giovedì 30 agosto 2018

Domenica XXII B

Dio che ci parla con la sua Parola orienti i nostri pensieri, le nostre scelte e le nostre azioni, ogni giorno in una storia di amore a Lui nel prossimo
Nella Liturgia della Parola di questa domenica emerge il tema della Legge di Dio, del suo comandamento: un elemento essenziale della religione ebraica e quindi anche di quella cristiana, dove trova il suo pieno compimento
nell'amore (Rm 13,10). La Legge di Dio è l'essere raggiunti continuamente dalla sua Parola, dal Verbo incarnato che guida l'uomo nel cammino della vita, lo fa uscire dalla schiavitù  dell'erigere sul piano della prassi il libero arbitrio individuale a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare e lo introduce nella consapevolezza del proprio e altrui essere dono del Donatore divino, come di tutto il mondo che lo circonda. L'individuo con il suo libero arbitrio è persona libera nel relazionarsi con il Donatore divino del proprio e altrui essere dono, come di tutto il mondo. Per questo nella Bibbia la Legge non è vista come un peso, una limitazione opprimente, ma come il dono più prezioso del Signore, la consapevolezza e la testimonianza del suo amore paterno, della sua volontà di stare vicino al suo popolo, di essere il suo Alleato  e scrivere con esso una storia di amore fino al perdono. Così prega il pio israelita e quindi ogni cristiano: "Nei tuoi decreti è la mia delizia,/ non dimenticherò la tua parola. (…)Guidami sul sentiero dei tuoi comandi,/ perché in essi è la mia felicità" /Sal 119,16.35). Nell'Antico Testamento cioè nell'Antica Storia di Amore, colui che a nome di Dio trasmette la Legge al popolo è Mosè. Egli, dopo il lungo cammino nel deserto, sulla soglia della terra promessa, così proclama: "Ora, Israele, ascolta cioè  congiungi all'udire l'ubbidire alle leggi e le norme che io (per amore) vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate nell'amore ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, ora sta per darvi".
Ed ecco il problema: quando il popolo si stabilisce nella terra, ed è depositario della Legge, è tentato di riporre la sua sicurezza e la sua gioia in qualcosa che non è più la parola del Signore, la sua testimonianza di amore: ma nei beni, nel potere, in altre 'divinità' che in realtà sono vane, sono idoli del libero arbitrio che tolgono la libertà. Certo, la Legge di Dio rimane, ma non è più la cosa, l'amore più importante, la regola della vita, la libertà che rende possibile l'amore; diventa piuttosto un rivestimento, una copertura, mentre la vita segue altre strade, altre regole, interessi spesso egoistici individuali e di gruppo. E così la religione smarrisce il suo senso autentico che è vivere in ascolto di Dio per fare con gioia la sua volontà – che è la verità, la bellezza, la bontà del nostro essere che rende liberi, capaci di essere amati e di amare – e così vivere bene, nella libertà il proprio e altrui libero arbitrio, e si riduce a pratica di usanze secondarie, che soddisfano piuttosto il bisogno umano di sentirsi a posto con Dio. Ed è questo un grave rischio di ogni religione, che Gesù ha riscontrato nel suo tempo, ma che si può verificare, purtroppo, anche nella cristianità. Perciò le parole di Gesù nel Vangelo di oggi contro gli scribi e i farisei devono far pensare anche noi. Gesù fa proprie le parole del profeta Isaia: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini" (Mc 7,6-7; Is 29,13). E poi conclude: "Trascurando il comandamento di Dio, voi onorate, assolutizzate la tradizione degli uomini" (Mc 7,8).
Anche l'apostolo Giacomo, nella sua Lettera, mette in guardia dal pericolo, di una falsa religiosità. Egli scrive ai cristiani: "Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi" (Gc 1,22). La Vergine Maria, alla quale ora ci rivolgiamo  in preghiera, ci aiuti ad ascoltare con cuore aperto e sincero la Parola di Dio cioè Gesù Cristo vivo e presente attraverso la Chiesa, perché orienti i nostri pensieri, le nostre scelte e le nostre azioni, ogni giorno.

Nessun commento:

Posta un commento