giovedì 7 novembre 2013

Preghiera 45

12 novembre
 Papa Francesco: “Il demonio esiste, non confondiamolo con le malattie psichiche. No!”

Dobbiamo sempre vigilare contro l’inganno del demonio”: omelia dell’11 ottobre 2013 nella Casa Santa Marta. Il Santo Padre ha sottolineato che non si può seguire la vittoria di Gesù sul male “a metà” e ha ribadito che  non dobbiamo confondere, relativizzare la realtà, la verità nella lotta contro l’azione ordinaria (la tentazione) e quella straordinaria del demonio: non abbandonarci nella tentazione, liberaci dal Male.
Gesù scaccia i demoni e qualcuno comincia a dare spiegazioni “per diminuire la forza del Signore”: dal male che viene dal maligno solo la preghiera ci libera.
Oggi con la secolarizzazione e dando fiducia solo nella scienza è forte la tentazione di voler sminuire la figura di Gesù come fosse un personaggio storico di allora e non la presenza contemporanea necessaria del Crocefisso risorto
presente qui e ora che ci parla, ci libera, ci guarisce, ci consola e, in questo momento, è davanti a noi nell’Eucaristia, ridurlo a un personaggio storico “al massimo un guaritore”, da non prendere “tanto sul serio” quando i Vangeli ricordano che liberava dal demonio: alcuni preti dicono che adattandosi alla mentalità del tempo parlerebbe del demonio come fosse reale una personificazione delle cause ignote dei nostri malanni. Ma il Male, il Maligno è un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore all’origine della prima disgrazia dell’umanità. E’ il nemico numero uno anche oggi, è il tentatore per eccellenza che con proditoria astuzia agisce ancora; è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana: dovunque accade il male c’è sempre anche la sua azione, per questo necessita sempre la preghiera. Con Cristo, il più forte che l’ha vinto e  con Lui anche noi possiamo vincere, se non cadiamo nella tentazione oggi molto diffusa di non prenderlo “tanto sul serio”.
Un atteggiamento, ha osservato Papa Francesco,  molto diffuso ai nostri giorni: “Ci sono alcuni preti che quando leggono questo brano del Vangelo di Marco, questo e altri, dicono:’Ma, Gesù ha guarito una persona da una malattia psichica’. Non leggono questo qui, no? E’ vero che in quel tempo si poteva confondere un’epilessia con la possessione del demonio; ma è anche vero che c’era il demonio! E noi non abbiamo il diritto di fare tanto semplice la cosa, come per dire: ‘Tutti questi non erano indemoniati; erano malati psichici’. No!
La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia ela Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio”. L’ultimo libro ispirato della Bibbia è l’Apocalisse che descrive il demoniaco con questi nomi che indicano la sua continua, quotidiana azione malefica: il Demonio, colui che divide; Satana, colui che spinge all’odio, Serpente antico, colui che oscura la coscienza, Dragone, colui che punta a distruggere la creazione, la natura: tutti mali che constatiamo anche oggi, soprattutto oggi quando si prega poco.
Per questo, ha avvertito Papa Francesco, “non dobbiamo essere ingenui”. Il Papa ha, quindi, osservato che il Signore ci dà alcuni criteri per “discernere” cioè per vedere quella presenza del male che viene dal Maligno e per andare sulla“strada cristiana quando ci sono le tentazioni”. Uno dei criteri è di “seguire la vittoria di Gesù sul male” solo “a metà”.
“O sei con me – dice il Signore – o sei contro di me”. Gesù, ha soggiunto, è venuto cioè come Figlio di Dio si è dato un volto umano come via alla Verità e alla Vita, al Padre nello Spirito Santo ma anche per distruggere anche qui in terra il potere del demonio e quindi  “ darci la liberazione” dalla “schiavitù del diavolo su di noi”. E ha ammonito che parlando così non si può dire che “esageriamo”. “In questo punto – ha detto non ci sono sfumature”.
