sabato 3 ottobre 2015

Preghiera 61



13 ottobre 2015 
Preghiera di liberazione. di guarigione, di consolazione
Le rivelazioni chiamate “private”, riconosciute o non escluse dalla Chiesa, ci aiutano a comprendere i segni del tempo e a trovare per essi la giusta risposta nella fede evangelico-ecclesiale in Cristo per non soccombere nella tentazione e liberarci dal Male
Liturgia della Beata Vergine Maria del Rosario
All’inizio: 231 – Mira il tuo popolo
Alla Comunione: 210 – Lieta armonia
All’esposizione: 193 Inni e canti
Omelia
Il demonio da sempre cerca di contrastare la “Rivelazione” pubblica cioè biblico-ecclesiastica. Essa è lo straordinario ed unico evento storico con cui Dio ci ha parlato e continua nella Chiesa a rivolgerci la sua Parola che nella vita trinitaria è la Persona del Verbo, del Figlio del Padre
nello Spirito Santo. Le Rivelazioni chiamate private nulla aggiungono alla Rivelazione definitiva di Gesù Cristo come gli apostoli ce l’hanno tramandata ma aiutano a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. “Guidato la magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi alla Chiesa “(CCC, n. 67), soprattutto della Sua e nostra Madre.
Dalle apparizioni riconosciute o non escluse dalla Chiesa quali indicazioni ci vengono in questo momento storico? Anche oggi il mondo, l’umanità, ogni singolo essere umano è amato dal Padre in Cristo nello Spirito Santo, ma questo amore passa attraverso la responsabilità umana e oggi la decadenza è senza ombra di dubbio, come la nostra Madre nelle apparizioni richiama, la conseguenza della mancanza dello spirito di preghiera per il secolarismo, preghiera che permette sempre l’intervento storico di Dio. Ecco allora perché di fronte alla crisi della preghiera, Lei insiste nel richiamo continuo alla preghiera personale-liturgica e soprattutto pregare insieme, come il Rosario in Famiglia. E poiché il Rosario, soprattutto in famiglia, è la preghiera più efficace a preservare la fede in ogni persona dopo la liturgia della Santa Eucaristia di almeno ogni Domenica, promoviamolo anche per il Sinodo ordinario sulla Evangelizzazione del matrimonio e della Famiglia.
Oggi è il 13 ottobre, 98° anniversario di quella apparizione a Fatima con il grande segno visibile a tutti davanti a 70 mila persone, e vorrei ricordare il beato Paolo VI che il 2 febbraio 1974, sollecitato da Lucia dos Santos incontrata a Fatima nel 1972, pubblicò l’Esortazione apostolica Marialis Cultus spiegando in modo coinvolgente l’importanza del Rosario: “Preghiera evangelica, incentrata nel mistero dell’Incarnazione redentrice, il Rosario è, dunque, preghiera di orientamento cristologico. (…) la ripetizione dell’Ave Maria costituisce l’ordine sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri (cioè l’invisibile risorto, il Dio che possiede un volto umano ci fa rivivere quello che ha vissuto e detto due mila anni fa): il Gesù che ogni Ave Maria richiama è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, di volta in volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme, presentato dalla madre al tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell’orto, flagellato e coronato di spine; carico della croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito” (n. 26).
Papa Montini insistette sugli effetti benefici del Rosario pregato insieme in Famiglia chiesto profeticamente a Fatima e nelle apparizioni fino ad oggi dal momento che “la famiglia, il matrimonio non è mai stato attaccato come in questo momento”, e che la cultura dominante e il potere esercitano attraverso i mass media“bastonano la famiglia da tutte le parti e la lasciano molto ferita” (Papa Francesco, 25 ottobre 2014). “Vogliamo ora – beato Paolo VI -, in continuità di intendimenti con i Nostri Predecessori, raccomandare vivamente la recita del Rosario in famiglia. Il Concilio Vaticano II ha messo in luce come la famiglia, cellula prima e vitale della società, grazie all’amore scambievole dei suoi membri e alla preghiera a Dio elevata in comune, si riveli come il santuario domestico della Chiesa. La famiglia cristiana, quindi, si presenta come una Chiesa domestica, se i suoi membri, ciascuno nell’ambito e nei compiti che gli sono propri, tutti insieme promuovono la giustizia, praticano le opere di misericordia, si dedicano al servizio dei fratelli, prendono parte all’apostolato della più vasta comunità locale e si inseriscono nel suo culto liturgico;e ancora, se innalzano in comune supplici preghiere a Dio: che, se non ci fosse questo elemento, le verrebbe a mancare il carattere stesso di famiglia cristiana. Perciò, al recupero della nozione teologica della famiglia come Chiesa domestica, deve coerentemente seguire un concreto sforzo per instaurare nella vita familiare la preghiera comune” (Marialis cultus, n. 52).
