lunedì 4 luglio 2011

Teologia di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI

La profonda teologia di Joseph Ratzinger Benedetto XVI è molto comprensibile

Il Papa sta offrendo una teologia viva, radicata nella Sacra Scrittura cioè nella Parola di Dio, una teologia nutrita dai Padri della Chiesa, i primi grandi teologi dell’era cristiana. E insieme il Papa è capace di offrire una teologia molto comprensibile per cui è un grande comunicatore, un grande catechista, un pastore. Riesce ad esprimere i grandi misteri di Dio, della redenzione, della Chiesa, dell’Eucaristia in termini molto profondi e insieme semplici. Così tutti i fedeli e tutte le persone di buona volontà possono veramente comprenderla. Nell’incertezza di questo periodo storico
e di questa società sa offrire agli uomini la certezza della fede completa della Chiesa, per cui la chiarezza e la bellezza della fede cattolica sono ciò che rendono luminosa  la vita dell’uomo anche oggi. E la presenta da testimone entusiasta ed entusiasmante.
La sua teologia, per non lasciare cieca, non pensata e quindi nulla nel vissuto la fede oggi, è una teologia attenta ai problemi del tempo. Tre sembrano essere i temi centrali del suo impegno teologico.
-         Il primo è quello della Chiesa. Joseph Ratzinger Benedetto XVI ha dedicato, nel clima degli anni quaranta cinquanta, il suo primo grande studio, la sua tesi di dottorato, al tema della Chiesa in sant’Agostino, descrivendola come popolo e casa di Dio tra noi per tutti e per tutto. La Chiesa, d’altra parte, era uno dei più grandi temi del secolo scorso e l’anima del Concilio Vaticano II, sostanzialmente un concilio della Chiesa e sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. E in questo, già da teologo, è riuscito a spiegare cosa veramente sia la Chiesa. E’ importante perché nel nostro tempo esiste il pericolo di pensare alla Chiesa solo come un gruppo di uomini senza il rimando sacramentale alla presenza del Dio che possiede un volto umano cioè al mistero. Esiste il pericolo di una interpretazione, di una argomentazione non più teologica ma puramente sociologica. In realtà, la Chiesa è molto di più: la Chiesa è anzitutto di Dio con noi. Dio sta al centro della Chiesa, quel Dio che si è rivelato in Cristo, il quale, esaltato sulla Croce, non costringe ma attira tutti a sé. Questa è la Chiesa: un popolo radunato da Dio, da Gesù Cristo per cui la Liturgia è fonte e culmine dell’azione pastorale, un popolo che possiede una chiara identità nella fede, una chiara convinzione, anche una chiara visione sulla morale personale e sociale, un popolo che vuol essere veramente il sale della terra e la luce del mondo, un popolo che ha la missione, la sua ragione d’essere nell’offrire a questo mondo il Vangelo di Gesù Cristo, la buona novella della salvezza, il messaggio della gioia a tutti i popoli. “La Chiesa – ricorda il Papa alla diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti il 2 luglio 2011 – non è un’organizzazione sociale (pur presentandosi un soggetto sociale “sui generis, come diceva Paolo VI), filantropica, come ve ne sono molte: essa è la comunità di Dio” posta al servizio dell’umanità e “capace di evangelizzare”. Occorre ribadire l’identità della Chiesa, una necessità di fronte al rischio che questa identità venga snaturata dalla tendenza “a ridurre tutto ad una dimensione orizzontale”.Assistiamo – ha aggiunto – ad atteggiamenti complessi: ripiegamento su se stessi, narcisismo, desiderio di possesso e di consumo, sentimenti e affetti slegati  dalla responsabilità”. Sono diverse le cause di questo disorientamento che diventa un profondo disagio esistenziale di solitudine, ma “al fondo di tutto si può intravvedere la negazione della dimensione trascendente dell’uomo e della relazione con Dio”.
-         Un secondo tema nella teologia del Papa riguarda la fede, intorno alla quale dopo il Concilio Vaticano II è subentrato un sentimento di incertezza: cosa veramente vale nella Chiesa? Cosa dobbiamo credere? Cosa dobbiamo fare? Cosa è bene e male? Ratzinger Benedetto XVI, ancora da teologo negli anni Sessanta, ha tenuto all’università di Tubinga, - per tutte le facoltà, non solo per quella teologica – una serie di lezioni sul Credo apostolico, una “Introduzione al Cristianesimo”, cercando di spiegare in termini chiari e comprensibili il nucleo della fede, cioè cosa significa per noi oggi credere in Dio Padre Creatore, credere nel Figlio di Dio che si è fatto uomo e che è morto e risuscitato per noi, credere nello Spirito Santo, la Chiesa cattolica, la vita eterna. Ratzinger Benedetto XVI ha il dono di offrire veramente una visione di insieme della fede. Ciò è molto importante e lo ha mostrato nel Catechismo e nel suo Compendio. La fede non è un grande fardello che rende difficile la nostra vita. No, la fede è proprio il contrario. La fede è soprattutto una relazione di amore tra Dio e ogni uomo, tra Dio che attira ogni uomo a sé lasciandosi attirare liberamente in quella grande famiglia di Dio che è la Chiesa. La fede è una relazione di amore che aiuta in tutto, ci sostiene, ci incoraggia e ci guida verso la felicità.
-         Un ultimo punto nella teologia di Joseph Ratzinger è come proporre la Verità salvifica di Gesù Cristo alla ragione del nostro tempo sfiduciata riguardo la possibilità di mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio, e quindi scorgere le utili luci lungo la storia della fede cristiana e  percepire Gesù Cristo come la Luce che illumina  la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro. Il Papa ha scritto molto su questo soprattutto negli ultimi tempi consapevole che la grande questione, a monte di tutte le altre, oggi è: chi è Gesù. E’ solo uno dei grandi fondatori, come Buddha, come Confucio, come Maometto, come altri fondatori di religioni? Oppure è diverso, unico nella sua pretesa di verità? Al termine del secondo millennio, il cristianesimo si trova, proprio nel luogo della sua originaria diffusione, in Europa, in una crisi profonda, basata sulla crisi della sua pretesa verità anche in conseguenza dei dubbi che le scienze moderne, naturali e storiche, hanno sollevato riguardo ai contenuti e alle origini del cristianesimo. In Gesù veramente appare la Verità, il Bene cioè il volto di Dio, Dio che con l’Incarnazione possiede un volto umano per cui se via della Chiesa è ogni uomo, via di ogni uomo alla Verità è Gesù Cristo. Quindi la parola di Gesù non è come le altre parole: è l’ultima Parola, la Parola fatta carne, la Parola definitiva di Dio, perché Gesù è il Figlio di Dio. Ci dice veramente parole di vita eterna. I libri su Gesù Cristo che il Papa pubblica in questi anni sono una spiegazione storico –teologica, alla luce della Dei Verbum, dei passi più importanti del Vangelo. Ci mostrano chi è Gesù, cosa ci offre la sua vita, cosa significano per Lui, per ciascuno di noi, per tutta la famiglia umana, per il cosmo la sua morte e la sua risurrezione. In questo senso il Papa vuole ricordare il nucleo fondamentale del Cristianesimo cioè la nostra fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, Dio che possiede un volto umano come via a Lui, in Gesù Cristo che rivela il cuore di Dio, che è Amore fino al perdono, Verità, Misericordia e contemporaneamente rivela chi è l’uomo, una creatura veramente amata da Dio per cui fino al momento terminale mai definito dal male che fa, redento da Dio, cercato e mai costretto da Dio, salvato da Dio. E’ una visione di fede con un di più di umanità che avvince e che convince.

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