venerdì 29 dicembre 2017

Maria Ss.ma Madre di Dio

La benedizione di Dio al primo dell’anno, nella giornata della pace, sotto lo sguardo della Madre di Dio  è non solo una persona accanto a noi, ma la vita divina dentro di noi
Oggi, civilmente, incominciamo un anno nuovo e ci presentiamo davanti a Dio per incominciarlo bene, uniti a Maria santissima, Madre di Gesù e Madre nostra e uniti a Gesù, figlio di Maria, figlio di Dio.
Celebriamo la solennità di Maria Madre di Dio, ma è chiaro che la prima lettura della Messa non è stata scelta per
questo motivo, bensì per il Capodanno: è la benedizione del Signore per tutto l’anno, come è espressa nell’Antico Testamento. Però ci offre l’occasione per un confronto. Possiamo vedere una progressione nelle tre letture dal Libro dei Numeri, al Vangelo, alla lettera ai Galati.
La benedizione dell’AT, pronunciata dai sacerdoti, pur così bella, non dice tutto, ma quello che dice vale ancora oggi. “Ti benedica il Signore e ti protegga; il Signore faccia splendere il suo volto su di te e ti sia propizio; rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace”. Nell’AT questa benedizione era fatta in nome di Dio. Nella traduzione si dice “il Signore”, ma in ebraico si dice il nome rivelato: Jahvé, che è ripetuto tre volte. Gli Israeliti avevano tanta venerazione per questo nome, che era loro privilegio conoscere, che alla fine non osavano pronunciarlo e lo sostituivano con Adonai, Signore cioè datore di ogni bene.
Adesso – ed è la seconda tappa – abbiamo un altro nome, un volto umano concreto: Gesù. Ma non è solo un nome, è una persona, che mette una pienezza molto più grande nella benedizione di Dio, che viene fatta non con un semplice nome, ma con la presenza del Figlio di Dio. E’ un cambiamento enorme; invece di avere solo un nome, abbiamo una persona che sta in mezzo a noi, che realmente è per noi il volto di Dio e la rivelazione di chi è il volto di ogni uomo che Dio ama come sua immagine: Gesù è l’immagine visibile del Dio invisibile, della Verità e ora possiamo contemplare il volto di Dio: “Chi vede me, vede il Padre”. Realmente il volto di Dio  ci è rivelato ora, non soltanto in un nome esprimente la bontà e la fedeltà di Dio, ma nel volto umano di una Persona che è venuta con noi nel grembo verginale della Madre di Dio, che è vissuta con noi e risorto vive ancora sacramentalmente con noi, che conosciamo dalle sue parole e dalle sue azioni.
Il Signore faccia brillare il suo volte su di te”: abbiamo il dono di poter contemplare, grazie a Maria, il Figlio di Dio, di averlo presente in ognuno di noi, con noi, “Emmanuele”. E possiamo lodare e glorificare Dio come i pastori che se ne tornavano con un canto di ringraziamento in cuore. E’ la seconda meravigliosa tappa, che deve suscitare in noi grandissima gratitudine e fiducia per questo anno civile che incominciamo in compagnia di Gesù.
Ma c’è una terza tappa, nella quale non abbiamo soltanto Gesù “con noi”, ma Gesù “in noi, figli nel Figlio e quindi fratelli”, cioè abbiamo Dio in noi per mezzo dello Spirito del Figlio che grida in noi: “Abba, Padre!”. Il Papa, con il messaggio della pace, ci invita a guardare il rifugiato, l’immigrato con questo sguardo nel puntare a risolvere i grossi problemi.
Questa è la benedizione più profonda. Maria ci dà la compagnia di Gesù, ci mette, donna eucaristica, Gesù vicino, ma Gesù si dà a noi in modo più profondo, più intimo, dandoci lo Spirito Santo: questa è infine la benedizione di Dio, il dono della vita di Dio: la prima lettura ci ha parlato del Padre, il Vangelo del Figlio di Dio, la lettera ai Galati dello Spirito santo, mostrandoci la pienezza della benedizione di Dio, Padre, Figlio, Spirito santo.

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