giovedì 13 aprile 2017

Domenica di Pasqua (Messa del giorno)

La risurrezione di Gesù mostra tutto il valore della passione, dimostra che essa non è stata una sconfitta, ma una vittoria, la vittoria dell’amore
Oggi celebriamo la risurrezione del Signore. La festa di Pasqua è la più importante di tutta l’anno liturgico. E’ una festa di luce: il Signore risorto ci illumina, mette nei nostri cuori un’immensa gioia, un’immensa speranza, e li riempie anche di amore.
Il Vangelo ci riferisce gli eventi del mattino della domenica di
Pasqua. Il giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si reca al sepolcro di buon mattino, quando è ancora buio. Di sabato non ci si può muovere, secondo un precetto molto rigido della legge ebraica. Il giorno però finisce con la sera; pertanto, quando è ancora buio, Maria si muove per andare al sepolcro.
Maria è piena di amore, ma anche piena di dolore. Quando giunge alla tomba, ha una sorpresa: si accorge che la pietra è stata ribaltata dal sepolcro. Per Matteo “vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa”. La risurrezione è un passaggio, un esodo da un modo di esistenza, di vita mortale a un modo completamente diverso, di vita veramente vita. Quindi, ciò che Matteo ricorda, diversamente da quello che molti artisti presentano cioè Gesù che esce vittorioso dal sepolcro con le guardie spaventate, un angelo viene per mostrare che la tomba è vuota: rotola la pietra e si posa a sedere su di essa.
Tutto il brano ci vuol far capire che la risurrezione è un evento, un fatto inaspettato dai discepoli. Essi pensavano che tutto fosse finito con la morte di Gesù, non avevano capito le predizioni di Gesù sulla sua risurrezione.
In effetti si deve riconoscere che queste predizioni, così come le leggiamo nel Vangelo, non erano poi tanto chiare. Gesù parlava di “rialzarsi”, che non s’interpretata necessariamente come “risorgere”; parlava di “risvegliarsi”, e i discepoli non capivano a che cosa si riferissero queste parole. Perciò essi sono completamente impreparati all’evento della risurrezione del Signore.
Dalla visione della pietra ribaltata Maria di Magdala non trae la conclusione che il Signore è risorto, ma che “hanno portato via il Signore dal sepolcro”. Per lei la risurrezione è una cosa strana e impensabile. Il Signore è morto; non poteva uscire dalla tomba da solo; perciò l’hanno portato via, e “non sappiamo dove l’hanno posto”. Si tratta di una violazione del sepolcro. Questa è la conclusione a cui giunge Maria di Magdala.
Maria corre a riferire la cosa a due discepoli, che si recano subito al sepolcro, per verificare il racconto della donna. Questi due discepoli sono Simon Pietro e il discepolo che Gesù amava. L’evangelista fa notare che l’altro discepolo, pur correndo più veloce e arrivando prima – probabilmente perché è più giovane -, è pieno di rispetto per Pietro, lo considera veramente come il capo degli apostoli; perciò non entra subito nel sepolcro, ma fa entrare prima Pietro.

“Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e vide i teli per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con i teli, ma piegato in un luogo a parte”. Le cose che Pietro vede testimoniano un fatto veramente strano. Che cosa significano? Se i malfattori avessero portato via il corpo di Gesù, certamente l’avrebbero preso con tutti i teli e il sudario, non avrebbero lasciato i teli per terra e piegato il sudario in un luogo a parte.Quando entra nel sepolcro l’altro discepolo, vede anche lui i teli e il sudario, ma ha come una illuminazione e capisce: il corpo di Gesù non è stato rubato; Gesù ha ripreso vita: una vita di una specie diversa da quella terrena; una vita in cui i teli e il sudario non hanno più nessuna utilità. “L’altro discepolo vide e credette”. L’evangelista poi osserva: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti”. Giovanni ci vuol far capire che l’evento della risurrezione di Gesù, una nuova creazione, non è stato riconosciuto a partire dalla Scrittura. Solo dopo questo evento, questo fatto, i discepoli hanno capito che cosa voleva dire la Scrittura e che cosa volevano dire le predizioni di Gesù. Prima non sapevano interpretarle. Il fatto della risurrezione è stato l’evento che ha illuminato la loro mente e il cuore dei discepoli e anche per noi  è sorgente di luce che rivela il senso della sua passione. Senza la risurrezione, la passione di Gesù apparirebbe come un evento drammatico, negativo, come una tremenda sconfitta, una fine senza speranza come anche per noi nascere per finire con il corpo in polvere. Invece, la risurrezione di Gesù, che Maria assunta già gode anche con il suo corpo di donna, è segno di consolazione e di speranza in tutte le tribolazioni, soprattutto per la morte.

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