giovedì 29 settembre 2016

Preghiera 70

PREGHIERA DI LIBERAZIONE,
GUARIGIONE, CONSOLAZIONE
Madonna della Salute Dossobuono 3 Ottobre 2016 18,30-20
Canto di esposizione
(67) – O Gesù ti adoro, ostia candida, sotto un vel di pane nutri l’anima. Solo in te il mio cuore si abbandonerà perché tutto è vano se contemplo te.
L’occhio, il tatto, il gusto non arriva a te, ma la tua parola resta salda in me: Figlio sei di Dio, nostra verità; nulla di più vero se ci parli tu.
Hai nascosto in Croce la divinità sull’altare veli pur l’umanità; Uomo-Dio la fede ti rivela a me, come al buon
ladrone dammi un giorno il ciel.
Anche se le piaghe non mi fai toccar grido con Tommaso: “Sei il mio Signor”; cresca in me la fede, voglio in te sperar pace trovi il cuore solo nel tuo amor.
Sei riocrdo eterno che morì il Signor pane vivo, vita, tu diventi in me. Fa che la mia mente luce attinga a te e della tua manna porti il gusto in sé.
Come il pellicano nutri noi di te; dal peccato grido: “Lavami, Signor”. Il tuo sangue è fuoco, brucia il nostro error, una sola stilla, tutti può salvar.
Ora guardo l’Ostia, che ti cela a me, ardo dalla sete di vedere te: quando questa carne si dissolverà, il tuo viso, luce, si disvelerà. Amen.
Siamo nel mese di ottobre, il mese della memoria della vittoria della preghiera di tutta la Chiesa che pregando insieme con il Rosario ha vinto il tentativo del Maligno a Lepanto liberando da un pericolo storico enorme tutto l’Occidente. Un pericolo che oggi è peggiore. Iniziamo questo mese del rosario insieme in famiglia, nei cenacoli, in parrocchia, con questa preghiera di liberazione il primo lunedì di ogni mese qui nel caro Santuario della Madonna della salute per non soccombere nella tentazione e nell’azione malefica del Diavolo che divide, di Satana che spinge all’odio, del Serpente antico che oscura la coscienza, del Dragone che in tanti modi è contro la creazione, soprattutto contro il rapporto uomo-donna come integrazione nell’immagine trinitaria della relazione verginale e matrimoniale, togliendoci psicologicamente fiducia, speranza, coraggio di amare fino al perdono.
 E mi rifaccio ad un messaggio del 12 aprile 1989 della presunta apparizione della Regina dell’Amore a San Martino di Schio che nei primi tre anni ha richiamato i due misteri fondamentali della fede: l’essenza trinitaria dell’unico Dio che è amore e  l’incarnazione del Figlio nel suo grembo verginale e che risorto, asceso alla destra del Padre, si fa sacramentalmente presente per opera dello Spirito Santo in ogni luogo e in ogni tempo (in questo momento l’abbiamo qui dinnanzi veramente, corporalmente, sostanzialmente) per farci rivivere con Lei tutti i detti e fatti evangelici del momento storico terreno, e anche nella Messa delle 20 di questa sera  l’attualizzazione sacramentale del suo sacrificio e della sua risurrezione con la nostra Madre, donna eucaristica. Questo il messaggio:” Chi mi comprenderà, comprenderà Dio”, l’essenza trinitaria dell’unico Dio, il Padre, l’Amante, il Figlio, l’Amato, lo Spirito Santo, l’Amore. Chi mi comprenderà, comprenderà l’Amato che dal mio grembo  verginale per opera dello Spirito Santo ha assunto un volto umano per rivelare la paternità universale del Padre, amando sino alla fine l’umanità come uguaglianza e fraternità, ogni singola persona per liberare dal peccato e dal condizionamento di Satana cioè donando la propria vita lasciandosi uccidere, ma non poteva soccombere definitivamente alla morte provocata da Satana con il peccato dell’uomo: nell’Ultima Cena egli ha anticipato e accettato la propria morte in croce davanti a me – ripete la Madonna della salute - rendendomi madre di tutti, trasformando la morte in croce  nel dono di sé, quel dono che risorto e asceso al cielo continua a darci facendosi sacramentalmente presente in ognin celebrazione eucaristica,  in questo momento davanti a noi in adorazione, ci libera, ci guarisce, ci consola, ci salva. 
Renderci conto, lasciandoci continuamente evangelizzare, è come un’esplosione di luce, un’esplosione di amore che scioglie le catene del peccato, degli assalti del Maligno e della morte, ci fa superare ogni paura, ci fa sopportare tutti i limiti cioè ci consola. Lui ha inaugurato con la nascita della Chiesa nella prima Pentecoste una nuova dimensione della vita e della realtà che resi consapevoli stiamo vivendo pur con tanti problemi e difficoltà, dalla quale emerge un mondo nuovo, che come lievito penetra continuamente nel nostro mondo così problematico suscitando in noi la fede, la speranza che trasforma, il suo amore, la sua misericordia che, nonostante le apparenze  attira tutto e tutti a sé, nonostante le apparenze di laicizzazione.
