giovedì 8 ottobre 2009

Riforma

Ogni riforma va fatta dentro la Chiesa e mai contro la Chiesa

“La luminosa figura di san Giovanni Leonardi invita i sacerdoti in primo luogo, e tutti i cristiani, a tendere costantemente alla “misura alta della vita cristiana” che è la santità, ciascuno naturalmente secondo il proprio stato. Soltanto infatti dalla fedeltà a Cristo può scaturire l’autentico rinnovamento ecclesiale. In quegli anni, nel passaggio culturale e sociale tra il secolo XVI e il secolo XVIII, cominciarono a delinearsi le premesse della futura cultura contemporanea, caratterizzata da una indebita scissione tra fede e ragione, che ha prodotto tra i suoi effetti negativi la marginalizzazione di Dio, con l’illusione di una possibile e totale autonomia dell’uomo che sceglie di vivere “come se Dio non ci fosse”. E’ la crisi del pensiero moderno, che più volte ho avuto modo di evidenziare e che approda spesso in forme di relativismo. Giovanni Leonardi intuì quale fosse la medicina per questi mali spirituali e la sintetizzò nell’espressione: “Cristo innanzitutto”, Cristo al centro del cuore, al centro della storia e del cosmo. E di Cristo – afferma con forza – l’umanità ha estremo bisogno, perché Lui è la nostra “misura”. Non c’è ambiente che non possa essere toccato dalla sua forza; non c’è male che non trovi in Lui rimedio, non c’è problema che in Lui non si risolva. “O Cristo o niente”! Ecco la sua ricetta per ogni tipo di riforma spirituale e sociale.

C’è un altro aspetto della spiritualità di san Giovanni Leonardi che mi piace sottolineare. In più circostanze ebbe a ribadire che l’incontro vivo con Cristo si realizza nella Chiesa, santa ma fragile, radicata nella storia e nel suo divenire a volte oscuro, dove grano zizzania crescono insieme (Mt 13,30), ma tuttavia sempre Sacramento di salvezza. Avendo lucida consapevolezza che la Chiesa è il campo di Dio (Mt 13,24), non si scandalizzò delle sue umane debolezze. Per contrastare la zizzania scelse di essere buon grano: decise, cioè, di amare Cristo nella Chiesa e di contribuire a renderla sempre più segno trasparente di Lui. Con grande realismo vide la Chiesa, la sua fragilità umana, ma anche il suo essere “campo di Dio”, lo strumento di Dio per la salvezza dell’umanità. Non solo. Per amore di Cristo lavorò alacremente per purificare la Chiesa, per renderla più bella e più santa. Capì che ogni riforma va fatta dentro la Chiesa e mai contro la Chiesa. In questo, san Giovanni Leonardi è stato veramente straordinario e il suo esempio resta sempre attuale. Ogni riforma interessa certamente le strutture, ma in primo luogo deve incidere nel cuore die credenti. Soltanto i santi, uomini e donne che si lasciano guidare dallo Spirito divino, pronti a compiere scelte radicali e coraggiose alla luce del Vangelo, rinnovano la Chiesa e contribuiscono, in maniera determinante, a costruire un mondo migliore” (Benedetto XVI, Udienza Generale, 7 ottobre 2009).

San Giovanni Leonardi, nato a Lucca nel 1541, a 17 anni fu iscritto dal padre ad un regolare corso di spezieria, allo scopo di farne un farmacista, anzi uno speziale, come allora si diceva. Ma dopo matura riflessione decise di avviarsi al sacerdozio. Fu ordinato sacerdote e il giorno dell’Epifania del 1572 celebrò la prima Messa. Tuttavia non abbandonò la passione per la farmacopea, perché nel connubio di fede e ragione, scienza, sentiva che la mediazione professionale di farmacista gli avrebbe permesso di realizzare appieno la sua vocazione, quella di trasmettere agli uomini, mediante una vita santa, “la medicina di Dio”, che è l’avvenimento dell’incontro con Gesù Cristo crocifisso e risorto, “misura di tutte le cose”.

In quegli anni, nel passaggio culturale e sociale tra il secolo XVI e il secolo XVII, cominciarono a delinearsi le premesse drammatiche della futura e attuale cultura contemporanea, caratterizzata da una indebita scissione tra fede e ragione, tra fede e scienza, che ha prodotto tra i suoi effetti negativi la marginalizzazione di Dio e quindi del senso, della verità della vita, con l’illusione di una possibile e totale autonomia dell’uomo il quale sceglie di vivere “come se Dio non ci fosse”, non ci fosse cioè risposta alle domande originarie in ogni io da dove vengo e dove vado. In quel periodo molte furono le apparizioni della Madonna e di alcune la Chiesa ne ha riconosciuto esplicitamente l’origine soprannaturale. Accanto alla centralità del volto di Cristo, san Giovanni fissò lo sguardo di mediazione sul volto materno di Maria. Colei che elesse Patrona del suo Ordine, fu per lui maestra, sorella, madre, ed egli esperimentò la sua costante protezione. “L’esempio e l’intercessione di questo “affascinante uomo di Dio” – ha concluso Benedetto XVI – siano, particolarmente in questo Anno Sacerdotale, richiamo e incoraggiamento per i sacerdoti e per tutti i cristiani a vivere con passione ed entusiasmo la propria vocazione”.

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