E proprio la necessità di questo “recupero”, per contrastare la forza disgregatrice e degradante della società contemporanea, spinse il Pontefice a “rivalutare” il Rosario, soprattutto in comune in famiglia. Paolo VI vedeva una vera preghiera sublime che, attraverso la contemplazione dei misteri, contribuisce a elevare le anime e a portare in comunione con Dio spingendole a riflettere sugli eventi principali della nostra salvezza, quindi innalza di nuovo l’umanità e ogni singolo in compagnia di Maria. La Madonna –come scrisse suor Lucia dos Santos – più volte è intervenuta “in persona, con le sue numerose apparizioni, le sue lacrime, i messaggi dei veggenti sparsi in tutte le parti del mondo”, offrendo Se stessa, il suo amore materno, quale ancora di salvezza fornita da Dio all’umanità, non solo per non cadere in tante crisi materiali, ma per non pregiudicare la vita veramente vita che raggiungerà il suo compimento oltre la morte e a cui poco si pensa con il rischio della tentazione più terribile, quella della mondanità, come ricorda spesso Papa Francesco.

Preghiera e catechesi
225 1.Madre Santa, il Creatore da ogni macchia ti serbò. Sei tutta bella nel tuo splendore: Immacolata, noi ti acclamiam! R)Ave, ave, ave, Maria! 
L’importanza del Rosario nella lotta contro il male che proviene dal Maligno è stata ribadita più volte anche da San Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, il cui successore, Papa Francesco, parlando ai fedeli riuniti in San Pietro il 17 novembre 2014, l’ha paragonato a una ‘medicina spirituale per la nostra anima’: senza la ‘medicina’ del Rosario l’anima non sta bene e non è completamente difesa dagli attacchi del Maligno.
Annalisa Colzi, consacrata nella comunità dei Figli di Dio fondata dal mistico don Divo Barsotti, in un’intervista del 2011 ha richiamato l’attenzione sulle insidie diaboliche di cui a volte anche “i sacerdoti non parlano più e i pochi che ne parlano vengono derisi”, spesso trascurate anche nei seminari e nella facoltà teologiche. Questo non è certo in sintonia con il messaggio evangelico lasciatoci da Giovanni, l’apostolo prediletto: “Ora il Figlio di Dio è apparso (e risorto invisibile si fa visibile nel Santissimo Sacramento e convenendo in preghiera davanti a Lui come in questo momento) per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8), le opere secondarie, ma che provocano tante sofferenze (vessazioni, ossessioni, infestazioni, possessioni) verso le quali oggi rischia di esserci un’esagerata attenzione, e le opere primarie delle tentazioni verso le quali i richiami sono pochi e l’attenzione ancora meno. La Colzi ha poi insistito sulla necessità di informare in modo giusto i giovani sia su quelle secondarie, ma soprattutto su quellprimarie. “La Misericordia di Dio va di pari passo con l’azione del Maligno. Altrimenti (…) che senso avrebbe parlare di misericordia, di lasciarci perdonare soccombendo alla tentazione e peccando? Che senso avrebbe parlare di Sacrificio della Croce che libera dall’opera del Maligno? La Madonna non teme di far vedere l’inferno a tre bambini a Fatima e non dice loro che l’inferno è vuoto, ma che ‘molti vanno all’inferno perché non cè chi si sacrifichi per loro’ (…). I genitori che invece vogliono preservare i loro figli dal discorso del demonio e dell’inferno sono poi quelli che l’inferno glielo fanno vivere già su questa terra, lasciandoli scorazzare tra i vari pericoli mediatici. Io credo che in quest’ora grave in cui versa l’umanità, solo la bontà materna di Maria possa salvarci e non disperare anche del futuro storico. San Lui Maria Grigno De Monfort scriveva nel 1700: “…il demonio teme Maria, perché Satana, che è superbo, soffre infinitamente d’esser vinto sempre e punito da una piccola e umile serva di Dio, e l’umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza”, che agisce attraverso di