C’è una lotta e una lotta dove si gioca sia la salvezza dell’umano storico e sia la salvezza eterna di tutti noi.
C’è poi il criterio della vigilanza. “Dobbiamo sempre vigilare – ha esortato il papa – vigilare contro l’inganno, contro la seduzione del maligno”, senza la paura che diventa la forza del Maligno.” E noi possiamo farci la domanda: ‘Io vigilo su di me, sul mio cuore, sui miei sentimenti, sui miei pensieri, sul mio io? Custodisco il tesoro del dono della presenza continua del Risorto cioè della grazia? Oltre alle preghiere del mattino e della sera, prego innalzando spesso nella giornata mente e cuore a Lui? Custodisco la presenza dello Spirito Santo in me cioè la fonte dell’amore, del perdono? O lascio così vuota la mente, il cuore, la mia anima, il mio io, sicuro, credo che vada bene?O  non mi espongo all’azione del Maligno che può agire di più ritenendo che non ci sia”.  Tra l’altro non è il modo per non aver paura pensando che non ci sia, che non agisce continuamente e non parlandone mai, senza parlarne troppo, però.
Ma se tu non custodisci innalzando mente e cuore alla presenza del più forte cioè del Risorto, viene, agisce, quello che è più forte di te. Ma se pregando continuamente permetto al più forte di lui di agire, lo vince sempre, gli strappa le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
“La vigilanza! Ma, tre criteri, eh! Non confondere la realtà, la verità:
-         Gesù allora come i vangeli ci memorizzano e oggi Crocefisso risorto, presente nella sua Chiesa lotta contro il diavolo: primo criterio.
-         Secondo criterio: chi non è con Gesù, è contro Gesù Non ci sono atteggiamenti a metà. Chi non prega il Signore finisce per invocare il diavolo.
-         Terzo criterio: la vigilanza sul nostro cuore, perché il demonio è astuto. Storicamente mai è scacciato via per sempre! Soltanto l’ultimo giorno lo sarà”.
“ Quando lo spirito impuro esce dall’uomo – ha rammentato Papa Francesco alla luce del Vangelo -, si aggira per luoghi deserti. Cercando sollievo e non trovandone dice: ‘Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito’ E quando la trova ‘spazzata e adorna’. Allora va, ‘prende altre sette spiriti peggiori di lui, vengono e prendono dimora’. E così, l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima’: la vigilanza, perché la strategia di lui è quella: Tu ti sei fatto cristiano, vai avanti nella tua fede, hai recuperato la pratica della fede, io ti lascio, ti lascio tranquillo. Ma poi quando ti sei abituato e non fai più tanta vigilanza e ti senti sicuro, io torno. Il Vangelo descrive anche un demonio scacciato e finisce con il demonio che torna! San Pietro lo diceva: ‘E come un leone feroce, che gira intorno a noi’.
E’ così. ‘Ma, Padre Francesco, lei è un po’ antico quando lo ritenevo moderno! Ci fa spaventare con queste cose…’No, io no! E’ il vangelo! E’ la realtà! E queste non sono bugie: è la Parola del Signore! Chiediamo al Signore la grazia di prendere sul serio queste cose. Lui è venuto, ha assunto un volto umano per lottare per la nostra difesa. Lui ha vinto e Crocefisso e Risorto e presente vince anche con noi il demonio! Per favore non facciamo affari con il demonio andando da fattucchieri! Lui cerca continuamente di tornare a casa, di prendere possesso di noi..
Non relativizzare, vigilare! E sempre con Gesù! E con Maria, come mediteremo poi, Lei sempre vincitrice!

