domenica 15 novembre 2009

Cuore ed ambiente

Il vissuto ecclesiale tra l’annuncio del Vangelo e l’attenzione al cuore dell’uomo e all’ambiente in cui vive

“L’intima natura della Chiesa si esprime in triplice compito: annuncio della Parola di Dio, celebrazione dei Sacramenti, servizio della carità, la carità appartiene alla natura stessa della Chiesa.

Operando in questo ambito della vita ecclesiale, voi del Pontificio Consiglio “Cor Unum” svolgete una missione che si colloca in una tensione costante tra due poli: l’annuncio del Vangelo e l’attenzione al cuore dell’uomo e all’ambiente in cui egli vive. Quest’anno due speciali eventi ecclesiali hanno messo in risalto tale aspetto: la pubblicazione dell’Enciclica Caritas in veirtate e la celebrazione dell’Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi sulla riconciliazione, la giustizia e la pace. In prospettive diverse ma convergenti, essi hanno evidenziato come la chiesa, nel suo annuncio salvifico, non possa prescindere dalle condizioni concrete di vita degli uomini, ai quali è inviata. L’agire per migliorarle concerne la sua stessa vita e la sua missione, poiché la salvezza di Cristo è integrale e riguarda l’uomo in tutte le sue dimensioni: fisica, spirituale, sociale e culturale, terrena e celeste. Proprio da questa consapevolezza sono nate nel corso dei secoli, molte opere e strutture ecclesiali finalizzate alla promozione delle persone e dei popoli, che hanno dato e continuano a offrire un contributo insostituibile per la crescita, lo sviluppo armonico e integrale dell’essere umano. Come ho ribadito nell’Enciclica Caritas in veritatte, “la testimonianza della carità di Cristo attraverso opere di giustizia, pace e sviluppo fa parte dell’evangelizzazione, perché a Gesù Cristo, che ci ama, sta a cuore tutto l’uomo” (n. 15).

In questa ottica va considerato l’impegno della Chiesa per lo sviluppo di una società più giusta, nella quale siano riconosciuti e rispettati i diritti degli individui dei popoli ( ibid. 6). Molti fedeli laici, al riguardo, svolgono una proficua azione nel campo economico, sociale, legislativo e culturale, e promuovono il bene comune. Essi testimoniano il Vangelo contribuendo a costruire un giusto ordine nella società e partecipando in prima persona alla vita pubblica ( Deus caritas est, 28). Non compete certo alla Chiesa intervenire direttamente nella politica degli Stati o nella costruzione di strutture politiche adeguate( ibid. 9). La Chiesa con l’annuncio del Vangelo apre il cuore per Dio e per il prossimo, e sveglia le coscienze. Con la forza del suo annuncio difende i veri diritti umani e si impegna per la giustizia. La fede è una forza spirituale che purifica la ragione nella ricerca di un ordine giusto, liberandola dal rischio di venire “abbagliata” dall’egoismo, dall’interesse e dal potere. In verità, come l’esperienza dimostra, anche nelle società più evolute dal punto di vista sociale, la caritas resta necessaria: il servizio dell’amore non diventa mai superfluo, non solo perché l’anima umana ha sempre bisogno, oltre che delle cose materiali, dell’amore, ma anche perché permangono situazioni di sofferenza, di solitudine, di necessità, che richiedono dedizione personale ed aiuti concreti. Quando offre amorevole attenzione ad ogni uomo, la Chiesa sente pulsare in se stessa la pienezza di amore suscitata dallo Spirito Santo, il quale, mentre aiuta l’uomo a liberarsi dalle oppressioni materiali, assicura ristoro e sostegno all’anima, liberandola dai mali che l’affliggono. Sorgente di questo amore è Dio stesso, infinita misericordia ed amore eterno. Chiunque, pertanto, presta servizio all’interno degli organismi ecclesiali che gestiscono iniziative e opere di carità, non può che avere questo precipuo obbiettivo: far conoscere e sperimentare il Volto misericordioso del Padre celeste, poiché nel cuore di Dio Amore c’è la risposta alle attese più intime di ogni cuore umano” (Benedetto XVI, Ai partecipanti all’Assemblea Plenaria di Cor Unum, 13 novembre 2009).

Per questo di più, per questa completezza di umanità, quanto è necessario per i cristiani l’incontro con Cristo e mantenere fisso lo sguardo sul suo Volto! Solo in Lui, pienamente Dio e pienamente uomo, possiamo contemplare il Padre nella Sua altezza, profondità, larghezza del suo amore (Gv 14,9) e sperimentarne l’infinita misericordia! I cristiani sanno di essere chiamati a servire ed amare il mondo, pur senza essere “del mondo” (Gv 15,19);a potare una Parola di salvezza integrale dell’uomo, che non si può rinchiudere nell’orizzonte terreno. Si tratta di rimanere totalmente – come Cristo – fedeli alla volontà del Padre fino al dono supremo di se stessi, per percepire più facilmente quel bisogno di vero amore gratuito che c’è in ogni cuore. Questo il cammino da percorrere da chi vuol seguire la logica del Vangelo nel testimoniare la carità di Cristo.

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