martedì 30 maggio 2017

Pentecoste 2017

La prima e ogni Penteco ste battesimo della Chiesa, effusione dello Spirito di Dio capace di purificare ogni cuore, di spegnere l’incendio del male e di accendere continuamente nel mondo il fuoco dell’amore divino

Celebriamo oggi la solennità di Pentecoste, antica festa ebraica in cui si faceva memoria dell’Alleanza, della Storia di amore stretta da Dio col suo popolo al monte Sinai (Es 19). Essa diventò anche festa cristiana proprio per quanto avvenne in tale circostanza, 50 giorni dopo la Pasqua di
Gesù. Leggiamo negli Atti degli Apostoli che i discepoli erano riuniti in preghiera nel Cenacolo, quando su di essi scese con potenza lo Spirito Santo, come venti e fuoco per una Nuova Alleanza, per una Nuova Storia di Amore dal momento che nella vita trinitaria lo Spirito santo, la terza Persona, è l’amore tra il Padre, l’Amante, e il  Figlio, l’Amato. Essi allora si misero ad annunciare in molte lingue la buona notizia della risurrezione di Cristo (2,1-4) e della sua continua presenza sacramentale dopo l’ascensione tra i suoi, suo corpo, Chiesa per tutti. Fu quello il “battesimo nello Spirito Santo”, che era stato preannunciato da Giovanni Battista: “Io vi battezzo con acqua – diceva alle folle per prepararle con la conversione all’incontro con il Verbo incarnato, con il Messia  - ma colui che viene dopo di me è più potente di me … Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Mt 3,11). In effetti, tutta la missione di Gesù era stata finalizzata a donare con il Sacrificio eucaristico agli uomini  lo Spirito, l’amore misericordioso di Dio e a battezzarli nel suo “lavacro” di rigenerazione (battesimo di acqua e di lacrime, confessione). Questo si è realizzato e sacramentalmente si realizza con la sua glorificazione (Gv 7,39), cioè mediante la sua morte, risurrezione, ascensione: allora  Cristo infonde nell’uomo ciò che di più intimo, di più proprio c’è in Lui, il suo stesso Spirito. E’ la persona dello Spirito santo che perdona, che introduce Cristo in noi, tale per cui siamo trasformati progressivamente in Lui, viviamo e amiamo in Lui e di Lui, come tralci in rapporto alla vite. Fin dalla prima Pentecoste, avviando una Nuova Storia di Amore misericordioso, una Nuova Alleanza, lo Spirito di Dio è stato effuso in modo sovrabbondante, come una cascata, capace di purificare ogni cuore, di spegnere l’incendio del male e di accende continuamente nel mondo il fuoco dell’amore divino.
Gli Atti degli Apostoli presentano la Pentecoste come adempimento continuo di tale promessa e dunque come coronamento di tutta la missione di Gesù. Egli stesso, dopo la sua risurrezione e nel giorno dell’ascensione, ordinò ai discepoli di rimanere a Gerusalemme, perché – disse – “voi sarete battezzati in Spirito santo tra non molti giorni” (At 1,5) e aggiunse: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At 1.8). La Pentecoste è perciò, in modo speciale, il continuo battesimo della Chiesa che intraprende la sua missione universale a cominciare dalle strade di Gerusalemme, con la prodigiosa predicazione nelle diverse lingue dell’umanità. In questo battesimo di Spirito santo sono inseparabili la dimensione personale e quella comunitaria, l’”io” del discepolo e il “noi” della Chiesa, l’opposto dell’io individualista e del noi collettivista. Lo Spirito Consacra la persona e la rende al tempo stesso membro vivo del corpo mistico di Cristo, partecipe della missione di testimoniare il suo amore.. E questo si attua mediante e rifacendosi continuamente ai sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia. Riscopriamo la bellezza di essere battezzati, cresimati nello Spirito Santo, fedeli almeno ogni Domenica all’appuntamento eucaristico con Lui che effonde lo Spirito Santo.
Chiediamo alla Vergine Maria di ottenere alla Chiesa anche nella Pentecoste di quest’anno la gioia di vivere e testimoniare il Vangelo.

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