(329) 1. Tu sei la mia vita, altro io non ho. Tu sei la mia strada, la mia verità. Nella tua parola io camminerò finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai. Non avrò paura sai, se tu sei con me: io ti prego, resta con me!
2. Credo in te, Signore, nato da Maria: Figlio eterno e santo, uomo come noi. Morto per amore, vivo in mezzo a noi: una cosa sola con il Padre e con i tuoi, fino a quando – io lo so – tu ritornerai per aprirci il regno di Dio.
3. Tu sei la mia forza: altro io non ho. Tu sei la mia pace, la mia libertà. Niente nella vita ci separerà: so che la tua mano forte non mi lascerà. So che da ogni male tu mi libererai e nel tuo perdono vivrò.
4.Padre della vita, noi crediamo in te. Figlio Salvatore, noi speriamo in te. Spirito d’Amore, vieni in mezzo a noi:  tu da mille strade, poi, dove tu vorrai, noi saremo il seme di Dio.
“Chi mi comprenderà, comprenderà Dio” cioè il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, il Figlio che ha assunto un volto umano, che ci ha amato e da risorto, asceso al cielo e facendoci sacramentalmente presente tutti i detti e i fatti della sua vita terrena, annunciazione, passione, morte, risurrezione, ascensione, dono dello Spirito, assunzione e regina della sua e nostra madre cioè la contemplazione dei misteri del Rosario, ci ama, ci perdona, ci libera, ci guarisce, ci consola come umanità e come ogni singola persona. Noi cominciamo con la contemplazione del 
“Sì” che ha cambiato la storia
Vorrei iniziare queste preghiere di liberazione, guarigione, consolazione qui nel Santuario della Madonna della salute (chiedendole di intercedere per me!) soffermandomi sulla contemplazione del primo mistero della gioia che oltre nel Rosario contempliamo ogni giorno nella recita dell’Angelus al mattino, a mezzogiorno, alla sera. L’Annunciazione, narrata all’inizio del vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria – ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità, per noi che ne facciamo memoria con tutta la potenza di liberazione, guarigione, consolazione. Quando la Vergine disse il suo “sì” all’annuncio dell’angelo, Gesù fu concepito, il Figlio di Dio ha assunto un volto umano unendosi in qualche modo ad ogni uomo e con Lui incominciò la nuova era della storia, che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua (Passione, Morte, Sepoltura, Risurrezione, Ascensione, Sua continua presenza e azione sacramentale nella Chiesa per tutti fin dalla Prima Pentecoste), come “nuova ed eterna Alleanza” o storia di amore, di misericordia di Dio con l’umanità. In realtà il “sì” di Maria è la conseguenza, il riflesso perfetto di quello di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per compiere, o Dio, la tua volontà” (Eb 10,7). L’obbedienza del Figlio si rispecchia nell’obbedienza della Madre e così, per l’incontro di questi due “sì”, Dio ha potuto assumere un volto di uomo. Ecco perché l’Annunciazione è anche un mistero cristologico, perché fa memoria del mistero centrale di Cristo: la sua incarnazione, il Dio con noi anche adesso, questa sera qui davanti a noi, a me,, Dio che libera, che guarisce, che consola e mi rende sicuro, sereno, felice anche in tutte le tribolazioni.
(210) 1.Lieta armonia nel gaudio del mio spirito si espande. L’anima mia magnifica il Signor: lui solo è grande, lui solo è grande.
2. Umile ancella, degnò di riguardarmi dal suo trono e grande e bella mi fece il Creator: lui solo è buono, lui solo è buono.
3. E me beata dirà in eterno delle genti il canto: e mi ha esaltata per l’umile mio cuor: lui solo è santo, lui solo è santo.
Verginità di Maria e divinità di Gesù liberatore, guaritore, consolatore
Contemplando l’icona della vergine Santa, Concepita senza peccato, Immacolata, Madonna del Rosario, Regina della Pace, Regina dell’Amore, Madre del lungo cammino, nel momento in cui riceve il messaggio divino e dà la sua  risposta libera cioè di amore ( Lc 1,26-38), veniamo anche noi interiormente illuminati dalla luce di verità che promana, sempre nuova, da quel mistero o realtà divinamente umana. In particolare, vorrei soffermarmi brevemente sull’importanza della verginità di Maria, del fatto cioè che ella ha concepito Gesù rimanendo vergine.