lei. Questi sono i tempi di Maria. Da più di trent’anni, presunte(cioè non ancora riconosciute e non escluse) la Regina della Pace, dell’Amore, la Madre del Lungo Cammino, la Rosa Mistica- Madre della Chiesa e tante altre, in continuità con Fatima, ci sollecita a saper riprendere il cammino della Salvezza, della Misericordia e a difendere il matrimonio, la famiglia, la parrocchia, la Chiesa, la società, con il Rosario soprattutto pregato insieme, il digiuno con testimonianze di carità verso i poveri, la Santa Messa almeno della Domenica e magari, potendolo, di ogni girono, la confessione mensile, la lettura quotidiana pregata della Sacra Scrittura.
225 – 2 Tanto pura, Vergine, sei che il Signor discese in te. Formasti il cuore al re dei re: Madre di Dio, noi ti acclamiam! R) Ave….
Anche sull’esempio lasciatoci dai santi il Rosario risulta essere, dopo la Santa Messa almeno della Domenica, la preghiera di liberazione, di guarigione, di consolazione più efficace, quella più valida per vincere il Diavolo, il mezzo misterioso per ottenere grazie particolari, tutto ciò che in questo momento storico di dominio assoluto della scienza e della tecnica, della finanza, come richiama Papa Francesco nella “Laudato si’”, può apparire impossibile sottrarsi. Il Diavolo lavora per allontanarci dal culto di Dio quotidiano, dall’attesa del compimento della risurrezione della carne attraverso la tentazione della mondanità di chi si lascia illudere che questa vita bio-chimica duri sempre quando va a finire in polvere e lo fa assolutizzando l’autoriferimento al proprio io, al denaro, al potere, al piacere. Anche oggi, amati dal Padre in Cristo nello Spirito Santo, possiamo con la nostra libertà, modulare le nostre scelte, guardando all’esempio di Maria, segno di speranza e di consolazione per la sua presenza, l’icona più perfetta per lasciarci assimilare a Cristo e così non lasciarci travolgere dalle tentazioni diaboliche che operano facendo leva sulle nostre debolezze. Chi asseconda la malizia del Diavolo, non avvertirà mai spinte interiori a fare il bene con gioia, la sua vita rischia di piombare in un progressivo degrado morale, in oscuramento della propria intelligenza, in una tristezza permanente soprattutto constatando limiti e malattie  continue. Il Rosario, la preghiera degli umili e possibile anche da ammalati, indaffarati, e che oggi molte televisioni, radio aiutano, si presenta anche sociologicamente la migliore protezione contro questo rischio storico. Solo il suo amore constato in piccoli o grandi segni ci dà la possibilità  di perseverare  con ogni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza anche storica, in un mondo che, per sua natura, è imperfetto. E il suo amore, allo stesso tempo, è per noi garanzia che esiste ciò che solo vagamente intuiamo e, tuttavia, nell’intimo aspettiamo; la vita che è “veramente” vita.
225 – 3. Gran prodigio Dio creò quando tu dicesti “Sì”. Il divin Verbo donasti a noi: Vergine e Madre, noi ti acclamiam. R) Ave…
San Giovanni Paolo II a Manila il 25 gennaio si rivolse ai coniugi cattolici: “Per  essere ‘buona notizia peil terzo millennio’, cari sposi cristiani, non dimenticate che la preghiera in famiglia è garanzia di unità matrimoniale e familiare in uno stile di vita coerente con la volontà di Dio. Proclamando (…) l’Anno del Rosario, ho raccomandato questa devozione mariana come preghiera della famiglia e per la famiglia (…). ‘La famiglia che recita insieme il rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazareth, si pone Gesù al centro, si condividono con Lui (che invisibile come risorto si fa presente nella visibilità del pregare insieme) gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza del cammino ’. Assieme a Maria viviamo con Lui, amiamo con Lui, pensiamo con Lui, percorriamo le strade e le piazze con Lui, cambiamo anche questo mondo con Lui”.
