martedì 18 gennaio 2011

Neocatecumeni

Proprio oggi sono tornato dal ricovero in Ospedale dal 04/01 al 17/01 per un intervento il 07/01 di ematoma sottodurale cronico della convessità emisferica sinistra. Ringrazio la competenza e la professionalità dei Neurochirurghi e insieme le tante preghiere che sono state un dono così grande. Ma nei momenti difficili il Signore con questa circostanza mi ha fatto capire di dover essere più memore ed entusiasta della nuova vita battesimale. Ecco perché cogliendo il discorso del Santo Padre sul carisma del Cammino Neocatecumenale ho sentito il bisogno di scrivere subito l’articolo.

Il Cammino Neocatecumenale è un dono di Dio per la sua Chiesa
per riscoprire le ricchezze del Battesimo

“Da oltre quarant’anni il Cammino Neocatecumenale contribuisce a ravvivare e consolidare nelle diocesi e nelle parrocchie l’Iniziazione cristiana, favorendo una graduale e radicale riscoperta delle ricchezze del Battesimo, aiutando ad assaporare la vita divina, la vita celeste che il Signore ha inaugurato con la sua incarnazione, venendo in mezzo a noi, nascendo come uno di noi. Questo dono di Dio per la sua Chiesa si pone “al servizio del Vescovo come una delle  modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede” (Statuto, art. 1&2). Tale servizio, come vi ricordava il mio predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, nel primo incontro avuto con voi nel 1974, “potrà rinnovare nelle odierne comunità cristiane quegli effetti di maturità e di approfondimento che nella Chiesa primitiva erano realizzati dal periodo di preparazione al Battesimo” (Insegnamenti di Paolo VI, XII [1974], 406).

Negli ultimi anni è stato percorso con profitto il processo di redazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale che, dopo un congruo periodo di validità “ad experimentum” ha avuto la sua approvazione definitiva nel giugno 2008. Un altro passo significativo si è compiuto in questi giorni, con l’approvazione, ad opera dei competenti Dicasteri della Santa Sede, del “Direttorio catechetico del Cammino Neocatecumenale”. Con questi sigilli ecclesiali, il Signore conferma oggi e vi affida nuovamente questo strumento prezioso che è il Cammino, in modo che possiate, in filiale obbedienza alla Santa Sede e ai Pastori della Chiesa, contribuire, con nuovo slancio e ardore, alla riscoperta radicale e gioiosa del dono del Battesimo ed offrire il vostro originale contributo alla causa della evangelizzazione. La Chiesa ha riconosciuto nel cammino neocatecumenale un particolare dono suscitato dallo Spirito Santo: come tale, esso tende naturalmente ad inserirsi nella grande armonia del corpo ecclesiale. In questa luce vi esorto a ricercare sempre una profonda comunione con i pastori e con tutte le componenti delle Chiese particolari e dei contesti ecclesiali, assai diversi, nei quali siete chiamati ad operare. La comunione fraterna tra i discepoli di Gesù è, infatti, la prima e più grande testimonianza al nome di Gesù Cristo…
Saluto con affetto i Presbiteri, provenienti dai Seminari diocesani “Redemptoris Mater” d’Europa, e gli oltre duemila seminaristi qui presenti. Carissimi, voi siete un segno speciale ed eloquente dei frutti di bene che possono nascere dalla riscoperta del proprio Battesimo” (Benedetto XVI, Ai Membri del Cammino Neocatecumenale, 17 gennaio 2011).

Ogni dono carismatico di Dio per la sua Chiesa non rivela niente di nuovo ma fa riscoprire ciò che si può oscurare. Spesso si ha presente il significato della Confessione, della Prima Comunione e della Cresima ma il nostro Battesimo, che apre a tutti i Sacramenti, posto com’è all’inizio della nostra vita spesso non fa parte dei nostri ricordi. E anche in occasione del Battesimo dei bambini di amici e parenti non sappiamo bene che cosa in effetti voglia dire questo rito, che cosa in esso avvenga in realtà. Oggi molti ritengono che il Battesimo sia soltanto una modalità un po’ superata per accogliere una persona in una comunità di fedeli. Pensano che probabilmente si facesse così perché la maggior parte delle persone non sapeva leggere e scrivere. Oggi, secondo costoro, sarebbe molto più semplice valersi di una registrazione, un attestato o qualcosa del genere e poiché pensano in questa maniera, non fanno battezzare i loro figli, dicendo: “lasciamo che siano loro stessi a decidere se un giorno vorranno entrare a far parte della comunità”. Ma al di là dell’apparente rispetto della libertà del bambino, dimenticano che non gli hanno chiesto se voleva venire al mondo. Siamo sicuri che egli volesse davvero entrare a far parte della vita degli uomini, di quella vita biologica segnata non soltanto dal bene ma anche dal male e che con la morte finisce?
Da quando Dio dal volto umano si è fatto battezzare il Cielo è realmente aperto e continua ad aprirsi per la vita, veramente vita, da risorti. Ci si apre a quella speranza affidabile che solo Dio può donare, che abbraccia l’universo e che può proporci e donarci ciò che, da soli, non possiamo raggiungere. E quindi si tratta di porre la precarietà della vita biologica nelle mani forti di Colui che è più forte delle potenze oscure del mondo. È Lui stesso, con il Suo agire in persona nel Sacramento che accoglie una nuova vita tra le Sue braccia. Il Battesimo restituisce a Lui quello che da Lui è venuto perché il bambino non è mai proprietà di qualcuno. È affidato da Dio alla nostra responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché noi, anche coloro che con il sacramento del Matrimonio e dell’Ordine hanno una missione educativa, gli permettiamo di essere un libero figlio di Dio se lo introduciamo progressivamente alla luce di Dio e dei Suoi insegnamenti cioè a Dio che parla oggi attraverso la Scrittura, non gli facciamo violenza inculcandogli idee personali, ma lo formiamo e lo guidiamo verso quella che è la sua natura più autentica. Gli doniamo la sua vera libertà, il suo essere se stesso e lo consegniamo nelle mani di Colui che è Creatore e Salvatore. Al tempo stesso doniamo al bambino la nuova famiglia, che è più grande, più forte, più stabile, più aperta, più ampia e più completa di quanto sia la sua famiglia: la famiglia dei credenti in comunione con il Vescovo e chi ne fa le veci i Parroci, la famiglia della Chiesa e così il Battesimo è veramente una garanzia al di là della morte e di tutte le tenebre del futuro. È la certezza di affidarsi ad una bontà che è potenza, a una bontà che non risparmierà le difficoltà della vita, ma che rende sicuri che è più forte di tutte le tenebre. Ed è solo in virtù della forza di questa bontà che ogni vita umana è e resta buona, anche nelle notti che deve attraversare.
Il Cammino Neocatecumenale fa riscoprire il Battesimo come l’arcobaleno di Dio sulla nostra vita, la promessa del suo grande si, la porta della speranza e nello stesso tempo il segno che ci mostra come si fa ad essere un uomo: in unione con la propria famiglia e con la Chiesa di Dio e quindi seguendo Cristo in maniera attiva e personale e percorrendo le Sue strade, come le duecento nuove famiglie che in questo momento si aggiungono alle circa seicento che già operano in ambienti molto secolarizzati o non ancora evangelizzati. Guardando da innamorati a Cristo e alla Sua Chiesa ci rendiamo conto che Dio è più grande del nostro cuore. Riscoprire il proprio Battesimo vuol dire per tutti aiutare le parrocchie in difficoltà, ricercare la pecora perduta e riportarla all’ovile di Cristo e inserirsi nella Nuova Evangelizzazione.

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