sabato 3 agosto 2013

La Chiesa esca per le strade


Io, Papa Francesco, voglio che voi giovani vi facciate sentire nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la Chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in se stessi. Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori…, se non lo fanno diventano una ONG e la Chiesa non può essere una ONG

“Desidero dirvi ciò che spero come conseguenza della Giornata della Gioventù: spero che sia chiasso. Qui ci sarà chiasso, ci sarà. Qui a Rio ci sarà chiasso, ci sarà. Però io voglio che vi facciate sentire nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi. Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori…, se non lo fanno diventano una ONG e la Chiesa non può essere una ONG. Che mi perdonino i vescovi e i sacerdoti, se alcuni vi creeranno confusione. E’ il consiglio. Grazie per ciò che potete fare.
Guardate, io penso che, in questo momento, questa civiltà occidentale sia andata oltre i limiti, sia 
andataoltre i limiti perché ha creato un tale culto del dio denaro, che siamo in presenza di una filosofia e di una prassi di esclusione dei due poli della vita che sono le promesse dei popoli. Esclusione degli anziani, ovviamente. Uno potrebbe pensare che ci sia una specie di eutanasia nascosta, cioè non ci si prenda cura degli anziani; ma c’è anche una eutanasia culturale, perché non li si lascia parlare, non li si lascia agire. E l’esclusione dei giovani. La percentuale che abbiamo di giovani senza lavoro, senza impiego, è molto alta e abbiamo una generazione che non ha esperienza della dignità guadagnata con il lavoro. Questa civiltà, cioè, ci ha portato a escludere i due vertici che sono il nostro futuro. Allora i giovani: devono emergere, devono farsi valere; i giovani devono uscire per lottare per i valori, lottare per questi valori: devono emergere, devono farsi valere; i giovani devono uscire per lottare per i valori, lottare per questi valori; e gli anziani devono aprire bocca, gli anziani devono aprire la bocca e insegnarci! Trasmetteteci la saggezza dei popoli!
Nel popolo argentino, io chiedo, di vero cuore, agli anziani: non venire meno nell’essere la riserva culturale del nostro popolo, riserva che trasmette la giustizia, che trasmette la storia, che trasmette i valori, che trasmette la memoria del popolo. E voi, per favore, non mettetevi contro gli anziani: lasciateli parlare, ascoltateli e andate avanti. Ma sappiate, sappiate che in questo momento voi, giovani e gli anziani, siete condannati allo stesso destino: esclusione. Non vi lasciate escludere. E’ chiaro! Per questo credo dobbiate lavorare. La fede in Gesù Cristo non è uno scherzo, è una cosa molto seria. E’ uno scandalo che Dio sia venuto a farsi uno di noi. E’uno scandalo che sia morto su una croce. E’ uno scandalo: lo scandalo della Croce. La Croce continua a far scandalo. Ma è l’unico cammino sicuro: quello della Croce, quello di Gesù, quello dell’incarnazione di Gesù. Per favore non “frullate” la fede in Gesù Cristo. C’è il frullato di arancia, c’è il frullato di mela, c’è il frullato di banana, ma per favore non bevete “frullato” di fede, La fede è intera, non si frulla. E’ la fede in Gesù. E’ la fede nel Figlio di Dio fatto uomo, che mi ha amato ed è morto per me. Allora: fatevi sentire; abbiate cura degli estremi della popolazione, che sono gli anziani e i giovani; non lasciatevi escludere e che non si escludano gli anziani.
Secondo: non “frullate” la fede in Gesù Cristo. Le Beatitudini. Che cosa dobbiamo fare, Padre? Guarda,leggi le Beatitudini che ti faranno bene. Se vuoi sapere che cosa devi fare concretamente leggi Matteo capitolo 25, che è il protocollo con il quale verremo giudicati. Con queste due cose avete il Piano d’azione: le Beatitudini e Matteo 25. Non avete bisogno di leggere altro. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Va bene; vi ringrazio per questa vicinanza. Mi dispiace che siate ingabbiati, però vi dico una cosa. Io, ogni tanto, lo sperimento: che brutta cosa è essere ingabbiati. Ve lo confesso di cuore, ma vediamo….Vi capisco. Mi sarebbe piaciuto esservi più vicino, ma comprendo che, per ragioni di sicurezza, non si può. Grazie per essere venuti, grazie per pregare per me; ve lo chiedo di cuore, ne ho bisogno. Ho bisogno delle vostre preghiere, ne ho tanto bisogno. Grazie per questo. Ebbene, vi voglio dare la Benedizione e dopo benediremo l’immagine della Vergine che percorrerà tutta la Repubblica…e la croce di san Francesco, che viaggerannomissionariamente. Ma non dimenticate: fatevi sentire; abbiate cura dei due estremi della vita, i due estremi della storia dei popoli, che sono gli anziani e i giovani; e non frullate la fede. (Papa Francesco, Incontro con i giovani argentini, 25 luglio 2013).

Come è nello stile, nel metodo pastorale di Papa Francesco egli esprime un giudizio di fede narrando le due esclusioni della civiltà di questo momento con al centro il dio denaro: gli anziani e quindi i giovani, le due ali estremi del cammino storico, ragionevole, non dominato dall’unica etica cioè l’utile anziché il valore fondamentale di ogni persona. Culturalmente considerando l’uomo un semplice prodotto ella natura, come tale non libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale, si esclude  l’etica del valore centrale di ogni persona cui tutto subordinare perché storicamente proviene dalla fede e per questo ideologicamente non potrebbe pretendere una sua validità per quanti non condividono questa fede. Ma allora che cos’è il valore universale della ragione? Come può un’affermazione – soprattutto la norma morale di non esclusione degli anziani e dei giovani – dimostrarsi “ragionevole”, avere il carattere di ragione pubblica pur storicamente provenendo dalla Rivelazione? Non si può nel nome di una razionalità secolaristicamente indurita, essere semplicemente disconosciuta. Essa deriva da una tradizione responsabile e motivata che ha dato vita al sistema democratico di governo con al centro il valore di ogni persona. E il Papa richiama il riconoscimento che l’esperienza e la dimostrazione nel corso di generazioni, il fondo storico dell’umana sapienza, sono anche un segno della sua ragionevolezza e del suo perdurante significato normativo per tutti. Di fronte a una ragione a-storica che cerca di auto costruirsi soltanto in una razionalità  a-storica e quindi escludendo anziani e giovani, la sapienza dell’umanità come tale – la sapienza delle grandi tradizioni religiose, le utili luci, i valori sorti lungo la storia della fede cristiana – è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee. Questo ha ricordato Benedetto XVI nell’Allocuzione con l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, allocuzione mandata per iscritto essendogli stato negato di pronunciarla..

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