Se il Diavolo intende, in questo momento storico, sferrare un potente attacco contro il Corpo visibile dell’invisibile Risorto cioè la Chiesa, Dio replica inviando continuamente, spesso anche visibilmente, Maria, la sua Creatura prediletta segno di speranza e di consolazione, per fare da baluardo con la sua umiltà all’arroganza devastante dei demoni, angeli decaduti per via della loro superbia. Ed è questo che scatena la collera del Diavolo: essere sconfitto da una creatura umana già giunta al compimento del progetto di Dio, della vita veramente vita nell’anima e nel corpo, inferiore a lui per natura, ma superiore per grazia, perché Madre del Dio che possiede un volto umano risorto.
225 – 6. Nelle lotte, nei timori, in continue avversità, della Chiesa Madre sei tu: Ausiliatrice, noi ti invochiam. R) Ave…
Il Diavolo vuole distruggere la Chiesa, ma la Madonna è Madre della Chiesa e attraverso di essa di tutta l’umanità. Il trionfo del Diavolo, soprattutto in certi momenti, può essere storicamente solo apparente o effimero perché Gesù, morendo sulla Croce cioè nel compimento della sua missione di amore, ha affidato la Chiesa e tutti noi a sua Madre. Non a caso, nel suo addio al papato, Benedetto XVI ha affidato la Chiesa, noi, alla vergine Maria, apparsa immacolata a Lourdes.
 225 – 5. Nella gloria Assunta sei, dopo tanto tuo patir. Serto di stelle splende per te: nostra Regina noi ti invochiam! R) Ave…
Venite processionalmente, incominciando da quelli in fondo alla Chiesa, per il tocco sacramentale dell’Unzione con l’olio benedetto ed esorcizzato: è il segno che rende visibile la presenza invisibile del Risorto tra noi e della sua azione ecclesiale di liberazione, guarigione, consolazione mentre, con questa fede e con gli scopi per cui siamo convenuti in preghiera, abbiamo all’orizzonte il non ancora della grande speranza, la sicura meta ultraterrena di ogni bene senza più alcun male.
(67) O Gesù ti adoro, ostia candida, sotto un vel di pane, nutri l’anima, solo in te il mio cuore si abbandonerà. Perché tutto è vano se contemplo Te.
        Ora guardo l’Ostia che si cela a me. Ardo dalla sete di vedere Te: quando questa carne si dissolverà, il tuo viso luce, si disvelerà. Amen.
Pregiamo. Guarda, o Padre, chi è convenuto in questa preghiera di liberazione, guarigione, consolazione con Maria e che professa la sua fede in Gesù Cristo, presente in questo Sacramento davanti a noi e ci benedice: fa che attinga da questa sorgente di ogni grazia benefici nel tempo e frutti di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.
Amen .Dio sia benedetto…
Ed ora il sacramentale dell’acqua benedetta ed esorcizzata
Preghiamo. Signore Dio onnipotente, fonte e origine dell’anima e del corpo, benedici + quest’acqua e fa che ce ne serviamo con fede per implorare il perdono dei nostri peccati e la grazia di essere sorretti in ogni infermità e difesi da ogni insidia del nemico. La tua misericordia, o Padre, faccia scaturire per noi l’acqua viva della salvezza. Perché possiamo accostarci a te, con cuore puro e fuggire ogni pericolo dell’anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.
Amen
Prossimo incontro 10 novembre, secondo martedì.
“224 1. C’ una terra silenziosa dove ognuno vuol tornare…
Se puoi correggilo e telefona a Maria dal Colle che ti dia il numero per inviarlo a san Zeno in monte per stamparne 300 copie.
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