mercoledì 22 giugno 2016

Domenica XIII. I Santi Apostoli Pietro e Paolo

Anticipiamo in questa Domenica XIII la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, due colonne della Chiesa, insieme rappresentano il Vangelo di Cristo della fraternità, dell’uguaglianza e della libertà nella diversità

Anticipiamo la liturgia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Davanti alla Basilica di San Pietro, alla Porta del Giubileo della misericordia, sono collocate due imponenti statue degli Apostoli Pietro e Paolo, facilmente riconoscibili dalle loro
prerogative: le chiavi nella mano di Pietro e la spada tra le mani di Paolo. La tradizione cristiana da sempre considera san Pietro e san Paolo inseparabili: in effetti, insieme, essi diversi rappresentano il Vangelo di Cristo. Quali gli elementi essenziali della loro vita?
Simone, chiamato da Gesù Pietro, Pietra cioè verità per la professione di fede in Lui come Dio con noi, Messia (Betsaida, I secolo – Roma 67 circa), fu uno dei dodici apostoli di Gesù; è il primo dei 266 papi della Chiesa cattolica. Nato in Galilea, fu un pescatore di Cafarnao. Il suo nome originario era Simon, “colui che ascolta”.
Divenuto apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea, fece parte di una cerchia ristretta (insieme con Giovanni e Giacomo) uno dei tre che assistettero al ritorno in vita della figlia di Giairo, alla trasfigurazione e all’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi. Tentò di difendere il Maestro dall’arresto, riuscendo soltanto a ferire uno degli assalitori. Unico, insieme con il cosi detto “discepolo prediletto”, a seguire Gesù presso la casa del sommo sacerdote Caifa, fu costretto anch’egli alla fuga dopo aver rinnegato per tre volte il maestro, come questi aveva predetto: una volta ravveduto confermerai nella fede i fratelli... Dopo la crocifissione e la successiva resurrezione di Gesù, Pietro venne nominato dallo stesso maestro capo dei dodici apostoli e promotore dunque di quel movimento della Pentecoste che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa cristiana voluta  in continuità da Gesù con i successori di Pietro, i papi.
Instancabile predicatore, fu il primo a battezzare un pagano, il centurione Cornelio, aprendo la Chiesa a tutti e non solo agli ebrei. Entrò in disaccordo con Paolo di Tarso riguardo ad alcune questioni riguardanti giudei e pagani, risolte comunque durante il primo concilio di Gerusalemme. Secondo la tradizione, divenne primo vescovo di Antiochia di Siria per circa 30 anni, dal 34 al 64 d.C., continuò la sua predicazione fino a Roma dove morì fra il 64 e il 67, durante le persecuzioni anticristiane ordinate da Nerone. A Roma Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti la Chiesa e i successori vescovi Roma, i papi.
Paolo (o Saulo) di Tarso, noto come san Paolo per il culto tributatogli (Tarso, 5-10), fu uno scrittore e teologo cristiano.
E’ stato l’”apostolo dei Gentili”, ovvero il principale (secondo gli Atti degli Apostoli non il primo) missionario del vangelo di Gesù non solo per il gli Ebrei ma tra i pagani greci e romani.
Secondo la storicità dei testi biblici, Paolo era un ebreo ellenizzato, che godeva della cittadinanza romana. Ma non conobbe direttamente Gesù, sebbene a lui coevo, e, come tanti connazionali, avversava la neo-istituita Chiesa cristiana, arrivando a perseguitarla direttamente. Sempre secondo la  narrazione biblica, Paolo si convertì al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, fu improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore, che un tutt’uno con il suo corpo di risorto cioè la Chiesa diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Reso cieco da quella luce divina, Paolo vagò per tre giorni e Damasco, dove fu guarito dal capo di quella piccola comunità cristiana di quella città, Anania. L’episodio, noto come “conversione di Paolo” dal ritenere la riuscita nella legge la salvezza nell’affermare che la comunione con Dio che possiede un volto umano che ci ama fino al perdono ci fa capaci di osservare la legge e di potarla a compimento per chi ha fede in Lui, diede inizio all’opera di evangelizzazione di Paolo.
Come gli altri primi missionari cristiani, rivolse inizialmente la sua predicazione agli ebrei,, ma in seguito si dedicò prevalentemente ai “Gentili”. I territori da lui toccati nella predicazione itinerante furono in principio l’Arabia (attuale Giordania), poi soprattutto la Grecia e l’Asia minore (attuale Turchia). Il successo di questa predicazione lo spinse a scontrarsi con alcuni cristiani di origine ebraica, che volevano imporre ai pagani convertiti l’osservanza non solo dei comandamenti ma dell’intera legge religiosa ebraica, in primis la circoncisione. Paolo si oppone fortemente a questa richiesta e, con un carattere energico e appassionato, ne uscì vittorioso.
Fu imprigionato dagli ebrei a Gerusalemme con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Appellatosi al giudizio dell’imperatore – come era suo diritto, in quanto cittadino romano – Paolo fu condotto a Roma, dove fu costretto per alcuni anni agli arresti domiciliari, riuscendo però a continuare la sua predicazione. Morì vittima della persecuzione di Nerone, decapitato probabilmente tra il 64 e il 67.
L’influenza storica di Paolo nell’elaborazione della teologia cristiana è stata enorme: mentre i Vangeli si preoccupano prevalentemente di narrare le parole e le opere di Gesù, le lettere paoline definiscono i fondamenti dottrinali del valore salvifico per tutti, della sua incarnazione, passione, morte, risurrezione,  ascensione e invio dello Spirito – ripresi dai più eminenti pensatori cristiani dei due millenni successivi.
Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente l’uno dall’altro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro. Solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità nell’uguaglianza, nella libertà cioè al vero umanesimo anche oggi: ecco il fondamentale messaggio che la solennità consegna a ciascuno di noi. Che la Madre della Chiesa ci aiuti in questo momento non facile di nuova persecuzione ai cristiani. 

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