(86) R) Annunceremo il tuo Regno, Signor: il tuo Regno, Signor, il tuo Regno!
1. Regno di pace e di giustizia, regno di Vita e Verità. R)Annunceremo…
2. Regno di amore e di grazia, regno ch’è già nei nostri cuori. R) Annunceremo…
3. Regno che soffre violenza, regno che non è di quaggiù. R( Annunceremo…
4. Regno ch’è già cominciato, regno che non avrà mai fine. R) Annunceremo…

Oltre la preghiera occorre la vigilanza sul nostro cuore, sui nostri sentimenti. Maria non è mai stata nemmeno toccata dal Maligno e oggi viva anche con il suo corpo come il Figlio Gesù ci aiuta facendoci rivivere la sua esperienza: avendo scelto un modo verginale di amare non pensava alla maternità. Ma sempre disponibile a fare non la propria volontà come il demonio ma quella di Dio davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia. E’ lo stupore di vedere che Dio per darsi un volto umano, per farsi uomo e liberarci dalla schiavitù di Satana, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazareth, di quindici anni, che non vive nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie, ma che è aperta all’amore, alla volontà di Dio, sa fidarsi di Lui, anche se non comprende tutto: “Ecco la serva del SignoreAvvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Dio ci sorprende sempre, rompe i nostri schemi, mette in crisi i nostri progetti, e ci dice: fidati di me, non aver paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e ascoltami! Una sposa di 38 anni che pretende di divenire mamma e gonfia questa desiderio come fosse tutto. Va in Inghilterra per la fecondazione artificiale. Certo diventare mamma è un grande dono, è lo scopo dell’amore coniugale ma non è tutto. Trasformandolo in tutto e non accadendo cade in depressione grave, divorzia, finisce per essere posseduta. Questa sera, davanti a Lui che ci guarda, che legge nel nostro cuore chiediamoci se abbiamo paura di quello che Dio potrebbe chiederci o di quello che attraverso le circostanze ci accade in un mondo che, per sua natura e per la tendenza al male per il peccato fin dalle origini, è imperfetto. Solo la consapevolezza del suo amore ci dà la possibilità di perseverare con ogni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza in tutte le difficoltà. Mi lascio sorprendere da Dio, come ha fatto Maria verso la quale il demonio non ha potuto nulla per la sua comunione con Cristo, o mi chiudo nelle mie sicurezze, sicurezze materiali, sicurezze intellettuali, sicurezze ideologiche, sicurezze nei miei desideri anche buoni, dei miei progetti anche belli, maturando un io che il demonio può far proprio essendo da soli più forte di noi? Che sicurezza anche verso il demonio lasciare veramente entrare continuamente Dio nella mia vita: carta bianca a Lui, solo a Lui!. Non accontentarmi delle preghiere del mattino e della sera ma innalzare spesso nella giornata, durante il lavoro mente e cuore a Lui soprattutto davanti ad ogni volto che incontro, che magari possa aiutare.
Satana e tutti suoi demoni erano creati angeli meravigliosi e sono diventati cattivi per il no cocciuto e orgoglioso a Dio loro donatore e tentano ogni uomo per il no a Dio cioè per il peccato e quindi per vessarlo, ossessionarlo, possederlo. Maria, che non pensava di diventare mamma ha detto il suo “sì” a Dio che gli aveva chiesto di diventarlo senza addirittura il seme maschile, verginalmente, un “sì” che ha sconvolto la sua umile esistenza di Nazareth, ma non è stato l’unico, anzi è stato solo il primo di tanti “sì” pronunciati nel suo cuore nei suoi momenti gioiosi, ma anche preoccupati “cosa dirà Giuseppe del mio concepimento verginale”come pure in quelli di dolore, tanti “sì” culminati in quello sotto la Croceaccogliendo di diventare mamma di tutti gli uomini, buoni e cattivi, mia mamma. Fino a che punto è arrivata  la fedeltà di Maria a Dio: vedere il suo unico figlio in Croce, accettare di diventare mamma anche di chi lo metteva in croce. La donna fedele, in piedi, distrutta dentro, ma fedele e forte. L’opposto di Satana e di persone che hanno distrutto totalmente in se stesse perfino il desiderio della verità e la disponibilità all’amore che perdona. Persone in cui tutto è diventato menzogna, che hanno vissuto per l’odio e hanno calpestato in se stesse l’amore. E’ questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia, ma anche certi momenti della nostra vita, lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui tali fino al momento terminale della vita non ci sarebbe niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola inferno che non accade con una mancanza ma con un cammino lungo di mancanze. Preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della tua misericordia.
E io, guardato da lui in questo momento da Lui, che prego per la liberazione, mi preoccupo del mio intimo, dei miei sentimenti, del mio cuore: sono un cristiano “a singhiozzo”, o tento e ritento di essere un cristiano sempre anche quando non riesco fiducioso che Lui, se io sono trovato sempre a tentare anche senza riuscire, porterà a compimento? La cultura del provvisorio, del relativo entra anche nel vivere la fede, Dio ci chiede di voler essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane e aggiunge che, anche se a volte non gli siamo fedeli, Lui è sempre fedele e con la sua misericordia non si stanca di tenderci la mano per risollevarci, di incoraggiarci nel cammino, di ritornare a Lui e dirgli con sincerità la nostra debolezza perché ci doni la sua forza E questo è il cammino definitivo, sempre vittorioso sull’azione ordinaria e straordinaria del Maligno: sempre con il Signore, anche nelle nostre debolezze, anche nei nostri peccati. Mai andare sulla strada del provvisorio. Questo ci uccide, ci espone al Maligno. La fede è fedeltà definitiva, come quella di Maria.

(225) 1. Madre santa, il Creatore da ogni macchia ti serbò. Sei tutta bella nel tuo splendore: Immacolata, noi tiacclamiam! R) Ave, ave, ave, Maria!
2. Tanto pura, Vergine, sei che il Signor discese in te. Formasti il cuore al re dei re: Madre di Dio, noi tiacclamiam! R) Ave,...
3. Gran prodigio Dio creò quando tu dicesti “Sì”. Il divinVerbo donasti a noi: Vergine e Madre, noi ti acclamiam! R) Ave, …
4. Hai vissuto con il Signore in amore e umiltà. Presso la croce fu il tuo dolore: o Mediatrice, noi ti acclamiam! R) Ave, …
5. Nella gloria Assunta sei, dopo tanto tuo patir. Serto di stelle splende per te: nostro Regina, noi ti invochiam! R) Ave, …
6. Nelle lotte, nei timori, in continue avversità, della Chiesa Madre sei tu: Ausiliatrice, noi ti invochiam! R) Ave, …

