo richiama implicitamente, laddove scrive che quando Dio “ si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è” (1 Gv 3,1).

Esiste conoscenza più necessaria all’uomo di quella del suo Creatore, del Donatore del proprio e altrui essere dono come di tutto il mondo che lo circonda?

Dio nel suo unico essere divino è essenzialmente relazione, Padre, Figlio e Spirito Santo e ogni essere dono a sua immagine e somiglianza può conoscere nel suo spirito solo in relazione, in rapporto con il Donatore divino di se stesso, degli altri e con tutto il mondo che lo circonda: fondamentale è ciò che è descritto con la parola “incontro”, “avvenimento che accade”; “stupore”. Si comprende allora perché i Padri della Chiesa abbiano insistito sul bisogno di mantenere pura l’apertura originaria di ogni io umano alla realtà in tutti i fattori cioè alla verità che rende liberi, di purificare l’occhio dell’anima nella ricerca del vero, del bene per giungere a vedere Dio, il Donatore divino del proprio e altrui essere dono e di ogni essere dono che viene all’esistenza, rifacendosi alla beatitudine evangelica: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8). La razionalità di ogni uomo cioè l’apertura originaria di ogni io umano alla realtà in tutti fattori cioè alla verità per raggiungere il proprio fine, che è la conoscenza del vero, del bene, del Donatore di ogni essere e quindi scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana percependo così quel Dio che possiede un volto umano e che è la Ragione personale di tutto ciò che esiste, avviene solo grazie a un cuore purificato e sinceramente libero, amante del vero che ricerca, della Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.

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