mercoledì 6 aprile 2011

Santa Teresa

Dio non è che Amore e Misericordia

“Teresa muore la sera del 30 settembre 1897, pronunciando le semplici parole “Mio Dio, vi amo!”, guardando il Crocifisso che stringeva nelle sue mani. Queste ultime parole della Santa sono la chiave di tutta la sua dottrina, della sua interpretazione del Vangelo. L’atto di amore, espresso nel suo ultimo soffio, era come il continuo respiro della sua anima, come il battito del suo cuore. Le semplici parole “Gesù Ti amo” sono al centro di tutti i suoi scritti. L’atto d’amore a Gesù la immerge nella Santissima Trinità. Ella scrive: “Ah tu lo sai, Divin Gesù Ti amo, Lo Spirito d’Amore m’infiamma col suo fuoco, E amando Te che io attiri il Padre” (P 17/2).

Cari amici, anche noi con santa Teresa di Gesù Bambino dovremmo poter ripetere ogni  giorno al Signore che vogliamo vivere di amore a Lui e agli altri, imparare alla scuola dei santi ad amare in modo autentico e totale. Teresa è uno dei “piccoli”  del Vangelo che si lasciano condurre da Dio nelle profondità del suo Mistero. Una guida per tutti, soprattutto per coloro che, nel Popolo di Dio, svolgono il ministero di teologi. Con l’umiltà e la carità, la fede e la speranza, Teresa entra continuamente nel cuore della Sacra Scrittura che racchiude il mistero di Cristo. E tale lettura della Bibbia, nutrita dalla scienza dell’amore, non si oppone alla scienza accademica. La scienza dei santi, infatti, di cui lei stessa parla nell’ultima pagina della Storia di un’anima, è la sostanza più alta. “Tutti i santi l’hanno capito e in modo più particolare forse quelli che riempirono l’universo con l’irradiazione della dottrina evangelica. Non è forse dall’orazione che i Santi Paolo, Agostino, Giovanni della Croce, Tommaso d’Aquino, Francesco, Domenico e tanti altri illustri Amici di Dio hanno attinto questa scienza divina che affascina i geni più grandi?” (MsC, 36r). Inseparabile dal Vangelo l’Eucaristia è per Teresa il Sacramento dell’Amore Divino che si abbassa all’estremo per innalzarci fino a Lui. Nella sua ultima Lettera, su un’immagine che rappresenta Gesù Bambino nell’Ostia consacrata, la Santa scrive queste semplici parole: “Non posso temere un Dio che per me si è fatto così piccolo! (…)Io Lo amo!Infatti, Egli non è che Amore e Misericordia!” (LT 266).
Nel Vangelo, Teresa scopre soprattutto la Misericordia di Gesù, al punto da affermare: “A me Egli ha dato la sua Misericordia infinita, attraverso essa contemplo e adoro le altre perfezioni divine! (…) Allora tutte mi paiono raggianti d’amore, la Giustizia stessa (e forse ancor più di qualsiasi altra) mi sembra rivestita d’Amore” (MsA, 84r). Così si esprime anche nelle ultime righe della Storia di un’anima: “Appena do un’occhiata al Santo vangelo, subito respiro i profumi della vita di Gesù e so da che parte correre…Non è al primo posto, ma all’ultimo che mi slancio…Sì lo sento, anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, con il cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù, perché so quanto ami il figliol prodigo che ritorna a Lui” (Ms C,36v-37r). “Fiducia e Amore” sono dunque il punto finale del racconto della sua vita, due parole che come fari hanno illuminato tutto il suo cammino di santità, per poter guidare gli altri sulla stessa sua “piccola via di fiducia e di amore”, dell’infanzia spirituale (cf MsC,2v-3r; LT226). Fiducia come quella del bambino che si abbandona nelle mani di Dio, inseparabile dall’impegno forte, radicale del vero amore, che è dono totale di sé, per sempre, come dice la Santa contemplando Maria: “Amare è dare tutto, e dare se stesso” (Perché ti amo, o Maria, P54/22). Così Teresa indica a tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di sé all’Amore del Padre, per vivere come Cristo, nel fuoco dello Spirito Santo, il Suo stesso amore per tutti gli altri” (Benedetto XVI, Udienza Generale, 6 aprile 2011).

Santa Teresa di Lisieux, Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, visse in questo mondo solo 24 anni (1873 – 1897), alla fine del XIX secolo, conducendo una vita molto semplice e nascosta. Ma dopo la morte e la pubblicazione dei suoi scritti (san Pio X fin dall’inizio del suo pontificato nel 1904 teneva sul suo tavolo la  Storia di un’anima), è diventata una delle sante più conosciute e amate. La “piccola Teresa” non ha mai smesso di aiutare le anime più semplici, i piccoli, i poveri e i sofferenti che la pregano, ma ha anche illuminato tutta la Chiesa con la sua profonda dottrina spirituale, a tal punto che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II, nel 1997, ha voluto darle il titolo di Dottore della Chiesa, in aggiunta a quello di Patrona delle Missioni, già attribuitole da Pio XI nel 1939. Giovanni Paolo II la definì “esperta della scientia amoris”. Questa scienza, che vede risplendere nell’amore tutta la verità della fede, Teresa la esprime principalmente nel racconto della sua vita, pubblicato un anno dopo la morte sotto il titolo di Storia di un’anima. E’ un libro che ebbe subito un enorme successo, fu tradotto in molte lingue e diffuso in tutto il mondo. E’ un piccolo – grande tesoro, un commento luminoso del Vangelo pienamente vissuto! La Storia di un’anima, infatti, è una meravigliosa storia d’Amore, raccontata con una tale autenticità, semplicità e freschezza che il lettore non può non rimanerne affascinato! Ma qual è questo Amore che ha riempito tutta la vita di Teresa, dall’infanzia fino alla morte? Questo Amore ha un Volto, ha un nome, è Gesù! La Santa parla continuamente di Gesù. Benedetto XVI, nell’Udienza Generale del 6 aprile, ha ripercorso le grandi tappe della sua vita, per entrare nel cuore della sua dottrina, come abbiamo trascritto sopra.

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