Il 13 ottobre il Papa ha affidato l’umanità a Maria e noi questa sera lo ripeteremo.. Connubio con la preghiera di liberazione, di guarigione, di consolazione è la carità. Dopo l’Annunciazione, il primo gesto che Maria compie è la carità verso l’anziana parente Elisabetta; e le prime parole che pronuncia sono: “L’anima mia magnifica il Signore”, cioè un atto di lode e di ringraziamento a Dio non solo per quello che ha operato in lei, ma per la sua azione in tutta la storia della salvezza. Tutto è suo dono. Se noi possiamo capire che tutto è dono di Dio, quanta felicità nel nostro cuore e quanta ce ne sarebbe negli angeli che hanno rifiutato di riconoscersi dono divenendo demoni che odiano! Tutto il bene è suo dono. Lui è la nostra forza! Dire grazie è così facile, eppure è così difficile e Satana l’ha rifiutato e tenta di impedircelo! Quante volte ci diciamo grazie in famiglia? E’ una delle parole chiave della convivenza libera. “Permesso”, “scusa”, “grazie”: se in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti. “Permesso”, “scusami”, “grazie” sono l’opposto dell’iodemoniaco prepotente, che pretende sempre. Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? La tentazione è dare tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio quando al mattino appena sveglio non dico: ti ringrazio. Qualche volta è facile andare dal Signore e chiedere qualche cosa, ma ritornare a ringraziarlo. Come sono edificato con persone che dopo aver ottenuto grazie, vengono per ringraziare insieme Maria e Gesù per il dono. Affidiamoci a Lei che ci porta a Gesù e così non avremo mai paura dell’azione ordinaria e straordinaria del Maligno. E con Papa Francesco affidiamo tutto a Maria e insieme preghiamo

Beta Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità,
afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre
L’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,
dinnanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
E che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.

Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
E riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
Per i piccoli e per i poveri,
per gli esclusi e i sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione (di fronte all’azione ordinaria e straordinaria del Maligno)
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.
Amen

Ave Maria, splendore del mattino puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore, protegga il nostro popolo in cammino la tenerezza del tuo vero amore.
Madre non sono degno di guardarti, però fammi sentire la tua voce, fa’ che io porti a tutti la tua pace e possano conoscerti ed amarti.
Madre, tu che soccorri i figli tuoi, fa in modo che nessuno se ne vada, sostieni la sua croce e la sua strada, fa’ che cammini sempre in mezzo a noi.
Ave Maria, splendore del mattino puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore, protegga il nostro popolo in cammino la tenerezza del tuo vero amore. Protegga il nostro popolo in cammino la tenerezza del tuo vero amore.

Venire processionalmente, incominciando da quelli in fondo alla Chiesa, per l’unzione con l’olio benedetto, è il sacramentale cioè l’essere, anche questa sera, raggiunti, toccati sacramentalmente dal Risorto mentre abbiamo presenti quelle speranze di liberazione, di guarigione, di consolazione, per cui siamo qui convenuti in preghiera con sempre, però, all’orizzonte la grande speranza, la speranza affidabile, la grande meta da giustificare la fatica del cammino. Attendendo seduti possiamo tornare, attraverso i fogli, su qualche punto che lo Spirito Santo ci ha fatto particolarmente comprendere, gustare e a cui convertirci in rapporto al vissuto personale, coniugale, comunitario, parrocchiale, sociale e quindi cantare o ascoltare il canto proposto come preghiera: Lui ci sta guardando…

(67) O Gesù ti adoro, ostia candida, sotto un vel di pane, nutri l’anima, solo in te il mio cuore si abbandonerà. Perché tutto è vano se contemplo te.
Ora guardo l’Ostia, che ti cela a me, ardo dalla sete di vedere te: quando questa carne si dissolverà, il tuo viso luce, si disvelerà. Amen

Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile Sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue per sentire sempre in noi, soprattutto in questi ultimi giorni dell’Anno della fede, i benefici dell’amore divino. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen

Dio sia benedetto…

Ed ora il sacramentale dell’acqua benedetta, esorcizzata.

Preghiamo. O Dio, per salvare tutti gli uomini hai racchiuso nell’acqua i segni più grandi della tua grazia. Ascolta la nostra preghiera e infondi in quest’acqua la tua + benedizione perché assunta a servizio dei tuoi misteri, sia portatrice dell’efficacia della tua grazia per mettere in fuga i demoni e debellare le malattie.
Tutto ciò che con essa verrà asperso sia liberato da ogni influsso del Maligno; nelle dimore dei tuoi fedeli non abiti più lo spirito del Male e sia allontanata ogni insidia. Grazie all’invocazione del tuo santo nome, possano i tuoi fedeli uscire illesi da ogni assalto del nemico. Per Cristo nostro Signore.

Amen

Prossimo incontro martedì 10 dicembre

(187) Immacolata…

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