martedì 8 febbraio 2011

Nulla anteporre a Cristo

Nulla può essere anteposto all’amore personale per Cristo e per i poveri in cui Egli vive

“Vorrei proporre tre brevi pensieri per la riflessione in questa Festa (della Presentazione del Signore).
-          Il primo:l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su  Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti. La vita consacrata esprime tale cammino, in modo speciale, come “filocalia”, amore per la bellezza divina, riflesso della bontà di Dio (Vita consacrata, 19). Sul volto di Cristo risplende la luce di tale bellezza. La Chiesa contempla il volto trasfigurato di Cristo, per conformarsi nella fede e non rischiare lo smarrimento  davanti al suo volto sfigurato sulla Croce… essa è la Sposa davanti allo Sposo, partecipe del suo mistero, avvolta dalla sua luce, dalla quale  sono raggiunti tutti i suoi figli…Ma un’esperienza singolare della luce che promana dal Verbo incarnato fanno certamente i chiamati alla vita consacrata. La professione dei consigli evangelici, infatti, li pone quale segno e profezia per la comunità dei fratelli e per il mondo” (ibid., 15).

-          In secondo luogo, l’icona evangelica manifesta la profezia, dono dello Spirito Santo. Simeone ed Anna, contemplando il Bambino Gesù, intravvedono il suo destino di morte e di risurrezione per la salvezza di tutte le genti e annunciano tale mistero come salvezza universale. La vita consacrata è chiamata a tale testimonianza profetica, legata alla sua duplice attitudine contemplativa e attiva. Ai consacrati e alle consacrate è dato infatti di manifestare il primato di Dio, la passione per il Vangelo praticato come forma di vita e annunciato ai poveri e agli ultimi della terra. “In forza di tale primato nulla può essere anteposto all’amore personale per Cristo e per i poveri in cui Egli vive. La vera profezia nasce da Dio, dall’amicizia con Lui, dall’ascolto attento alla sua Parola nelle diverse circostanze della storia (ibidem,84). In questo modo la vita consacrata, nel suo vissuto quotidiano sulla strade dell’umanità, manifesta il Vangelo e il Regno già presente e operante.
-          In terzo luogo, l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio manifesta la sapienza di Simeone ed Anna, la sapienza di una vita dedicata totalmente alla ricerca del volto di Dio, dei suoi segni, della sua volontà; una vita dedicata all’ascolto della sua Parola:”il tuo volto, Signore, io cerco (Sal 26,8). La vita consacrata è nel mondo e nella Chiesa segno visibile di questa ricerca del volto del Signore e delle vie che conducono a Lui (Gv 14,8)…La persona consacrata testimonia dunque l’impegno, gioioso e insieme laborioso, della ricerca assidua e sapiente della volontà divina” (Il servizio dell’autorità e dell’obbedienza, 1).
Cari fratelli e sorelle, siate ascoltatori assidui della Parola, perché ogni sapienza di vita nasce dalla Parola del Signore! Siate scrutatori della Parola, attraverso la lectio divina, poiché la vita consacrata “nasce dall’ascolto della Parola di Dio e accoglie il Vangelo come norma di vita. Vivere nella sequela di Cristo casto, povero ed obbediente è in tal modo una “esegesi” vivente della Parola di Dio. Lo Spirito Santo, in forza del quale è stata scritta la Bibbia, è il medesimo che illumina di luce nuova la Parola di Dio ai fondatori e fondatrice. Da essa è sgorgato ogni carisma e di essa ogni regola vuole essere espressione, dando origine ad itinerari di vita cristiana segnati dalla radicalità evangelica” (Verbum Domini, 83).
Viviamo, oggi, soprattutto nelle società più sviluppate, una condizione segnata spesso da una radicale pluralità, da una progressiva emarginazione della religione dalla sfera pubblica, da un relativismo che tocca i valori fondamentali. Ciò esige che la nostra testimonianza cristiana sia luminosa e coerente e che il nostro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso. La vostra azione apostolica, in particolare, cari fratelli e sorelle, diventi impegno di vita, che accede, con perseverante passione, alla Sapienza come verità e come bellezza, “splendore della verità”. Sappiate orientare con la sapienza della vostra vita, e con la fiducia nelle possibilità inesauste della vera educazione. L’intelligenza e il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo verso la “vita buona del Vangelo” (Benedetto XVI, Giornata della Vita Consacrata, 2 febbraio 2011).

Il Papa nella celebrazione della Presentazione di Gesù al tempio legge un’eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti, uomini e donne, sono chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, i tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente. I consigli evangelici, in modalità diverse, sono luce di salvezza per tutti poiché tutti sono chiamati a non fare del piacere del sesso, del possesso, del successo l’ultimo criterio di scelta per non cadere in quella progressiva emarginazione del senso religioso o senso ultimo della vita dalla sfera pubblica e in quel relativismo che tocca i valori fondamentali, primo fra tutti la libertà di ogni io umano. E invita ad osservare da vicino questo ingresso del Bambino Gesù nella solennità del tempio, in un grande “via vai” di tante persone, totalmente prese dai loro impegni: i sacerdoti e i leviti con i loro turni di servizio, i numerosi devoti e pellegrini, desiderosi di incontrarsi con il Dio santo di Israele. Nessuno di questi però si accorge di nulla. Gesù è un bambino come gli altri, figlio primogenito di due genitori molto semplici: nulla di spettacolare. Anche i sacerdoti risultano incapaci di cogliere i segni della nuova e particolare presenza del Messia e Salvatore. Solo due anziani con il loro io sempre in relazione con il Tu divino nel noi del Tempio, Simeone e Anna, scoprono la grande novità. Condotti dallo Spirito Santo, essi trovano in quel Bambino il compimento della loro lunga attesa e vigilanza, come di tutto il Polo di Israele. Entrambi contemplano la luce di Dio, che viene ad illuminare il mondo, ed il loro sguardo profetico si apre al futuro per la gioia dell’incontro con il Redentore. Si tratta di uno sguardo profetico che illumina anche l’attuale necessità di quelle vera profezia, di quella Sapienza come verità e bellezza, che nasce da Dio, dall’amicizia con Lui, dall’ascolto attento della sua Parola   nelle diverse circostanze della storia e che manifesta il Vangelo e il Regno di Dio sempre presente e operante nonostante tutte le apparenze.

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