sabato 22 agosto 2015

Domenica ventunesima

Tu solo,alimentandoci con l’Eucarestia almeno della Domenica, sei vita veramente vita

Nelle scorse domeniche abbiamo meditato il discorso sul “pane della vita, della vita veramente vita con ogni bene senza più alcun male né dell’anima né del corpo”, che Gesù pronunciò nella sinagoga di Cafarnao dopo aver sfamato migliaia di persone con cinque pani e due pesci. Oggi, il Vangelo presenta la reazione dei discepoli a quel discorso, una reazione che fu Cristo stesso, consapevolmente, a
provocare. Anzitutto, l’evangelista Giovanni – che era presente  insieme agli altri Apostoli – riferisce che “da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con Lui (Gv 6,66). Perché? Perché non cedettero alle parole di Gesù che diceva: Io (morto, risorto, non più spazialmente, temporalmente presente, ma che mi farò sempre presente sacramentalmente nel segno, nelle specie eucaristiche fino al compimento della storia) sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue cioè chi fa, sapendo e pensando, la comunione eucaristica vivrà la vita veramente vita in eterno (Gv 6,51-54); veramente parole in quel momento difficilmente accettabili, comprensibili, ma dette da Dio in un volto umano, Dio che non si può ingannare e non  può ingannarci. Questa rivelazione rimaneva per loro incomprensibile, perché la intendevano in senso materiale, mentre in quelle parole era preannunciato il mistero pasquale di morte e risurrezione di Gesù, in cui Egli, istituendo il giovedì santo il rito dell’Eucaristia avrebbe donato in continuità nella Chiesa se stesso per la salvezza del mondo: la nuova e continua presenza nella Santa Eucaristia, cuore della nostra fede.
Vedendo che molti dei suoi discepoli se ne andavano, Gesù  si rivolse agli Apostoli dicendo: “Volete andarvene anche voi?” Gv,6,67). Come in altri casi, è Pietro pieno di fiducia in Gesù a rispondere a nome dei Dodici: “Signore, da chi andremo? – anche noi possiamo in questo momento riflettere: da chi andremo, a chi ci affideremo?- Tu hai parole di vita veramente vita per l’anima e per il corpo e noi abbiamo creduto e quindi conosciuto che tu sei il Santo di Dio, (Dio che possiede un volto umano, quindi la verità e l’amore tra di noi)” (Gv, 6,68-69). Sant’Agostino, la cui memoria celebreremo venerdì prossimo e giovedì la sua mamma Santa Monica e io alle nove celebrerò in diretta a Tele Pace, in una sua  predica su San Giovanni 6:Vedete come Pietro, per grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perché ha capito? Perché ha creduto nel Dio con un volto umano, Gesù e Dio non si può ingannare, non ci può ingannare. Tu hai parole di vota veramente vita per l’anima e anche per il corpo e ci dai la vita veramente vita offrendoci nel rito eucaristico almeno della Domenica il tuo copro (risorto) e il tuo sangue (Te stesso). E noi abbiamo creduto, ci fidiamo e poi capito. Abbiamo creduto per poter capire; se, infatti, avessimo voluto conoscere, come in filosofia, prima di credere,non saremmo riusciti a capire, né a credere. Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo conosciuto? Che tu sei il Dio che possiede un volto umano, la verità che non può ingannarsi e non ci  può ingannare, sei la stessa fonte della vita, e nella carne e nel sangue eucaristicamente dati ci dai quello che tu sei, il Figlio di Dio e ci fai figli nel Figlio e quindi tra di noi fratelli.
Gesù sapeva che anche tra i dodici Apostoli c’era uno che non credeva: Giuda. Anche Giuda  avrebbe potuto andarsene, come fecero molti discepoli; anzi, avrebbe forse dovuto andarsene, se fosse stato onesto. Invece rimase con Gesù. Rimase non per fede,  non per amore,ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro. Perché? Perché Giuda si sentiva tradito di Gesù che parlava di dare la vita anziché trionfare, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Gesù lo aveva deluso. Il problema è che Giuda non se ne andò, e la sua colpa più grave fu la falsità, che è il marchio del diavolo, il truffatore. E questo Gesù disse ai Dodici: “Uno di voi è un diavolo, (un truffatore)” (Gv 6,70). Preghiamo la Vergine Maria, la Regina, che ci aiuti a credere in Gesù, come Pietro, attraverso il suo successore Papa Francesco, e ad essere sempre sinceri con Gesù  e con tutti.

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