Sullo sfondo dell’avvenimento di Nazareth c’è la profezia di Isaia: “Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14), Dio con noi, che mi è sempre accanto. A Mosè che chiedeva il nome da riferire al popolo: “Io sono colui che è sempre con te”. Questa antica promessa ha trovato compimento sovrabbondante nell’Incarnazione del Figlio di Dio che, dopo l’ascensione si fa sacramentalmente presente in continuità nell’Eucarestia, nei sacramenti, nei sacramentali, in questo momento dinnanzi a noi, tra di noi riuniti in preghiera nel suo nome. Ci fa rivivere non solo che la Vergine Maria ha concepito, ma lo ha fatto per opera dello Spirito Santo, cioè di Dio stesso non solo in lei ma da lei. L’essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende carne come noi, volto umano da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio. è pienamente uomo, fatto di terra – per usare il simbolo biblico – ma viene dall’alto, dal cielo cioè dalla Trinità dell’unico Dio. Il fatto che Maria concepisca rimanendo vergine è dunque essenziale per la conoscenza di Gesù e per la nostra fede, perché testimonia che l’iniziativa è stata di Dio e soprattutto rivela chi è come Persona divina il concepito come natura umana, oggi eucaristicamente attraverso la particola qui dinnanzi a noi. Come dice il Vangelo: “Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). In questo senso, la verginità di Maria e la divinità di Gesù si garantiscono reciprocamente.
Ecco perché è così importante quell’unica domanda  che Maria, “molto turbata”, rivolge all’Angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo” (Lc 1,34), cioè non ho rapporti sessuali. Nella sua semplicità, Maria è biblicamente sapientissima: non dubita del potere di Dio, ma vuole capire meglio anche con la ragione la sua volontà: fede-ragione. Maria è infinitamente superata dal Mistero dell’annuncio della maternità divina, eppure occupa perfettamente il posto che, al centro di esso, le è stato assegnato. Il suo cuore e la sua mente cioè il suo io libero sono pienamente umili, e proprio per la sua singolare umiltà, Dio attende il “sì” libero cioè di amore di questa fanciulla per realizzare il suo disegno di Nuova Alleanza cioè la sua Nuova storia di amore dopo quella antica pattuita con Mosè. Rispetta la sua dignità e la sua libertà per una risposta di amore, rischiando, come la libertà in ogni essere finito, il rischio del no: all’Averna in una pala è scolpita l’attesa del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, degli Angeli, di Adamo ed Eva, di Abramo, dei profeti anzi di ogni uomo. Il “sì” di Maria implica l’insieme di maternità e verginità, e desidera che tutto in Lei vada  a gloria di Dio, e il Figlio che nascerà da lei possa essere tutto dono di grazia..
Certo la verginità feconda di Maria è unica e irripetibile, ma il suo significato spirituale che emerge, che contempliamo nelle dieci Ave Maria del primo mistero. riguarda ogni cristiano soprattutto per non soccombere alla tentazione del Maligno  e non aver paura del suo male, anche se ci sembra irrimediabile. Questo significato spirituale che in questo momento ravviviamo, in sostanza, è legato alla fede, alla fiducia nella sua presenza sia nella storia dell’umanità sia nella propria storia personale: infatti chi confida profondamente nell’amore di Dio più grande di ogni peccato, di ogni male, accoglie in sé Gesù che morto, risorto, asceso al cielo si fa sacramentalmente presenta e comunica la sua vita divina, il perdono per l’azione ricreatrice dello Spirito Santo. Fino al momento terminale della vita nessun peccato è imperdonabile, nessuna azione ordinaria e straordinaria del Maligno, con Cristo, con Maria è invincibile.
(225) – 1. Madre santa, il Creatore da ogni macchia ti serbò.  Sei tutta bella nel tuo splendore: immacolata, noi ti acclamiam! R) Ave, ave, ave, Maria
 Beata Vergine, Madonna della Salute, con rinnovata  gratitudine per la tua presenza materna uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni che ti dicono beata.
Cerchiamo in te le grandi opere di Dio, che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità, afflitta dal male e ferita dal peccato, per guarirla e per salvarla. Accogli con benevolenza di Madre l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia, dinnanzi a questa tua immagine a noi tanto cara, affinché con la tua potente intercessione tu ci possa liberare da ogni  oppressione malefica, guarire da ogni male del corpo e dello spirito e consolare nlle nostre afflizioni.
Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori. Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso. Custodisci la nostra vita fra le tue braccia: benedici e rafforza ogni desiderio di bene; ravviva e alimenta la fede; sostieni e illumina la speranza; suscita e anima la carità; guida tutti noi nel cammino della santità. Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione per i piccoli e per i poveri, per glie esclusi e i sofferenti, per i peccatori e gli smarriti di cuore: raduna tutti sotto la tua protezione di fronte all’azione ordinaria e straordinaria del Maligno e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Benedizione eucaristica
Benedizione dell’acqua
Unzione con l’olio benedetto

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